da Alfonso a mare

Praiano: piena costiera Amalfitana, giustamente e propriamente chiamata “La Divina”.
In una stretta insenatura fra due alti costoni rocciosi c’è un piccolo ed antico borghetto marinaro, le cui strutture sono oggi adibite ad hotel/ristoranti/case vacanze.
Era il nostro primo anniversario di nozze e, abitando nell’entroterra a pochi km, ci concediamo un pernottamento da Alfonso a Mare.
Una giornata e mezzo di relax “buttati” in questa pozza di mare, lontani da tutto e tutti.

Quell’estate acquistammo un kayak pneumatico. Gonfiabile e richiudibile in una comoda e pratica sacca: un gioiellino semi professionale a due posti di ben 4 metri.
Bello, davvero bello ed elegante nella sua livrea di neoprene nera e verde ramarro.
Ebbene questo gioiellino ci ha dato parecchie soddisfazioni, traghettandoci fra la costiera cilentana e quella amalfitana.
Decidiamo di portarlo con noi e di utilizzarlo per allontanarci da Praiano che, in realtà, è quella e basta.
Sulla piccola banchina attraccano numerosissime imbarcazioni e taxi boat che scarrozzano i facoltosi turisti (soprattutto americani, inglesi e tedeschi) che pernottano da Alfonso a Mare.
Noi eravamo praticamente gli unici italiani…ed era bassa, bassissima stagione!

Come si può ammirare dagli scatti (fatti con il cello) le acque sono spettacolari.
La vista, il sole, la sistemazione ed il cibo servito nei ristorantini, rigorosamente a base di pesce, sono assolutamente all’altezza.
Simpaticissimi anche i proprietari della struttura, Don Alfonso è un padrone di casa cordiale e…sornione…abituato com’è con i turisti stranieri.
Ma noi eravamo compaesani! Unica nota dolente è la disponibilità del portafoglio: questi posti sono per gente facoltosa e, noi, non essendolo affatto, non abbiamo potuto soggiornarvi che UN GIORNO!

Ma va bene così. Camere basic, spartane e con l’essenziale.
D’altra parte chi viene a Praiano certo non vuole chiudersi in camera.
Molto fornita e ricca la colazione.
A proposito, essendo un borgo di pescatori, al mattino vi sveglierete prestissimo con le loro grida. Erano le 5:30 del mattino e sentimmo esclamare sotto il nostro balcone: “Pascà! Vir ‘e che mostr ch’aggio pescato stanott!” (Trad: Pasquale, amico mio, guarda che pesce impressionante che è finito nella rete stanotte….)

Comunque, con il nostro yacht da 50 metri, equipaggiato con potentissimo motore a 4/braccia (due delle quattro un po’ meno potenti), raggiungiamo il Fiordo di Furore, quello dal quale ogni anno si disputa una famosa gara internazionale di tuffi. Altro borghetto marinaro spettacolare.

La piccola e disabitata spiaggia è quasi tutta la giornata in ombra ma, questo, non impedisce ai turisti tedeschi di piantare delle tende canadesi direttamente sulla sabbia.
Scendiamo, facciamo qualche scatto e ripartiamo.
Sarebbe stato bello fare il bagno ma la costante ombra rendeva l’acqua freddissima, essendo metà settembre tra l’altro.
Volevamo “arenarci” su una minuscola spiaggetta riportata dalle carte come la Spiaggia della Madonnina, chiamata così perché è dominata da un costone roccioso a forma di Madonna con le mani giunte a mo’ di preghiera.
Vista dal mare è davvero suggestiva!
Inoltre, su quelle che dovrebbero essere le mani, spunta un arbusto abbastanza grande: il risultato? Sembra che la Madonna abbia un mazzo di fiori in mano!

Pagaia e pagaia, cerca e cerca e non troviamo la spiaggia!
Solo costoni a picco e case costruite sulle rocce con discese private direttamente sugli scogli ma, della spiaggia che cercavamo, nessuna traccia.
Soltanto al nostro rientro, il simpatico Don Alfonso, ci disse che “avevamo voglia di remare fino in Calabria….” la spiaggia non l’avremmo mai trovata perché una frana e l’erosione del mare l’avevano completamente cancellata in una sola stagione.
Evvabbeh. Continuiamo così dall’altro lato di Praiano, risalendo verso Positano.
Subito dopo la parete rocciosa troviamo le grotte de l’Africana e di Suppraiano.
Entriamo con il nostro kayak e, tanto il buio, i nostri occhi fanno fatica ad abituarsi: per un po’ abbiamo pagaiato alla ceca rischiando di bucare il kayak con le numerose rocce affioranti.
Quello che avremmo visto da li a poco…era meraviglioso.
La grotta solo nel pomeriggio viene raggiunta dalla luce: la location è talmente bella che permette di fare il bagno…nonché di gustarsi, immersi nelle sue acque, un bellissimo concerto da camera!
Pare che l’acustica sia perfetta!

Subito al di sopra delle grotte c’è la rinomata discoteca “l’Africana” che di sera anima gli spiriti dei turisti più mondani.
Questo locale si raggiunge tramite una bellissima e suggestiva passeggiata scavata nella roccia, direttamente a picco sul mare.
Ogni tanto una panchina o una balconata vi permette di rimirare lo splendido borgo di Praiano. Alla sera si apre una sorta di bancarella “di mare”, una bottega di conchiglie, stelle marine e oggetti in tema marino, permettendovi di acquistare e, conservare, un bel ricordo del posto…a parte gli scontrini, da conservare rigorosamente come trofei!
Altra nota dolente: lo specchio d’acqua antistante è parecchio trafficato.
I conducenti dei taxi boat sono maleducati e incuranti dei numerosi bagnanti.
Noi abbiamo rischiato più volte di ribaltare il kayak e finire in acqua, tanto il rollio che procuravano le onde prodotte dai loro motoscafi. A parte questo conservo un bellissimo ricordo di Praiano, come documentato dalle fotine sottostanti 😉

3 pensieri su “da Alfonso a mare

  1. Stupenda Praiano e veramente bellissima descrizione mi avete fatto ricordare le belle vacanze fatte all'albergo Tramonto d'oro che per molti anni ho frequentato.

  2. Grazie a lei per la visita e per il suo commento! Mi auguro che torni a trovarmi…così come le auguro di tornare presto in Costiera! 😉
    Questa estate di San Martino ci sta regalando giornate miti e stupende!

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