Cosa vedere in Lituania Rumsiskes Open Air Museum

Cosa vedere in Lituania Rumsiskes Open Air Museum

Excuse me, where I can found a horses? – sorriso ingenuo + spallucce
Do you speak english? – sorriso ingenuo + spallucce + cenno di no con la testa
E va bene proviamo con uno stentato francese seguito da un terribile tedesco: CHEVAL?  PFERD? – sorriso interrogativo + spallucce + testa inclinata
Ok proviamo con l’italiano – Caa-vaaa-llllooo!  – spallucce + risata + palmi delle mani alzate.

Ero quasi rassegnata a vincere il premio come migliore figuradimmerda del secolo lasciandomi andare ad una pietosa imitazione tipo:  HiiiiiHihihihihii…clòppete clòppete quando la mia mente con un guizzo di pietà mi rammenta la brochure del Rumsiskes Open Air Museum nello zaino.

Cosa vedere in Lituania Rumsiskes Open Air Museum

Così l’afferro e indico la foto del cavallo alla simpatica locandiera in abito d’epoca.
Lei si è illuminata come se avesse scoperto la cura del raffreddore e, felice finalmente di potermi aiutare, mi indica a mani giunte e braccia in avanti (a mo’ di hostess) la direzione oltre il boschetto.

In Lituania ho rischiato di essere ricordata per sempre come la pazza italiana che nitrisce (altro…)

Come si pilota un Airbus? The ultimate guide for Travel Blogger

Come si pilota un Airbus

Stabumm…klang: ci siamo, hanno chiuso il portellone.
Ciuiiiiiizzz: ecco hai sentito? Adesso stanno regolando i flap.
Zvvvvffsssss: ecco questo invece era il carrello che si stava chiudendo.
Yaaaaawn: e questo invece è il ciccione del 19B che già prende sonno…

Personalmente quando salgo a bordo di un aereo non sono tra quelli che indossano gli auricolari e partono per il mondo dei sogni fino a destinazione.

Pur non essendo saccente come la creatura premionobel dello spot della Lufthansa guardo, ascolto, cerco di capire, mi faccio mille domande e mi faccio affascinare terribilmente da come funziona il tutto.
Voi ve lo siete mai chiesto come si pilota un Airbus? Cosa succede al di là della porticina della cabina di pilotaggio di un aereo di linea? E soprattutto com’è fatta una cabina di pilotaggio?
Ora provo a spiegarvelo. (altro…)

Cosa vedere a Bremerhaven: Klimahaus 8° Ost e Zoo

Cosa vedere a Bremerhaven

I turisti e i runner che affollavano di primo mattino la bella promenade di Bremerhaven devono avermi presa per pazza.
Con uno scatto di corsa ho attraversato la passerella per raggiungere la sabbia e toccarlo. Il mare!
Volevo assolutamente toccare il Mare del Nord e bagnarmici le zampe.
Curiosi di scoprire cosa vedere a Bremerhaven? (altro…)

Santa Maria di Castellabate Benvenuti al Sud!

Giugno è un mese adorabile: c’è chi è felice perché arriva l’estate, chi è sollevato perché è finita la scuola, chi grida E’ arrivato il Marino e chi, come me, esulta perché deposita la suocera presso la sua abituale casa vacanze!
Ogni anno infatti Matris Felix Meu Vir soggiorna in un grazioso appartamento in riva al mare, in quello che è il borgo reso famoso dal film campione d’incassi Benvenuti al Sud.
Sto parlando di Castellabate e della sua frazione marina Santa Maria di Castellabate. (altro…)

Cosa vedere a Kaunas

Esclusa dai circuiti turistici più noti [ma ancora per poco], Kaunas nel periodo più fiorente del dominio della Lega anseatica ha visto passare tonnellate di ambra, pellicce e manufatti in legno destinati ai mercati dell’Europa Centrale.
Invece io prevedo che in un immediato futuro Kaunas vedrà passare, e sostare, tantissimi turisti!

Il fermento culturale c’è, l’accoglienza pure e tantissime cose da fare e da vedere anche!
E’ vero che il mio viaggio a Kaunas è durato soltanto tre giorni ma l’imprinting che ho ricevuto è stato quello di una città giovane ma ordinata, esuberante ma legata alle tradizioni, decadente ma bella da vedere. E quando dico decadente lo dico nell’accezione positiva del termine.
Dopo alcune info utili e qualche consiglio su cosa mangiare ecco finalmente il post su cosa vedere a Kaunas. (altro…)

Ischia, De Crescenzo, zia Carmela e il cimitero delle monache non sepolte

Visitare ischia

Il Maestro quella sera avrebbe tenuto il suo concerto in una location a me parecchio cara: il Museo ferroviario di Pietrarsa alle porte di Napoli. Sono una grande fan di Eduardo De Crescenzo, e ascoltarlo fra queste vecchie signore sbuffanti sarebbe stato fantastico.
Siamo lì assiepati davanti al cancello d’ingresso del museo quando dal mare si alza un vento che non promette nulla di buono. E infatti nel giro di un’ora veniamo avvicinati dalla security che laconica ci fa:

“Spiacenti, concerto annullato per forte maltempo in arrivo. Il Maestro si esibirà domani”.

Domani? Ma domani zia Carmela festeggia 80 anni, come facciamo?
E così, da bravi nipoti, a malincuore decidiamo di festeggiare zia Carmela (te possino zia Carme’) e farci rimborsare i 120 Euro di biglietti. (altro…)

Cosa vedere a Cracovia in 48 ore

cosa vedere a Cracovia

È vero, la capitale politica della Polonia è Varsavia, ma Cracovia è stata [giustamente] eletta la capitale culturale, vuoi per le bellezze architettoniche vuoi per le numerose università sparse sul suo territorio.
Tra l’altro è l’unica città le cui architetture sono scampate ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, per cui quello che offre al visitatore è assolutamente original!

Ecco il mio itinerario per vedere Cracovia in 48 ore

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Coast to coast, on the road: Costiera Amalfitana chiama Costiera Cilentana

Vivendo esattamente a metà strada fra la Costiera Amalfitana e quella Cilentana posso catapultarmi nell’arco della stessa giornata fra due mondi opposti, due realtà turistiche splendide ma dalle connotazioni (e target) profondamente differenti.
La Costiera Amalfitana è nota in tutto il mondo per il buon cibo, per le bellezze paesaggistiche e per i fasti di un turismo anglo/teutonico/americano merito della Dolce Vita che negli anni ’60 si allungò sin qui.
La Costiera Cilentana invece è più selvaggia, più autentica e meno glamour ma non per questo meno affascinante. Io stessa ho difficoltà a preferire l’una all’altra! (altro…)

ll campo di concentramento di Auschwitz: un capolavoro d’ingegneria della cattiveria umana

visitare il Campo concentramento Auschwitz

In silenzio e con gli occhi bassi. Così sono tornata dalla visita del complesso che ospita il campo concentramento Auschwitz e quello di sterminio di Birkenau (Auschwitz II), distanti l’uno dall’altro solo due km. Due km che separavano i condannati a morte dai condannati alla vita.

Già, vita. Ma quale vita era quella di un “ospite” di Auschwitz? La neve solitamente con il suo candore ovatta e ingentilisce tutto. Ma qui no. Questo posto nel suo drammatico silenzio urla tutto l’abominio del mondo. (altro…)