Il taccuino di Goethe

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Cos’hanno in comune Goethe, Stendhal, Lord Byron, Montesquieu, Charles Dickens e tantissimi altri “uomini di pensiero” vissuti fra il ‘700 ed il tardo ‘800?
In comune hanno l’Italia ed i taccuini di viaggio!
Taccuini e taccuini colmi di annotazioni, disegni e pensieri sulla magnificenza del nostro Paese.
Il Grand Tour era un viaggio educativo che spingeva il fiore dell’aristocrazia nord europea ad intraprendere un cammino nel Bel Paese alla ricerca, appunto, del Bello.
Una sorta di antico Erasmus in cui non si veniva considerati completi, se la propria formazione culturale non si fosse per così dire, conclusa, con il Grand Tour.
Durante tutto il 700 il Grand Tour d’Italia divenne addirittura una febbre, colpendo giovani artisti, pensatori, drammaturghi e filosofi smaniosi di conoscere “Live” tutte quelle testimonianze dell’antichità classica (ma non solo) sparse sul territorio italiano da Nord a Sud.
Nonostante difficoltà come la mancanza di Booking o pericoli come il brigantaggio, per tutti gli uomini di cultura europei, il TravelDreams del secolo era l’Italia!
E’ così che letterati, politici e artisti dell’elìte britannica francese o tedesca, con i loro zaini e taccuini diedero praticamente vita alla categoria dei Travelblogger.
Avete capito chi abbiamo fra i grandi padri? Stiamo parlando dei primi narratori di viaggio.
Tutte queste brillanti menti dei secoli scorsi hanno lasciato interi diari di viaggio coinvolgenti ed entusiasmanti.
Ed il fatto che lo storytelling sia nato proprio dalle penne di viaggiatori illustri, che hanno percorso il nostro Paese, mi fa montare un orgoglio incredibile!

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Le mete più ambite erano certamente Roma, Firenze, Napoli e la Sicilia bedda, con le sue grandiose testimonianze dell’età ellenistica. Tuttavia i nostri padri Travelblogger amavano anche Venezia, Torino, Bologna o il Trentino.
Gli itinerari del Grand Tour d’Italia si evolvevano e si modificavano in base alle mode o, più semplicemente, alla città che tirava di più.
Dalle campagne bucoliche agli scavi archeologici, dai vicoli di Napoli alla grandezza del passato di Roma: “Non esiste sicuramente altro luogo al mondo in cui un uomo possa viaggiare con maggior piacere e beneficio dell’Italia” scriveva Joseph Addison nel 1745.
Oppure sentite cosa scriveva Samuel Johnson : “Un uomo che non sia stato in Italia sarà sempre cosciente della propria inferiorità, per non avere visto quello che un uomo dovrebbe vedere“.
Mi convinco che l’amore per l’Italia, da parte degli odierni turisti nord europei, sia proprio il frutto dell’imprinting di quei diari di viaggio.
Ancora oggi località come Firenze, Napoli, Roma, Pompei, Ercolano, Paestum o la Sicilia sono mete richiestissime da parte di Tedeschi, Olandesi, Svedesi o Russi.
Quante volte li abbiamo visti aggirarsi a febbraio in infradito ai primi timidi raggi di sole! Vengono qui proprio alla ricerca di quel Bello narrato da Richard Lassels, dipinto da Poussin o ispirato dai versi di Byron.

L’italia in quei secoli ha conosciuto una vera e propria accademia itinerante che veniva apposta. Capite? APPOSTA!

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Tutto questo non è per farvi un pippone da tesi universitaria.
Semplicemente mi sono ritrovata “per caso” sulle tracce di Johann Wolfgang von Goethe durante i miei soggiorni in Trentino e precisamente in una taverna (oggi ristorante tipico) di Bolzano. La Casa al Torchio era la locanda dove Goethe soleva pranzare nel centro di Bolzano.
A tutt’oggi il personale di sala indica agli ospiti proprio la sedia ed il tavolo dove il grande letterato tedesco si intratteneva.
Successivamente ho ritrovato le tracce di Goethe in tantissimi altri posti: dai nomi delle strade alle epigrafi, addirittura istituti scolastici intitolati allo scrittore. Era evidente che egli amasse il Trentino.
Tutto questo mi ha incuriosita, così quando sono tornata a casa, nonostante conoscessi il padre del Faust, ho cominciato a cercare più di qualche notizia sommaria da antologia di scuola media, scoprendo che Goethe non amava solo il Trentino.

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Il suo “Viaggio in Italia” è forse il Travelblog più bello del Grand Tour d’Italia.
Dovremmo leggerlo tutti noi perchè queste memoir, secondo me, hanno ispirato e dato inizio a quel filone di viaggiatori alla perenne ricerca del viaggio “esperienziale” ed “emozionale”.
Non è forse l’esperienza emozionale ciò che noi viaggiatori moderni cerchiamo, già dal momento in cui pianifichiamo una destinazione? A proposito sapete che prima di allora il turismo non esisteva affatto?
La parola turista, intesa come “turismo di massa” deriva proprio dal Grand Tour.
Dicevo, è proprio in merito al viaggio esperenziale che Goethe, in una citazione rivolta al suo soggiorno nella città di Napoli, dice: “Anche a me qui sembra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzo prima di giungere qui, oppure lo sono adesso”.

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Sul Bel Paese c’è una sconfinata produzione letteraria di viaggiatori stranieri, da fare impallidire tutti i nostri post (non me ne abbiate 😛 ).
Addirittura il magistrato francese Maximilien Misson scrisse già nel 1668 una sorta di guida al Grand Tour d’Italia fornendo indicazioni su come non farsi attaccare dalle cimici da letto, su come evitare i briganti, su dove dormire e consigli similari! Una guida di viaggio che è quasi un prototipo delle recensioni di Tripadvisor!
In tutto il periodo in cui il Gran Tour fu attivo (per il suo progressivo decadimento dobbiamo ringraziare la Rivoluzione Francese e le manie di conquista di Napoleone) fiorirono guide e manuali con un’attenzione alla pianificazione all-inclusive!
Cari colleghi, noi non ci siamo inventati nulla, sob…
Da quando ho preso coscienza di tutto ciò non vi nascondo che mi sento segretamente mortificata ogni volta che cerco/acquisto un volo per l’estero.
Non voglio per questo demonizzare la scelta del faraway tuttavia spesso mi domando quanto sarebbe bello poter guardare l’Italia con gli occhi (ed il taccuino) di Goethe!
Perchè non facciamo qualcosa per rispolverare e promuovere il mito del Grand Tour d’Italia in qualità di Travelblogger, in qualità di Travelblogger italiani?

Non c’è bisogno di viaggiare in postali o a piedi o di pernottare in locande sgarrupate (o lo facciamo già?); noi abbiamo quello che Goethe, Byron, Dickens ecc non avevano: una community attiva ed attenta, perennemente connessa e con una gran voglia di viaggiare e di condividere le “esperienze di viaggio”.
E poi noi abbiamo il Web ed abbiamo lo smartphone, il moderno taccuino di Goethe!

PS: tantissime sono state le donne che hanno intrapreso il Grand Tour d’Italia!
Da Lady Anna Miller alla ricca inglese Miss Mary Berry, dalla pittrice Elisabeth Vigee Le Brun ad Angelica Kauffmann passando per Mariana Starke autrice di numerosi vademecum per viaggiatori fino a Lady Orsa, impavida esploratrice dell’800 che qui vediamo in un rarissimo ritratto dell’epoca.
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36 pensieri su “Il taccuino di Goethe

  1. Lady Orsa io ti adoro! Te lo scrissi fin dal primo commento sotto al post dei Traveldreams, sei ironica, divertente ma soprattutto COLTA! W la cultura, il Grand Tour e la nostra Italia!

    • Ma nooo non mi dire così…arrossisco!
      E se ti dicessi che mi sono fermata appena oltre la metà del mio percorso accademico, avresti la stessa stima di me?!
      Un insieme di concause che mi hanno portata ad essere un’archeologa “a metà” 😀 Ma questa è un’altra storia…
      Grazie di cuore Valentina e assolutamente W l’Italia!

      • Ma ceeeerto! Le persone colte sono quelle curiose, che leggono e si informano, il titolo non rende migliore di altri, quello serve per i concorsi pubblici! : -) Ti capisco comunque, io ho la laurea magistrale e per una serie di cause 6 anni fa ho dovuto cambiare completamente rotta, ma questa é una storia lunga e un po’ triste!

        • Grazie1000 Valentina 🙂 quello che dici è vero però, è altrettanto vero che oggi la mancanza del titolo chiude qualunque porta.
          Quando ripenso alla mia storia, con il senno di poi, credo che avrei potuto affrontare quegli ostacoli in modo diverso. Forse li avrei superati.
          Ti confesso a cuore aperto che oggi mi mangio le mani per non averlo conquistato il “titolo”.
          Ps: devo farmi fare una ricerca genealogica: magari esce fuori che un Titolo [nobiliare] ce l’ho! 😉

          • Lo so bene, purtroppo la realtà lavorativa è molto molto crudele, soprattutto adesso che uno straccio di laurea è diventato fondamentale per fare qualunque cosa (tranne la cassiera al lidl, lì mi hanno detto che ero troppo titolata!), però è anche vero che la cultura non si misura in trentesimi o in centesimi con lode, ed io in queste pagine ho letto tante battute geniali che solo una mente aperta e curiosa può partorire!

          • Si rasenta il grottesco: troppo titolata…tze! U_U
            Ti ringrazio infinitamente per tutti questi complimenti Valentina!
            :*

  2. Non possiamo che accodarci al commento di Valentina e dire che sei troppo forte, non solo per la tua simpatia e per le idee che tiri fuori ma per come le tiri fuori… In maniera leggera, scorrevole, facile da leggere senza mai annoiarsi!!!! Viva il nostro paese! ❤️
    Brava Lady Dani Orsa d’Italia

    • Grazie di cuore ragazzi, la vostra amicizia virtuale (come quella di tutto il resto della combriccola) mi rende davvero felice e mi fa sentire parte di una grande e valida community!
      Ci avete pensato che un giorno potremmo essere noi i futuri Goethe?
      Ho bestemmiato, lo so! 😀
      W l’Italia, W i TravelBlog
      :*

  3. Dobbiamo seguire le orme dei padri Travel blogger! Ormai la possibilità di prendere un aereo ed arrivare in poche ore in un luogo esotico ci attira di più del prendere la macchina o il treno ed esplorare l’Italia. Abbiamo troppa scelta al giorno d’oggi! 🙂

    • Verissimo Elisa, ti confesso che il fatto di prendere l’aereo ed essere in un’ora a 2000 km di distanza da casa, mi affascina più del viaggio stesso.
      Personalmente ho deciso di “ficcare” fra una destinazione europea, piuttosto che una meta esotica (che non vedrò mai), un po’ d’Italia [Classica] in più!
      Mi sento di doverlo alle bellezze del nostro Paese.
      I Giappi si fanno i milioni di km per vedere quelle che, la maggior parte dei giovani di oggi, considerano solo “macerie”!
      Tu sei di Roma e sul tuo Blog fai esattamente quello che ho esortato a fare qualche riga più in alto.
      E lo fai egregiamente 😉
      Ciao e grazie per essere passata!

      • Daniela tu sei troppo gentile! 🙂 Comunque ammetto di essere una delle prime a voler prendere un aereo per un paese europeo ma ultimamente, come te, ho riflettuto sul fatto che in Italia ci sono tante cose che ancora non ho visto e devo conoscere! Un abbraccio 😉

  4. Sai che sono arrivata alla fine del post e ho detto: “Ma no, è già finito”? Ho dei vaghi ricordi dei Grand Tour dai tempi passati a studiare letteratura tedesca (anzi, a provare a capirne qualcosa) ma non avevo mai pensato a Goethe come travel blogger Grande Lady Orsa!

    • Neanche io, poi ho avuto la folgorazione domenica scorsa fra i templi di Paestum, quando me lo sono ritrovato anche lì! 😀
      Grazie Silvia!

  5. Mi sembrava di studiare ancora una volta l’esame di “Prototurismo”..le origine del viaggio di piacere, ma solo ora, grazie a te che lo hai reso attuale, ne capisco la vera importanza…e quasi quasi vado a riprendere pure un po’ di letteratura tedesca! ^_^
    Ad ogni modo, hai ragione: da quando anche io dedico un po’ più di tempo alla nostra Italia, ho scoperto delle meraviglie incredibili…se solo sapessimo valorizzarle un po’ di più!

  6. Sono rimasta affascinata dalla guida che suggeriva come difendersi dalla cimici o dai briganti… è interessantissimo come sono cambiati il nostro modo di viaggiare, le possibilità economiche e di salute, e mai, mai avevo pensato a Goethe&Company come dei Travel blogger, come ha già scritto Silvia. Io so poco del Gran Tour d’Italia, devo ammetterlo.. Però so che questo articolo è fatto proprio bene e me lo sono letta tutto d’un fiato ☺ Bravissima Lady Orsa!

    • Ok con Lady Orsa mi sono incartata da sola hahahah!
      Anche io sapevo qualcosa solo in modo molto superficiale, poi ho fatto questo collegamento, un po’ azzardato, con quello che facciamo noi ed è venuta fuori, secondo me, una similitudine che potrebbe essere da esempio.
      Grazie, come sempre, di passare da casa mia! 😀
      Un bacio!

  7. Ciao Orsa, è molto intelligente e bello questo articolo! La storia del Gran Tour mi ha sempre affascinato, mi riempie d’orgoglio pensare che alcuni dei miei scrittori preferiti abbiano soggiornato in questo paese, che lo abbiano così amato e promosso. Quando penso a quello che abbiamo da offrire in termini culturali e gastronomici sono felice di vivere in questo paese e vorrei poter rimanere e lavorare qui, nonostante le difficoltà per i più giovani. Sono come te convinta che, in quanto travel blogger, abbiamo la responsabilità di promuovere e far conoscere sempre di più e meglio il patrimonio italiano. Abbiamo la responsabilità, anche politica, di impegnarci perché la cultura sia più promossa e meglio finanziata. Chiudo qui perché sennò faccio un comizio ahahah
    A presto!

    • Ciao Chiara leggo fra le righe che, se ti capitassero occasioni estere, andresti anche tu a rimpinguare la lista degli Expat? E’ comprensibile.
      D’altra parte la situazione per i giovani non è difficoltosa come dici tu…è proprio grave!
      In merito al discorso della promozione, nel nostro piccolo possiamo fare tantissimo ed a costo zero.
      Parlare di più del nostro Paese non ci costa nulla e ci rende più “italiani”.
      Ciao e grazie per le tue parole! :*

      PS: allora la campagna elettorale di Marco-Sindaco-di-Orta-S.Giulio è iniziata? 😀 😀

  8. Bene, possiamo utilizzare questo articolo quando qualcuno ci prende in giro perché facciamo i travel bloggers XD scherzi a parte, hai tirato fuori un argomento davvero interessante, non ho mai sentito parlare del Grand Tour e dei racconti dei viaggi di Goethe & co!

    • Ciao Anna bentornata dal San Salvador…a proposito ti confesso che all’inizio avevo capito che ti recassi alle Bahamas!! 😉
      Ed io invece non avevo pensato ad utilizzare l’argomento in caso qualcuno ci prenda in giro 😀 grazie per il suggerimento!
      A presto!

  9. Non avevo mai pensato all’origine della figura del “travel blogger”…e ora che mi hai fatto riflettere mi viene da sorridere. Grande, Lady Orsa

  10. Pingback: Un'orsa a Praga: giorno#1 - Km 8 - Czk 2.180 (80 euro) - L'Orsa Nel Carro

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