Famolo strano: le Grotte di Pertosa

Orsa: Tesoro usciamo?
Orso: Ok pizza al solito posto?
Orsa: No io intendevo usciamo dalla Comfort Zone?
Orso: Eh? E dov’è?
Orsa: Non ne ho la minima idea, so solo che ultimamente fa molto figo.
Orso: Sentiamo e come si fa ad uscire dalla “Comfort Zone”?
Orsa: E’ facile, avrò letto una migliarata di tutorial: con un OnDeRòD!
Orso: Cos’è n’altro scioglilingua?
Orsa: No direi più n’altro tormentone.
Orso: Mpff… per me va bene. Macchina?
Orsa: Ennò Orso, voglio un OnDeRòD diverso, spettacolare. Dai Famolo strano!
Orso: Famolo strano stile andiamo a comprare mezzo chilo di mozzarelle in mongolfiera magari sorvolando pure i templi di Paestum?
Orsa: No intendevo più stile “viaggio al centro della terra”. In barca però.
E Comunque grazie per aver spoilerato il prossimo post!

Due le barche da prendere, due i km percorsi a piedi e uno il fiume nero e silenzioso che ci ha condotti nelle viscere della terra in un viaggio sotterraneo in pieno stile Jules Verne.
Siamo in Campania, nei meandri suggestivi delle Grotte dell’Angelo a Pertosa (SA).

cascata

Può il buio brillare di luce propria? Eccome! Il sottosuolo italiano a volte regala emozioni oserei dire da film o, meglio, da vecchio romanzo d’avventura! Ma quando vi capita di venir traghettati da un moderno Caronte e attraversare un fiume sotterraneo per raggiungere le profondità più belle e spettrali che abbiate visto?
Ah…se gli inferi fossero davvero così, Caron non si cruccerebbe affatto del suo lavoro!
Le Grotte dell’Angelo di Pertosa sono un enorme complesso di cavità carsiche, un patrimonio oggi di grosso rilievo turistico che vede qualcosa come 200 mila visitatori ogni anno. Trend in netta crescita grazie anche alle rappresentazioni teatrali messe in scena fra stalattiti e stalagmiti.
Musical, film (Dario Argento vi girò alcune scene del Fantasma dell’Opera), opere con protagonisti come Ulisse e Dante richiamano un numero di curiosi e appassionati sempre crescente.
Volete mettere la figata di attraversare queste grotte spettrali con Dante che fa da guida turistica nei gironi infernali?

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Situate sotto la catena montuosa degli Alburni, queste grotte sono talmente complesse che addirittura ancora non sono state mappate completamente.
A contribuire all’enorme fascino è il fiume Negro, un corso d’acqua oscuro e con origini così recondite e profonde da renderne la fonte inindividuabile.
Un fiume sotterraneo percorribile per un insolito ed inconsueto tratto in cui si passa da una navigazione lenta, silenziosa e tenebrosa, ad un ramo caratterizzato dal rombo assordante di una impetuosa cascata sotterranea. Meravigliosa!

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Pare che queste grotte abbiano già visto la presenza continuativa dell’uomo migliaia di anni fa: molti reperti dell’Età del Bronzo ritrovati a diverse profondità, oggi sono ospitati nei musei di Roma, Napoli e Salerno. Inoltre durante la Seconda Guerra Mondiale furono usate dalla popolazione locale come rifugio dai bombardamenti aerei.

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Siamo già tutti accomodati sul piccolo battello in legno e Benedetto (quando si dice il contrappasso dantesco) la nostra guida, con la sola forza delle braccia spinge l’imbarcazione attraverso dei cavi sospesi lungo il fiume.
Mentre l’acqua scorre silenziosamente sotto di noi qualche pipistrello volteggia sulle nostre teste indicandoci che quella è casa loro, il tutto mentre la luce dell’ingresso si fa sempre più fievole, fino a diventare oscurità.
Dopo alcuni recenti lavori di upgrade tecnici, gli antri sono oggi illuminati sapientemente da luci a led posizionate ad arte in modo da accrescerne il fascino e la magia: la rombante cascata illuminata di blù o le concrezioni calcaree illuminate di rosso sono assolutamente un valore aggiunto, anche se di mera matrice turistica.
Luci ed ombre infatti creano un’atmosfera così surreale da spingere l’occhio a voler trovare nelle formazioni rocciose delle forme misteriose, bizzarre piuttosto che rassicuranti.
Com’è cambiato il mondo, e con esso anche la fantasia. Visitai le grotte 25 anni fa e i bambini dell’epoca vedevano fra le rocce forme come La Madonna, San Giuseppe, una mucca, qualcuno già più “avanti” vedeva i sette nani ecc.
La fantasia dei bambini di oggi si concretizza invece in gloriosi Kebab, McPanini, qualcuno ha visto un Pokemon e così via.

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La temperatura costante di 16 gradi rende queste grotte molto fredde anche se onestamente si è impegnati a sentire tutt’altro. La guida ci ha spiegato come questa estate il tasso di umidità, quasi al 100%, avesse richiesto addirittura ombrelli e torce fendinebbia!
Durante la visita veniamo più volte invitati a non toccare le gocce d’acqua appese alle stalattiti in quanto solo a sfiorarle, si manda all’aria qualcosa come 50 anni di lavoro del calcare. Pensate la tentazione di mia suocera quando ha sentito l’espressione “lavoro del calcare”!
Veniamo più volte invitati anche a fare attenzione alle teste. In diversi punti, infatti, le macchie sulle rocce non sembravano affatto guano di pipistrello ma sangue!
Così come veniamo incessantemente invitati a non scattare foto. Io non ho resistito e sempre Lei, la legge del contrappasso, mi ha punita con un blocco sistematico della compatta nei punti più illuminati. Ovviamente al buio funzionava benissimo ma gli scatti sono uno più inutilizzabile dell’altro.
Inutile dire come il flash fosse proibitissimo, pena cazziatone con eco.

L’ambiente in assoluto più bello è un antro chiamato La Grande Sala una bat caverna enorme dal soffitto altissimo e dall’atmosfera tutt’altro che fredda ma coinvolgente ed eccitante!
In questa maestosa caverna c’è un dispositivo per scattare una foto di gruppo (non obbligatoria) da ritirare all’uscita al costo di 5 Euro.

Ah… ma allora le foto si possono fare eh?!

La scritta che campeggia simpaticamente dietro il giubetto delle guide recita: Noi non siamo superficiali. Vero, verissimo che non-siete-superficiali infatti la cazzimma da sfruttatori del turismo, quella la padroneggiate “profondamente” direi! 😉

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Le grotte di Pertosa sono visitabili sia nella modalità turistica che speleologica (adatta comunque a tutti), quest ultima una cosa pazzesca perchè esplora rami non agevoli attraversando interi tratti immersi nell’acqua o addirittura strisciando per terra, con l’ausilio di attrezzature professionali da speleologia forniti dallo staff (quando ho sentito questa cosa ho guardato Orso quasi scodinzolando come un cane che aspetta il biscottino).
Il percorso turistico completo dura circa 2 ore e costa 20 Euro a persona, mentre la visita speleo (che spero di fare presto convincendo Orso) ha una durata di circa 5/6 ore e costa 35 Euro.
Tutte le info sul sito ufficiale delle Grotte di Pertosa.

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E siccome la discesa negli inferi mette una certa fame, nei dintorni c’è un’abbondanza di trattorie tipiche in grado di resuscitarvi letteralmente con del buon cibo locale.
Noi abbiamo pranzato da “Zì Marianna“, una trattoria a circa 500 metri dall’ingresso delle grotte.
Peccato per l’epic fail: siamo passati dal silenzio magico delle viscere della terra alla colorata allegria della festa “paesana” di un battesimo. Però ci siamo divertiti un casino a prendere in giro il tipo del piano bar che cantava brani di Elton John in inglese maccheronico tipo …UASCHI…UARI…AUEI… oppure improvvisava gli ultimi successi di Mengoni tempestandoli di NA NA, NAI NAI NA NA perchè non ne conosceva le parole.
Non sapevo se mangiare o morire dal ridere.

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antipasto

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Il cibo è stato ottimo: una delizia consecutiva di portate a base di funghi porcini, carciofi e altre tipicità di stagione dell’entroterra del Cilento. Tra l’altro ci hanno anche offerto le goduriose sfizioserie del buffet degli invitati, tanto che alla fine ci siamo chiesti se fare o meno “la busta” alla creatura.

Ecco invece quello che i miei scatti non sono riusciti a mostrare. Per rendere giustizia alla bellezza di questo luogo devo, mio malgrado, prelevare alcune foto dal web.

34 pensieri su “Famolo strano: le Grotte di Pertosa

  1. A parte che le foto sono bellissime, altro che blocco della macchinetta e che hai fatto benissimo a scattarle ( odio quando mi si dice di non poterle fare!!!) , mi sono sentita scaraventata nella divina commedia con questo articolo. Non scherzo!
    E non perché fosse pallido eh, tutt’altro! Ho adorato lo stile e le descrizioni. Spesso e volentieri mi annoia leggere di grotte, sottosuolo e blablabla … sarà anche che un po’ soffro di claustrofobia! Ahaha e invece tu sai renderlo interessante, con quella punta di simpatia e quel tocco di mistero che starei ore a sentirti raccontare delle tue vicende! *__* Oddio quel dolce, lo voglio ora.

    • Ti assicuro che dimenticheresti all’istante la claustrofobia per quanto è bello visitare questo posto. E a proposito di Divina Commedia lo “speleoteatro” che ha come titolo proprio L’Inferno di Dante, è una rappresentazione teatrale strutturata proprio con un attore che veste i panni di Dante che accompagna i visitatori nei gironi infernali, dove si incontrano di volta in volta i personaggi della Divina Commedia. Ho visto alcune foto sul web e deve essere stato davvero uno spettacolo!
      Grazie per i tuoi complimenti Lou! <3
      Ps: quel dolce era la versione di cocco&nutella più buona che abbia mangiato 😛

  2. Provo dei sentimenti contrastanti nei confronti delle grotte: ci sono stata solo una volta alle elementari (alle grotte di Bossea, credo, dalle parti di casa mia) e ricordo sia l’ansia di essere sottoterra, sia il fascino di cosa possa fare la natura. Ecco, magari la visita speleologica la eviterei per evitare di svenire mentre striscio per terra con la pila in testa!
    Il piano bar??? Talmente trash che mi piace da matti 🙂

  3. Io mi immagino i turisti stranieri che vanno a vedere le grotte ed io a casa che, prima di leggere il tuo racconto, non ne ero neanche a conoscenza. Ehhh quante cose che ha questa Italia bella! Nonostante l’impressione iniziale che deve fare trovarsi laggiù deve essere un’esperienza bellissima.

    • Infatti Elisa, i visitatori stranieri erano tanti, tutti con pullman organizzati!
      L’impressione iniziale dici? Anzi, l’impatto iniziale è “gasato” proprio dall’ingresso in grotta con la barca! Meraviglioso!
      Se non sbaglio anche nel Lazio ci sono diverse cavità carsiche visitabili, prova 😉

  4. Ma che posto fenomenale che è questo! Io sono veramente affascinata dalle grotte, dal mondo segreto che nascondono, dal loro essere quasi inaccessibili..ma soprattutto per il fatto che risvegliano lo spirito da giovane marmotta che si nasconde in me! Però le foto di quei piatti strepitosi, ecco, a quest’ora sono veramente un colpo basso!

    • Esattamente quello spirito! Sai quante volte ho avuto la tentazione di staccarmi dal gruppo per entrare (dài solo affacciarmi) in quei rami secondari inaccessibili? Poi però mi veniva in mente quel film, The Descent, così gridavo “aspettaaaatemi” hahaha 😀 😀
      La cucina cilentana è favolosa!
      Grazie per essere passata 😉

  5. Affascinante! Non avevo mai sentito parlare di queste grotte… Voglio vederle al più presto! L’idea di visitarle in modalità speleologo mi intriga, ma ho troppa paura che mi possa prendere un attacco di claustrofobia. Tua suocera tentata dal “lavoro del calcare” è favolosa così come quel piatto di prosciutto e bufala (?) Ciao Dani, grazie per questo tour sotterraneo

    • Ciao Alessia, siii vieni così passi a trovarmi, oppure ci andiamo insieme con Silvia! 😉
      Come dicevo a Lucrezia l’attacco di claustrofobia lo escludo perchè si viene distratti dalla troppa bellezza del luogo, dalle non-luci, dalle ombre e dalle forme spettacolari delle stalattiti!
      La suocera è la suocera… ho pensato che estraesse uno straccio dalla borsa da un momento all’altro per strofinare il calcare! 😀 😀
      Si erano bocconcini di bufala, un frittatone e quella specie di Slimer squagliato era una fetta di Caciocavallo affumicato con dentro inglobati funghi porcini 😛
      Grazie a te! <3

  6. Credo di esserci stato un paio di volte quand’ero piccolo, in gita scolastica e rimasi affascinato da quel mondo sotterraneo così incredibile! Mai immaginato che ci potessee essere tanto splendore sotto terra. Mi piacerebbe ritornarci ora, anche solo per sentire il musicista 😀

    • Praticamente ci siete stati tutti in gita scolastica tranne me! 😀 Devo essere stata assente quel giorno! 😛
      Il musicista era da pernacchia d’oro! 😀 😀

  7. Mi mancava leggerti Daniela!
    Mi piace come hai descritto le grotte. Mi piace proprio come scrivi. Hai il tuo stile personale e riconoscibilissimo.
    Le Grotte di Pertosa? Ci sono stata da bambina (te lo avrò anche già scritto). Uh, ho perso le parole e rischio di annoiare. Mi fermo qui per stasera. Ciao Daniela! 🙂

    • Ciao Tiziana infatti ricordavo che ci eri già stata! 😉 Immagino come da bambini debba essere sembrato tutto più grande e più tenebroso!
      Parla pure non annoi affatto…soprattutto quando sono complimenti! 😛
      A presto!

  8. Lo stile urside è favoloso! Ci hai trasportato negli inferi suggestivi con pokemon che tramano nascosti nell’ombra e caronti/cerberi pronti alla cazziata con eco.
    Condividiamo la reprimenda, noi scattiamo in maniera compulsiva ovunque, figurati quando capitano quei posti che lo proibiscono…. non digeriamo molto, specie se i motivi sono di profitto (compri la foto loro, o il cd , cartoline , libretto allo shop) e non per motivi di conservazione.
    Ci hai fatto venire voglia non solo di andare lì, ma di goderci l’x-fattore al pianoforte in quel ristorante !

    • Wow una perfetta sintesi direi! 😉
      Il fattore X del tizio del piano bar?
      “Per me è no”.
      E quando parlo io valgo per tre! 😀 😀
      Grazie per essere passati!

  9. Sapevo che le grotte non vanno toccate ecc. ma il motivo scientifico per i quale sarebbe proibito scattare foto quale sarebbe? Immagino che ve ne abbiano sganciato uno, almeno prima di arrivare al dispositivo per la foto di gruppo.

    Quando hai parlato della cazzimma mi stavo cappottando addosso al collega. Devi sapere che ho un’amica napoletana che mi sta dando lezioni di dialetto, e l’ultima volta mi ha spiegato proprio cosa intendete con cazzimma XD

    • Lasciamo stare, una motivazione “nulla” direi! Hanno avuto il coraggio di sostenere che le foto fossero motivo di numerosi incidenti!!!!
      Sarebbero stati più convincenti se avessero detto:
      “gli stalattiti sono incazzosi come i pellerossa che nel selvaggio west evitavano di farsi fotografare perchè credevano che le foto rubassero loro l’anima” 😀 La sapete sta cosa no?
      Tra l’altro per fare quella foto hanno acceso almeno tre/quattro potentissimi faretti! 🙁
      Comunque a parte il discorso foto (frutto di ordini dall’alto) le guide sono state brave e professionali.

  10. Belle le grotte! Sono luoghi ricchi di mistero e di magia e poi queste sembrano particolarmente degne di visita.
    Interessante anche la visita alternativa con il gruppo speleologico, cosa che mi affascina ma al contempo mi fa paura proprio per gli spazi stretti in cui può capitare di ritrovarsi a passare.
    Comunque dev’essere eccitante!
    Ps. Chissà che visitando le grotte con gli speleologi non si trovino anche Paolo e Francesca da qualche parte 😉 , che nella Divina Commedia si trovano all’inferno, o meglio lei è l’unica donna che Dante pone nell’inferno 🙂

    • Ciao Elisa eccitante da morire! Quando capita di essere speleologi per un giorno? *_*
      Se consentono un’esperienza del genere credo che il braccio da esplorare in modalità speleo non sia a livelli di difficoltà estremamente “Pro”.
      E credo anche che la Divina Commedia la dovrebbero far studiare di default così: nelle grotte e con rappresentazione teatrale.
      Obbligatoriamente in tutti i licei d’Italia! 😛
      Grazie per essere passata!

  11. No vabbè ma questo posto è straordinario! Ho visitato un paio di grotte in vita mia, ma mai nulla di così interessante, con tanto di percorso a piedi. Mi è venuto un brivido a pensare al sangue sulle pareti rocciose, però, lo ammetto! 😀

    • hahah ma noooo sono io che esagero nel racconto però si, in effetti in alcuni punti occorre fare parecchia attenzione alla testa! 😉
      Ma ne vale assolutamente la pena! *__*
      Grazie per essere passata Roberta, ti auguro buon fine settimana!

  12. Ciao Orsa, ma io non avevo mai sentito parlare di queste grotte, che figata! Il percorso speleologico dev’essere davvero interessantissimo, devi assolutamente convincere Orso…e poi parlarcene 🙂
    Con questo articolo mi hai fatto ripensare alle Grotte di Postumia in Slovenia o a quelle del Gigante vicino Trieste: sono mondi davvero affascinanti, ci fanno perfettamente capire quanto sia potente la terra quando ci si mette!
    A presto 🙂

    • Ciao Agnese, beh ma quelle che hai citato tu sono ancora più spettacolari!
      Gran parte del fascino secondo me è anche merito delle guide che praticamente fanno ogni volta una piccola lezione universitaria!
      Ed ora convinciamo Orso tutti insieme! 😀 😀
      Grazie per essere passata!

  13. Dicevo…Mi piacciono tantissimo questo tipo di grotte, da bambina mi feci portare 2 volte alle Grotte di Frasassi! Però ecco…la visita speleologica la eviterei volentieri… sono fifona, poco atletica ed anche un pizzico claustrofobica però mi piacerebbe tantissimo leggere un post a riguardo! Intanto mi segno queste grotte, le devo vedere prima o poi! ps: l’ intro mi ha fatto morire! Ti adoro!

    • Hahaha non ti stancare con gli straordinari! 😉 Guarda temevo anch’io qualche piccolo claustro-attacco però la meraviglia è talmente tanta che ti distrai per tutto il tempo, soprattutto durante la parte navigabile: la vista di un fiume sotterraneo con tanto di cascata è qualcosa che capita raramente di vedere nella vita! Perciò mettilo assolutamente in lista!
      Ah, l’influsso di Shivonne ha funzionato alla grande! 😀 😀 Ringraziala da parte mia!
      Buona domenica Vale e grazie! 😉

  14. Ciao Orsa, mi hai fatto morire dal ridere soprattutto ripensando alla cazziata che mi sono beccata io in Grecia alla grotta di Perama, con tanto di eco! Articolo molto carino e interessante, non conoscevo queste grotte. Adesso però aspetto con ansia il tour delle mozzarelle in mongolfiera!

    • hahahah per via delle foto? A parte scherzi le mozzarelle della piana del Sele sono il Top, se capiti da queste parti te le consiglio assolutamente! Insieme alle mongolfiere, ovviamente!
      Post pubblicato ^_^

  15. Pingback: Paestum in mongolfiera - L'Orsa Nel Carro

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