I colori del Lago di Braies

Può la natura produrre dei colori così intensi, cangianti e profondi da sembrare artificiosi? Si, in Alto Adige anche l’ultima pozzanghera sul marciapiede ha i bellissimi colori del Vetrill.  Il lago di Braies è proprio così come si vede nella fiction Un Passo dal Cielo anzi, se possible, è ancora più bello. Se avete seguito gli episodi precedenti, saprete che agli inizi di settembre, beccai in Sud-Tirol un tempo inclemente. Ebbene anche con un brutto cielo grigio, quel giorno i colori del lago erano da mozzare il fiato. Ci alziamo prestissimo, come al solito, e raggiungiamo il lago tramite il terminal degli autobus della città di Dobbiaco.

In poco più di 20 minuti raggiungiamo il posto, insieme ad altri turisti mattinieri. Il lago inizialmente è nascosto dagli alti alberi e dal profilo del bellissimo Hotel (quello che a vederlo ricorda vagamente il Grand Hotel di Shining!). Ma, non appena giri l’angolo, appare all’improvviso la vista più bella che gli occhi dell’uomo possano vedere.

Cosa sono un quadro di van Gogh, un dipinto di Raffaello o il volto della donna più bella, di fronte al lago di Braies?! Ne ho viste di cose belle e di paesaggi mozzafiato ma questo…i suoi colori, i suoi profumi…li porto nel cuore. Me ne sono innamorata già guardandolo in tv e sul web ma…”live” è stato ancora più bello! Guardate queste foto (notate bene, scattate in una giornata plumbea) e datemi ragione. Photoshop non c’entra affatto!

Il giro del lago si completa in circa due ore/due ore e mezza, pause per gli scatti comprese. Tre ore se invece, come noi, dovesse incontrare qualche anziano trekker ottantenne che vi aggancia parlandovi della sua vita non mollandovi più. Il “nostro” anziano camminatore Nonno Cesàr, aveva qualcosa come 84 anni suonati: non so se fosse tedesco ma era bianco e rosso in viso e, con gli immancabili bastoncini da trekking, se la cavava decisamente meglio di noi sul sentiero in salita! Noi zitti e con il fiatone, lui invece chiaccherava e si arrampicava contemporaneamente, perfettamente ossigenato!

 

La scrivania del mio ufficio ideale!

Il lago di Braies è bellissimo da qualsiasi punto. Il sentiero non è troppo impegnativo, a parte qualche salita breve e ripida, ma nulla di che. Se fosse stata una bella giornata avremmo affittato il barchino presso la palafitta, quella che nella fiction è la casa dello sveglio e vispissimo Terence Hill. Ad un certo punto il sentiero presenta una biforcazione che porta ancora più su, per ammirarlo dalla vetta ma noi abbiamo preferito circumnavigarlo e ritornare al punto di partenza nei pressi dell’Hotel. Siccome era presto e non avevamo fatto colazione, decidiamo per un cappuccio e croissant al bar dell’albergo, per altro sulla suggestiva terrazza che affaccia sul lago. Completiamo il giro estasiati, facciamo amicizia con le mucche autoctone e passiamo dalla famosa “caserma” della fiction. Arrivati all’Hotel, l’amara sorpresa: il bar apriva SOLO alle ore 10:00. Come si vede che questi non sono “mentalmente” italiani…ma quale cacchio di bar apre alle dieci-del-mattino! Sti SIGNORI! A che ora si svegliano!

Per fortuna che, poco più in la, c’era una sorta di bistrò (che puzzava di canederlo) già aperto e ci siamo fermati li. Ed è stato meglio!

Il cornetto poteva pesare qualcosa come mezzo chilo! Non era propriamente un croissant ma, piuttosto “briosciato”, buonissimo e fragrante! Ancora ne ricordo piacevolmente il sapore. Il caffè invece…non è cosa loro. Abbiamo saputo in seguito che da li a poche ore avrebbero montato il set per le riprese della terza stagione. Checculo!

Per poco mi sono persa la “verve” del protagonista della fiction sempre incollato su una sella. Sarà pure simpaticissimo nella vita però come attore ha lo stesso effetto di un colpo di calore. “Pietro, c’è stato un omicidio in centro” “Ok, prendo il cavallo” “Pietro una bambina sta annegando nel lago” “Ok, prendo il cavallo” “Pietro, bisogna acquistare una risma di fogli A4 per l’ufficio” “Ok, prendo il cavallo”. Lo stacco musicale western che parte ogni qual volta PIETRO PRENDE IL CAVALLO è da premio Oscar. Mi sono sempre chiesta quale fosse il target di questa fiction nelle intezioni dei produttori….

Il tizio che si intravede con il K-way rosso nella foto sopra è l’anziano ottantaquattrenne che ci ha sequestrati con i racconti delle sue gesta. Parla italiano: se lo dovesse incontrare da quelle parti, fingete di parlare al telefono in inglese e superatelo con indifferenza.

6 pensieri su “I colori del Lago di Braies

    • E quella era una giornata uggiosa! Dal vivo comunque i colori sono ancora più belli!
      Chissà se becchi il set della serie? *_*

        • Hai usato proprio la parola perfetta! E’ deprimente!
          C’è solo un’altra persona nel mondo dello spettacolo che potrebbe battere la sua verve da colpo di calore: la Bellucci! 😀 😀
          Credo di si troverai poche persone, il pienone è fra luglio e agosto. Io il tre settembre e già era quasi deserto! 😉

Rispondi