L’Altopiano del Renon e le vacche 2.0

Pare che in Alto Adige non si portino più le care, vecchie, rassicuranti e miti vacche al pascolo alpino. Si perché il nuovo trend sono gli alpaca ossia quei tipici camelidi sudamericani campioni di “tiro allo sputo”.

Ma cominciamo da capo: il Renon è un altopiano che si trova immediatamente sopra la città di Bolzano. Da li si gode di un paesaggio talmente fiabesco e di un’aria talmente bella che tutti i bolzanini l’hanno eletta a meta di villeggiatura estiva, infatti non si direbbe ma, Bolzano d’estate, è fresca come il reparto luci dell’Ikea. Anche il poeta e drammaturgo tedesco Goethe usava l’atmosfera pacifica del Renon per ispirarsi e rilassarsi.  Per raggiungere quest’oasi nel cuore dell’Alto Adige occorre chiudersi per 12 minuti esatti nelle lussuose cabine rosse con vetrate panoramiche della funivia del Renon.  12 minuti di vista spettacolare sui colori della vegetazione, sulla forma tipica dello Sciliar (quella catena montuosa simbolo dei wafer della Loacker) e sulla città di Bolzano.

Era dicembre, periodo mercatini e, per non spendere un botto pernottando nel centro di Bolzano, decidemmo di optare per Soprabolzano un piccolo comune dell’Altopiano del Renon. Praticamente ogni volta che dovevamo recarci in hotel dovevamo andare in “apnea” per 12 minuti….scherzo! Però i sussulti della cabina, ogni qualvolta si superava lo snodo sui piloni, procuravano non pochi irrigidimenti corporei…Ad un certo punto del tragitto la cabina rallenta per permettere ai visitatori di ammirare le “piramidi di terra” delle curiose ed uniche formazioni rocciose visibili dall’alto. Per tornare al discorso alpaca, già dalla visuale dalla cabina notammo questi particolari mammiferi che pascolavano pacificamente dabbasso, (mooolti metri dabbasso): un corpo da capra, un collo da giraffa, un muso da lepre ed una betoniera nella bocca.

Usciti dalla stazione di Soprabolzano sono stati proprio loro, gli alpaca, a farci da comitato di benvenuto. Successivamente abbiamo saputo che proprio lì c’è un grosso allevamento riconosciuto a livelli internazionali. Per natura, mi avvicino tendenzialmente a qualsiasi forma animale per accarezzarla; si ho stobbrutto vizio ma, quando ho visto quei cosi fissarmi dritto negli occhi, con le loro bocche in procinto di preparare “qualcosa” ho desistito. Eravamo reduci da 8 ore di treno, c’era un tempaccio freddo umido e con i capelli increspati dalla pioggia…una sputazzata all’erba alpina era l’ultima cosa che mi serviva in quel momento!

La pensioncina che avevamo prenotato era davvero carinissima e la proprietaria, Babsi, è stata una donna gentile e signorile. Un piccolo monolocale con cucina e bagno, arredati in modo fantastico: un mix fra lo stile tipico tirolese ed il moderno/Ikea: perfetto per una coppia giovane (come noi eh eh!).

Il terrazzino panoramico sulla catena dello Sciliar era assolutamente un valore aggiunto. Annessa agli appartamenti c’è una caratteristica locanda dove abbiamo gustato una pizza e dei dolci eccezionali. Strudel d’ordinanza ovviamente, e una torta di grano saraceno, una tipicità del luogo, che ho trovato davvero gustosa e delicata al tempo stesso.

L’altopiano del Renon si presta ad essere visitato sia d’estate, con innumerevoli possibilità di escursioni, e d’inverno, complice la magia della neve e delle atmosfere natalizie. Una particolare iniziativa mi ha ulteriormente convinta a trovare un alloggio a Soprabolzano: il “Trenatale”. Chi mi segue conosce la mia passione ferroviaria.

Ebbene si tratta di particolarissimi mercatini allestiti in stand dalla forma di vagone. Tutto il Renon è percorribile da un punto all’altro da un’antica ferrovia a scartamento ridotto: dei piccoli trenini che attraversano l’intero altopiano collegando fra loro tutti i centri abitati, da Soprabolzano fino a Collalbo, l’ultimo comune.

I mercatini, insieme a diverse iniziative, sono allestiti nella stazione di Soprabolzano e a Collalbo con il mercatino gemello. Per l’occasione i due comuni sono messi in comunicazione con un treno d’epoca, protagonista di eventi musicali e gastronomici. Il tratto percorso da questo treno è davvero incantevole.

Si attraversano boschi, prati, laghetti alpini e piccoli centri con le caratteristiche architetture tirolesi. Scenari da favola: un branco di cervi enormi ci attraversò i binari  all’improvviso! E ho detto tutto!

Se alloggiate a Soprabolzano, vi consiglio di scendere a fare colazione nel bar della stazione della cabinovia giù, a valle. Il bistrò è carino ed accogliente e le proporzioni dei cornetti sono memorabili: guardateli in foto e confrontateli con le tazzine del caffè!

In omaggio con il nostro pernottamento abbiamo ricevuto la RittenCard, una sorta di pass che ci permetteva di utilizzare gratis ed illimitatamente TUTTI i mezzi pubblici della provincia di Bolzano, cabinovia compresa!

Inoltre consente di entrare, sempre gratuitamente, in 88 tra musei, castelli e collezioni di rilievo anche internazionale! Conoscete Ötzi la mummia del Similaun?

Ebbene abbiamo potuto ammirarla in un museo totalmente a lui dedicato.

Grazie alla RittenCard abbiamo potuto visitare il Tesoro del Duomo di Bolzano, il Museion d’arte moderna, il museo di scienze naturali, il bellissimo museo mercantile, Castel Roncolo e tantissime altre attrazioni che abbiamo ammirato fra un mercatino natalizio e l’altro (e fra vari strudel e canederli ;-D).

Ammiro degli AltoAtesini la capacità di valorizzare qualunque cosa abbiano!

Dei mercatini di Natale di Bolzano ne parlerò in un post monografico!

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