Salute e soccorso in viaggio: e se mi accadesse qualcosa?

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Quando preparo il bagaglio una delle prime cose che appronto è un piccolo astuccio con i medicinali, sia quelli essenziali tipo le pillole per il diabete (ebbene sì) che quelli generici da usare “in caso di”.
Se negli anni scorsi la mia filosofia in viaggio è sempre stata quella del “tanto non vado nel deserto” oggi invece, sarà l’età che avanza ma, quando sono lontana da casa sono sempre più attenta alla salute. Qualche tempo fa stavo scarpinando sul sentiero che conduce sulle Tre cime di Lavaredo a 2500 metri e, attraversando una zona letteralmente a strapiombo sul nulla, ad un certo punto ho pensato: e se precipito? E se svengo? E se i soccorritori non fossero in grado di praticarmi una corretto primo soccorso non conoscendo la mia storia clinica? Mia madre ad esempio è allergica alla penicillina e al cortisone. Cosa accadrebbe se, in caso di incidente (sto facendo gli opportuni scongiuri), non fosse in grado di comunicare ai soccorritori le sue problematiche legate a quei farmaci? Non-ci-voglio-pensare!

In quei casi tra l’altro, anche se si fosse pienamente coscienti, a tutto si penserebbe fuorchè a formulare correttamente i propri pregressi clinici! Lo stato confusionale oppure lo stress post traumatico potrebbero addirittura impedire di ricordare le cose più importanti.
Non sono per niente un soggetto fatalista tuttavia, quello che è successo in questi giorni nel centro Italia, mi ha fatto riflettere, e non poco: sotto le macerie dell’Hotel Roma purtroppo, c’erano viaggiatori come noi, con le loro storie personali e le loro storie cliniche.
Mi sono soffermata a pensare che viviamo nell’era del Cloud in cui tutte le nostre foto, la nostra musica, i messaggi e i documenti di lavoro vengono letteralmente custoditi sul web; ebbene la furbata di affidare al Cloud anche la nostra cartella clinica, potrebbe in quei casi di pura emergenza, essere davvero ma davvero un fattore salvavita. Caricare online una sorta di carta d’identità sanitaria potrebbe far dormire sonni tranquilli a molti viaggiatori che soffrono di qualche patologia cronica. Il discorso chiaramente va esteso al quotidiano, e non solo al viaggio o alla vacanza.

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Nei giorni scorsi mi sono imbattuta in questo servizio che vorrei sottoporre alla vostra attenzione, perchè ritengo che possa essere di grande utilità a chi abbia una patologia cronica (leggi grande seccatura) come compagna di viaggio.
Si chiama HELP-EHR ed è una piattaforma sanitaria privata che consente ad ogni utente di caricare ed archiviare tutto il proprio passaporto clinico di una vita intera. La CISO, come viene definita questa carta d’identità sanitaria virtuale, è accessibile praticamente sempre: 7/7 e 24/24 e  può essere visualizzata tramite sito web o tramite app, con la massima garanzia di protezione dei dati grazie al protocollo SSL (Secure Sockets Layer) che crittografa tutto a garanzia della privacy.
Tramite una rete accessibile da medici, soccorritori, operatori sanitari ecc è possibile avere un preciso quadro salutare di un paziente, in modo da formulare interventi in modo rapido, esatto e non pregiudizievole.
Il fatto che i soccorritori abbiano in mano informazioni vitali (anche in lingua inglese) come ad esempio malattie in corso, interventi chirurgici, volontà a non essere rianimati, utilizzo corrente di farmaci o intolleranze e allergie, consente di intervenire nel modo corretto, soprattutto se si è in viaggio in un paese straniero. Ci avevate mai pensato?

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L’introduzione di tutte le info personali avviene in una modalità assolutamente semplice ed intuitiva: attraverso una serie di check-list l’utente struttura la propria cartella clinica caricando l’anamnesi completa composta ad esempio da: risultati di analisi, prescrizioni di farmaci, prescrizioni di terapie ecc.
Inoltre inserendo i dati di contatto del proprio medico di famiglia si potrà creare un ponte fra soccorritori e chi meglio conosce (o dovrebbe) la nostra salute.
E’ addirittura prevista una sorta di modalità “anonima” tramite la quale è possibile inserire un’anamnesi completa pur senza comunicare dati anagrafici personali o sensibili.
Sperando che la rete di queste “utility” si allarghi sempre di più, un soccorritore che si trovasse ad indentificare un ferito o a contattarne i familiari attraverso lo smartphone, noterà l’app HELP-EHR attiva e funzionante in background, accedendo così alla CISO completa del paziente.
In ogni caso ogni utente/paziente porterà con sè una HELP-CARD da custodire sempre nel portafogli, sulla quale saranno impressi i dati di accesso mediante QR-CODE.
Addirittura nella versione “Pro” del network, chiamata PROHELP-EHR, i soccorritori sono allertati direttamente con una richiesta di intervento, corredata già di CISO. In questo modo c’è la possibilità di scegliere il mezzo di soccorso più opportuno (ad esempio l’auto-medica, l’ambulanza o l’elicottero per casi gravi ed urgenti) con l’ulteriore vantaggio di predisporre i materiali sanitari e le terapie più adatte ancora prima che la squadra giunga sul luogo dell’emergenza. Così si risparmia del tempo prezioso!

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Entrambi i servizi HELP-EHR e PROHELP-EHR hanno una durata annuale rinnovabile. Il costo per il “pacchetto base” è di 20 Euro.
Una cifra del tutto ridicola se pensiamo al ritorno in termini di salute e sopravvivenza. Per quanto riguarda me, ed i viaggiatori come me, l’HELP-EHR affiancato ad una copertura assicurativa di viaggio, potrebbe essere un moderno ed utile mezzo che ci aiuta ad essere aiutati!

E voi? Come scongiurate le emergenze di salute in viaggio?

Per la politica di trasparenza sulla quale ho fondato i principi del mio Blog, dichiaro che questo post NON è assolutamente un post sponsorizzato.

32 pensieri su “Salute e soccorso in viaggio: e se mi accadesse qualcosa?

    • Grazie Alessia, quando ho visto questo servizio ho realmente pensato che potesse essere utile. Così ho deciso di parlarne in un post.
      Giusto, semplice ma geniale!
      Grazie ancora e buon fine settimana anche a te! 🙂

  1. Non ne avevo mai sentito parlare, e devo dire che sinceramente prima di partire ogni tanto il pensiero dell’infortunio o dell’incidente mi sfiora. Soprattutto negli ultimi anni. E non mi va di trovarmi nella situazione in cui magari non stai bene all’estero e non sai cosa fare. Per cui grazie per il suggerimento molto utile!

  2. Porca miseria se ci penso agli incidenti ed infortuni!
    Però devo dire che una volta sono stata una folle e sono andata a New York 8 giorni senza assicurazione sanitaria. Costava ed io potevo permettermi a malapena i soldi per stare lì, avevo già fatto i salti mortali ed ho deciso di rinunciare alla assicurazione. Però ero preoccupata!
    Non conoscevo proprio questa piattaforma, ora diventerà una nuova droga! ahahah

    • Ciao ragazzi!
      Effettivamente negli USA, con quell’annosa questione dell’assistenza sanitaria garantita solo agli assicurati, sarebbe un grosso rischio andarci senza copertura. Ma per fortuna è andato tutto bene! 😉
      L’augurio è sempre quello di non aver bisogno di nulla di tutto ciò haahhaha!
      Buon WE!

  3. Senz’altro un post utilissimo. Mi dispiace che tu debba stare particolarmente accorta, lo ammetto. Difficile non poter fare a meno di fasciarsi la testa prima di romperla ma si viaggia più tranquilli se il più delle cose che potrebbero servire, sono a portata di mano. Altre cose poi… siamo tutti sotto il cielo.
    Ciao Orsa! 😉

    • Mannaggia tutta colpa di questi anni che passano: prima si viaggiava con più spensieratezza e meno consapevolezza dei rischi.
      Assicurazioni, incidenti&Co…e chi ci pensava mai?
      Ci è andata (e spero ci andrà) sempre bene! corna e bicorna 😀 😀
      Ciao Tiziana, grazie per essere passata! 😉

  4. La cosa bella è che la tessera sanitaria che tutti abbiamo è stata fatta col chip proprio per inserire la storia clinica di ciascuno di noi in queste evenienze. E “stranamente” 🙂 invece questo servizio non c’è.
    Anna Luisa poi è farmacista, quindi ti lascio immaginare la piccola farmacia da viaggio che ci accompagna, anche se si va in una capitale europea o comunque in un posto dove troveremmo tutto. Tanto, quello che poi ti servirà, non ci sarà 😀

    • Infatti, il chip “dovrebbe” servire proprio a questo e a tanto altro ancora! Eppure al momento tutti quei servizi sono inattivi.
      Ma siamo in Italia, non ci stupiamo più ormai! 😀
      “Piccola farmacia da viaggio” hahahah immagino! 😛
      Un saluto!

  5. Sia per chi ha esigenze mediche speciali, sia per chi non ne avrebbe ma vuole stare tranquillo, è un espediente tecnologico utile. Certo si spera poi che sul posto, e temo dipenda molto anche da quale, lo sappiano sfruttare

    • Ciao Lemuri! Certo, il fatto che sia una piattaforma ancora in espansione ne limita la fruibilità in termini di copertura.
      E in merito al vostro discorso beh…lì entra in gioco la sfortuna. Quante volte è capitato di incontrare medici (e non solo) incompetenti anche in Italia? E’ come quando becchiamo la pasta scotta al ristorante perchè lo chef ha litigato con la moglie 😀 una piccola possibilità ma reale e possibile.
      Grazie per essere passati! ^_^

  6. Orsa, grazie mille, non conoscevo questa piattaforma!!
    fortunatamente per ora in viaggio non mi è successo niente di grave, tranne la vendetta di Montezuma, presa in Marocco!
    Giorni infernali ma fortunatamente avevo con me l’imodium, che non è la soluzione migliore, ma meglio di niente. 😉

    • Shhhhh non nominiamo la vendetta di Montezuma, sempre in agguato e sempre pronta a colpire a tradimento hahaha!
      Non c’è servizio o piattaforma sanitaria 2.0 che tenga per quella.
      Però sai che faccio? Vado a prendere una boccetta preventiva di fermenti lattici 😀 😀
      Ciao Stefania, grazie per essere passata!

  7. Grazie di aver parlato di questo servizio, non lo conoscevo ed è veramente utile! Negli anni oltre ad essere diventata ipocondriaca ho accumulato una certa ansia ai “malanni in viaggi” e ti confesso che a parte il weekend in Europa di 2 giorni, stipulo sempre sempre sempre un’assicurazione accessoria! A dimenticavo, anche nell’opzione weekend per Parigi e Istanbul l’assicurazione l’ho fatta comunque!!!

    • Ecco questo invece si che è da attribuire all’età che avanza! 😛
      Ora viaggiamo con una consapevolezza diversa e, se l’assicurazione o le piattaforme come queste riescono a trasmetterci una tranquillità in più, perchè no? Poi se non servono tanto meglio! 😉
      ahahahh in tua assenza abbiamo scritto una valanga di post, ora avrai un bel po’ di lavoro arretrato! 😀 😀
      Mi pare un giusto prezzo per un on the road irlandese, o no?! hahahah 😀

  8. Anche io porto sempre con me il mio astuccio di medicine “in caso di”. Se viaggio in Paesi lontani, in genere, stipulo l’assicurazione sanitaria. Ma non conoscevo la HELP CARD. Mi sembra un’idea geniale.. grazie davvero per averne parlato. Comunque anche io, con l’avanzare dell’età, divento sempre più “prudente”, per non dire “ansiosa” 😀

    • Credo che dobbiamo sentirlo come un dovere diffondere le utilità “di servizio”, soprattutto quando si tratta di salute e prevenzione 😉
      Ovviamente sempre facendo i dovuti scongiuri eh! 😛
      Ma ben vengano prudenza e ansia hahaha!
      Roberta grazie per esserti fermatata a leggere e commentare 😉
      Un bacio!

  9. Ciao Orsa, non conoscevo affatto questa piattaforma. Ritengo che sia di ottima utilità in primi per sé stessi al fine di garantirsi un corretto aiuto da terzi in caso di necessità, ma anche per chi dovesse trovarsi nella situazioni di soccorrerci.
    Con tutti gli scongiuri possibili, ma la realtà resta che non si può dire “perché mai dovrebbe capitare a me??”. Basta una volta sola nella vita ed è meglio essere organizzati. Non è una questione di età, ma di amore verso se stessi.
    Grazie di avermi fatto conoscere questo servizio

    • Ciao Elisa grazie a te per essere passata e per le tue parole: hai fatto una perfetta sintesi della questione 😉
      Un caro abbraccio!

  10. Le informazioni su un paziente che viene soccorso sono importantissime, ma sinceramente dubito che un soccorritore andrebbe a cercarle sull’apposita applicazione durante un’emergenza o un trasporto in ospedale. Che succede se il telefono si è bloccato? Se il soccorritore non conosce la app? Se non sa come usarla? Tu ce lo vedi lì a smanazzare mentre rianimano qualcuno? E all’estero sei sicura che siano in grado di usarlo?

    E’ sicuramente importante trovare un modo per segnalare la propria storia clinica ad un medico, questo è scontato, specialmente se ti trovi all’estero, ma… boh. Secondo me una app non è il modo giusto, non è ancora il momento di affidarsi al telefono anche per questo, non siamo pronti. 20 euro sapendo che in Italia a stento si riesce a trovare un letto in un ospedale, con un bravo medico che ti curi… no, sinceramente non li spenderei.

    Chiaramente non prenderla come una critica contro di te eh, si vede che tu ne sei entusiasta e che ti piace l’idea. Io però preferirei girare con un cartoncino nel portafoglio con tutte le mie informazioni, o qualcosa di simile 🙂

    • Ciao Anna effettivamente hai sollevato una questione direi più che legittima. Quella che loro chiamano Help-Card serve proprio a informare i soccorritori della storia clinica del paziente e della presenza dell’app sul telefono. Ecco perchè sarebbe opportuno stamparla e custodirla nel portafogli. In ogni caso le procedure internazionali di rianimazione prevedono SEMPRE, come da protocollo, l’identificazione del paziente una volta stabilizzato. Successivamente si contattano i familiari attraverso il telefono. E’ in quella fase che (si spera) i soccorritori si accorgano dell’app. E’ vero anche quando dici che non siamo ancora pronti per una cosa del genere però 20 euro spalmati su 365 giorni sono circa 50 centesimi! Non voglio fare propaganda ma sono assai ben spesi considerando il rischio che corre una persona con problemi cardiaci o un anticoagulato sotto shock che si trovi nell’impossibilità di informare i suoi soccorritori. Ed hai ragione anche sull’altra cosa: sai, credo che paradossalmente questa soluzione “salvavita” sia più facilmente intuibile/apprezzabile all’estero che in Italia! 😉
      Grazie per lo spunto di discussione! Per il resto…siamo nelle mani della buona sorte!

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