#WorstInTravel ovvero Keep Calm and focus on Dalai Lama

Il viaggio per me è una cosa sacra e lo vivo in uno stato di grazia totale. È come se avessi Photoshop installato in una partizione remota del cervello che nasconde all’istante tutto ciò che abbia a che fare col genere umano tipo turisti molesti, italiani indisciplinati, spazzatura, maleducazione e brutture varie.
Tuttavia, eh si, TUTTAVIA è in aeroporto che vorrei avere una cartucciera di granate. Che cosa infelice che ho detto.

Però è vero, l’aeroporto è come l’auto nel traffico: riesce a tirare fuori il peggio, esaltando il misantropo (neanche tanto mal celato) che c’è in me.
La maggior parte delle mie incazzature e dei #WorstInTravel sono infatti legati al comportamento [dis]umano di alcuni soggetti viaggiatori in aeroporto. Continua a leggere

ll campo di concentramento di Auschwitz: un capolavoro d’ingegneria della cattiveria umana

visitare il Campo concentramento Auschwitz

In silenzio e con gli occhi bassi. Così sono tornata dalla visita del complesso che ospita il campo concentramento Auschwitz e quello di sterminio di Birkenau (Auschwitz II), distanti l’uno dall’altro solo due km. Due km che separavano i condannati a morte dai condannati alla vita.

Già, vita. Ma quale vita era quella di un “ospite” di Auschwitz? La neve solitamente con il suo candore ovatta e ingentilisce tutto. Ma qui no. Questo posto nel suo drammatico silenzio urla tutto l’abominio del mondo. Continua a leggere

Sliding Doors: genitori in viaggio

genitori in viaggio

Una perfetta sintesi fra il meglio degli Addams ed il peggio dei Simpson: questi sono Mamma Orsa e Papà Orso. E come se non bastasse i miei genitori in viaggio appartengono alla categoria degli irriducibili, si accontentano di sfinirsi con 15 ore di intercity piuttosto che prendere un aereo o un treno veloce.
Mamma, guarda che per “Frecce” non s’intendono le Frecce Tricolori… tranquilla, non decollano.
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Il Bagaglio a mano WizzAir e la sindrome dell’agnello pasquale

Bagaglio a mano

Vi è mai capitata la sensazione di sentirvi “colpevoli” anche quando siete innocenti?

Mi spiego meglio. Durante i controlli di routine della Stradale quando vi ferma per chiedervi patente/libretto, oppure ai controlli in aeroporto, oppure ancora all’Alt in dogana alla domanda “Nulla da dichiarare?”.
In queste occasioni non vi assale la sindrome dell’agnello pasquale anche se non trafficate fucili M-16 e per stupefacenti intendete dosi di Nutella di contrabbando? Continua a leggere