#UnViaggioVintage nel profondo Sud degli anni ’80

unviaggiovintage

“Mamma posso fare il bagno?”
“No Daniela, non puoi fare il bagno adesso o ti verrà una congestione! Devi prima digerire la frittata di spaghetti, il cocomero e la fetta di pane e cioccolata che ti aveva preparato nonna”

La CONGESTIONE. Non sapevo in realtà cosa fosse ma, già il suono di questa parola, mi metteva soggezione costringendomi a starmene pazientemente in attesa, per ore ed ore sulla sabbia.
Il lungo processo di digestione di un tipico pasteggio da spiaggia del Sud mi ha permesso di progettare e realizzare una quantità di castelli e costruzioni tale da eguagliare il portfolio di Fuksas.
Quelli erano i tempi in cui non esistevano smartphone e tablet e gli unici passatempi sulla spiaggia per un bambino erano paletta&secchiello o al massimo si stava sulla rotonda con l’altro “must” della famiglia tipica del Sud:

i cug[g]ini

Si perchè in vacanza al mare si andava sempre insieme alla carovana di parenti più stretti, che in genere toccava punte di 15 persone sotto lo stesso ombrellone. Ditemi, anche i vostri zii partorivano cucciolate di cugini?
Dicevo la rotonda! Solo nominandola riaffiorano una quantità di ricordi portando al presente quasi il profumo del legno delle cabine, l’odore di gomma plasticosa della valvola del mio salvagente o l’inebriante profumo vanigliato delle ciambelle misto a caffè che veniva direttamente dal bar del lido. Quante ne ho mangiate “impanate” di zucchero e sabbia!

Spank
E poi i suoni: le pedate dei bambini che correvano scalzi sulle palafitte in legno, le grida di mamma “non ti allontanare!” e le canzoni degli anni 80: ci ho svuotato il salvadanaio in quel vecchio Juke-Box a botte di monetine da 200 lire! Ricordo che volevo sempre ascoltare Self Control di Raf, Lessons in Love dei Level42 e Never Gonna Give You Up di Rick Astley.
Ho un ricordo quasi per ogni granello di sabbia che rimaneva attaccato sui miei sandaletti (che odiavo) di bambina. Già, quando la sabbia era sabbia!

gelati

Erano gli anni in cui i nostri papà si facevano crescere i baffi e le nostre mamme portavano la piega come Sue Ellen in Dallas. Ed erano gli anni in cui i propri scatti si potevano vedere solo dopo averli ritirati dal fotografo.
Lo sapevo…il rischio di scrivere un post dalla connotazione fortemente nostalgico/amarcord era pressoché certo!

Daniela_Baby012

Se papà Orso scoprisse che ho pubblicato una sua foto mi cancellerebbe definitivamente dall’asse ereditario!!! 😛

Il mio #UnViaggioVintage arrivava puntuale ogni anno fra luglio/agosto quando, con la nostra Fiat 127 blù, lasciavamo l’Umbria per raggiungere i parenti al Sud.
Viaggio che ha finito di essere tale quando i miei decisero, diversi anni dopo, di trasferirsi definitivamente in Campania Felix.
Oltre ad avere lo stabilimento balneare “del cuore” ci spostavamo di tanto in tanto a random quasi fino alla fine della costiera cilentana, toccando i confini della Basilicata.
Era bello confrontare le spiagge che cambiavano dal litorale basso e sabbioso alla baia fatta di ciottoli, fino a quelle spiagge meravigliose con gli scogli, le dune e la macchia mediterranea che arrivava sul bagnasciuga.
Molte di quelle spiagge oggi sono cambiate, crollate o proprio sparite del tutto a causa del mare che ha avanzato la sua riva praticamente dove all’epoca c’erano i parcheggi! Sto parlando di 30 anni fa non dell’ultima glaciazione eh!

palinuro_02

Il posto che più amavamo era la spiaggia detta dell’Arco Naturale di Capo Palinuro, una caletta sovrastata da un imponente arco roccioso. Grazie al suo fondale ciottoloso l’acqua era così limpida da innamorarsene perdutamente.
Una spiaggia unica nella sua conformazione perchè in pochi passi il paesaggio cambiava grazie alla presenza di un boschetto (testimone inconsapevole di tante mangiate) ed alla foce di un fiume, che in un attimo trasformava la spiaggia in un’oasi lacustre.
All’epoca gli unici servizi erano un baretto ricavato all’interno di una grotta e un noleggio barchini in legno, di quelli da pesca con i remi.
Barchini colmi di cugini chiassosi e festanti alla scoperta delle insenature più belle come Cala Longa o Cala del Buondormire (quanto mi piaceva il suono del suo nome!).
Non ho più visto questi luoghi da molti anni e forse è stato meglio così: da quello che leggo sul web le cose sono profondamente cambiate (leggi peggiorate).

Il termine vintage deriva dal francese vendenge, ossia vendemmia, ad indicare vini d’annata e di grande valore.
Oggi invece lo si utilizza in riferimento a cose (che siano esse un’auto, un abito o un oggetto d’arredo) che abbiano almeno 30/40 anni.
Ci hanno abituati a dare del vintage a qualunque di queste cose, basta che possano essere riesumate e riportate al quotidiano dal circo della moda.
Quanto vorrei applicarne il concetto anche al comparto vacanze! Mi rendo conto solo ora mentre scrivo che, come quelle spiagge scomparse, molti dei protagonisti delle mie vacanze vintage oggi non ci sono più.
Come vorrei che i tempi di #UnViaggioVintage tornassero con la stessa facilità con la quale è possibile aprire l’armadio della soffitta e indossare un bel paltò!

#UnViaggioVintage è un Tag creato da Monica, blogger di AllaRicercaDiShambala…però io ne sono venuta a conoscenza grazie al post di Michela di WarmCheapTrips che mi ha ispirato tantissimo nel racconto e nella foto al mare con suo padre!

Se volete aprire l’album dei ricordi le modalità di partecipazione sono semplici, eccole prelevate direttamente dal blog di Monica:

  • potete scegliere voi se parlare di un solo viaggio e più d’uno, massima libertà sulla scelta del tema o del filo conduttore, basta che sia roba VECCHIA!!!!
  • l’importante è che ogni viaggio di cui parlate ci sia almeno una o più fotografie con voi dentro (così possiamo vedere come stavate combinati ai tempi, sta proprio lì il bello)
  • se siete blogger scrivete il post sul vostro blog e inserite il link qui sotto nei commenti, se non lo siete inviatemi racconto e immagine a allaricercadishambala@gmail.com e lo condividerò comunque sulla pagina fb del blog.
  • In entrambi i casi, i partecipanti lasciano un commento in fondo al post (i blogger con il link al loro post) e concedono implicitamente a Alla ricerca di Shambala l’autorizzazione a condividerle sui profili social.
  • per i tempi vi lascio carta bianca, ricordando che il ferro va battuto finchè  è caldo.

 

32 pensieri su “#UnViaggioVintage nel profondo Sud degli anni ’80

  1. Niente, tu mi fai schiantare dal ridere in ogni post!
    Ahahah son felice di averti ispirato con la foto con mio papà, ma ammetto che la tua con papà Orso è super tenerosa!!!
    Capisco il tuo timore a tornare in quei luoghi….forse è meglio ricordarlo così, con gli occhi di una bambina e non rovinare l’immagine con le modifiche avvenute col tempo…..

    • Ciao Michela davvero la tua foto mi ha immediatamente fatto ricordare quello scatto con papà Orso! Ecco perchè in fondo al tuo post ti scrissi che era una foto da incorniciare direttamente nel cuore! (ed è supertenerosa pure la tua!) 😉
      E’ verissimo quello che dici, il timore è dovuto alla paura di trovare più che modifiche…dei veri e propri disastri !
      Ciao, un bacio!

  2. Mentre leggevo avevo in mente una canzone: per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare… E mi è quasi scesa una lacrimuccia!
    Comunque mi consola vedere che le mamme italiane – in Piemonte come in Umbria – sono riuscite a farci crescere con l’incubo della congestione! Pensa che io una volta avevo mangiato un gelato e poi avevo fatto il bagno senza aspettare le canoniche tre ore. Non mi è successo niente ma quella notte non ho dormito perché avevo il terrore di morire
    Comunque, complimenti davvero, sei riuscita a rievocare perfettamente le sensazioni, gli odori, i suoni delle vacanze al mare negli anni ottanta.
    Self control mi piace ancora adesso

    • Le sensazioni te le ho rievocate perchè le hai di fatto vissute! 😉
      E’ vero, siamo ciamporgne (spero di averlo scritto bene) ma almeno noi possiamo dire che c’eravamo negli anni’80…congestione rulez! ^_^
      Grazie Silvia! :*

  3. Bellissimo articolo Daniela! I posti che descrivi, anche se non li conosco, sembrano proprio una meraviglia. Si sente che ci tieni, hai tirato fuori una dolcezza e tenerezza particolari… E poi mi hai fatto tornare un sacco di cose.. I juke-box, Hello Spank! e pure il gelato Twister, che con la mia carovana di cug(g)ini provavo a mangiare senza mescolare i due colori, sempre con scarso successo ☺ Ps: da piccola eri l’Orsa nel Canotto! Bella bella!

    • Ahhh il Twister! Neanche noi ci riuscivamo…a dire il vero non è che ci mettessimo d’impegno però 😛
      E a proposito di cartoni io avevo un debole per Pollon!
      E’ stato un capitolo fantastico, come dicevo a Silvia, siamo stati privilegiati a poterli vedere gli anni ’80!
      Ho fatto l’upgrade al canotto! 😀
      Grazie per le tue parole Alessia, sei sempre cara! <3
      Un bacione!

  4. Ma che bella bambina Dani! Quegli occhietti e quel sorriso sono da mozzico XD
    Avevo un sorriso nostalgico mentre leggevo il tuo articolo: l’odore di gomma plasticosa e il profumo delle ciambelle (misto sabbia) me lo ricordo come fosse ieri, anzi, riaffiora ogni volta che ne sento il profumo, ovunque mi trovi!
    Ed ora un minuto di silenzio per il buonissimo “Calippo Fizz”…

    • Hahahh grazie Cris XD in effetti di pizzicotti a due mani sulle guance ne ho ricevuti parecchi…li avevo rimossi! 😀
      Invece gli odori sono sempre gli agenti scatenanti di un bel ricordo! Che potere, me ne meraviglio ogni volta!
      R.I.P Calippo Fizz! 😛

  5. Mi pare di aver capito che siamo tutte delle belle trentenni qui eh 😀
    Ho trascorso le mie estati infantili sul litorale abruzzese e tutto, ma proprio tutto era come l’hai descritto tu! L’unica differenza e’ che i miei cuGGini erano a Napoli, quindi io i ghiaccioli (purtroppo niente gelati per via dell’intolleranza…povera me!) li mangiavo insieme alle amichette! I miei nonni venivano a trovarci per le vacanze e ci sganciavano ogni pomeriggio una mille lire per comprare i gelati/ghiaccoli 😀 E poi le corse in bicicletta sul lungomare mentre mamma preparava la cena, quando il sole era basso e dalle finestre delle case arrivavano profumi di ogni tipo!
    Ah, poi a Palinuro ci sono andata anche io, quando ero bella cresciutella pero’: in campeggio all’Arco Naturale con i cuGGini di Napoli! Bei ricordi *_*

    • Ehm…io veramente ne ho quasi40! Però se tu dici “belle trentenni” mi sta assolutamente bene! 😀
      In campeggio? Nel boschetto? Chissà se non hai campeggiato proprio dove piazzavamo il tavolo per mangiare hahah!
      Potresti aver trovato qualche fossile dei nostri pasteggi del sud! 😀 😀
      Ciao Flavia!

      • Arco Naturale Club per la precisione! I miei cuGGini continuano ad andarci ogni anno da una quindicina d’anni ormai, io preferisco fare vacanze diverse ogni volta, lo sai 🙂

        • Si “lo ben sò” ^_^ sono come te!
          A noi non piace fermarci nello stesso posto altrimenti saremmo “static blogger” non trovi? 😉
          Ciao, un bacio oltremanica!

  6. GiàPresenteNegliAnni’80, eccomi! 🙂
    E, leggendo i vari commenti, possiamo di certo affermare che erano dei begli anni, forse non proprio spensierati per tutti, ma di certo felici.
    Io di quel periodo ho una nostalgia particolare: dei miei nonni e della “semulella”, un panino che facevano solo a Torre del Greco, impastato con farina di semola e che si condiva con olio, sale e acciughe…sluuuurp!
    Sai di che profuma questo tuo racconto? Della gomma del salvagente! Non riesco a non pensare a quell’odore da quando lo hai rievocato…eri una bella personcina già da piccola, Dani! :*

    • Uhhh che buono quel panino, ma non lo fanno più? Non lo conoscevo mi piacerebbe provarlo!
      E vogliamo parlare dei “tarallàri” che passavano in spiaggia con quelle bacinelle azzurre dei panni, piene zeppe di buste di taralli!
      O il venditore di cocco che urlava “CoccoBello-CoccoFresco” !!! Hahaha basta altrimenti piango 🙂
      Grazie per le tue parole Ros! 😉

  7. Ciao Orsa, è molto toccante la tua rievocazione delle vacanze con i cugggini, mi sembrava di essere lì con te sulla rotonda ad addentare una ciambella. Hai un modo di scrivere che, oltre a essere divertente, è delizioso.
    Ho sperimentato una “tipica vacanza del sud” solo un paio di anni fa. Quando sono andata per qualche giorno da un’amica molisana, ho potuto fare esperienza di cugini, zii, pasta al forno e roast beef sotto l’ombrellone. Sono cose che non si dimenticano <3
    Grazie per averci portato dentro questi ricordi. A presto! 🙂

    • Hahahah e quanto hai dovuto aspettare per fare il bagno?!
      Chiara, la vita a volte fa delle belle sorprese: chissà se un giorno non ci si ritrovi tutti a mangiare una ciambella su qualche spiaggia italiana!
      Mi piacerebbe tantissimo avervi tutti come cuGGGini!
      Grazie a te e a tutti voi!
      :**

  8. Ma che bella Dani!
    Siamo finalmente riusciti a vederti,anche se in versione baby orsa.
    E’ veramente tenera quella foto e tu eri una bimba splendida!

    Che dire di Capo Palinuro? Potrebbe essere anche il mio #viaggiovintage, è il primo che ho fatto con mamma e papà quando avevo 3 anni! 😀

    Un bacione <3

    • Grazie per i complimenti Lou! <3
      Ma come finalmente mi vedi? Hahahha c'è una fotina anche su about (Orsa Chi?) 😉
      Allora perchè non ci fate un pensierino a sviluppare il tag dopo che terminate il lavoro di restyle al blog? Verrebbe fuori un bel #unviaggiovintage doppio!
      A proposito avevo intravisto qualcosina del blog pochi giorni fa ed è molto bello, sono curiosissima di vederlo finito! ^_^
      Un bacione anche da parte mia!

  9. Ciao Orsa.
    Ho letto il tuo articolo ieri e mi è piaciuto cosi tanto che oggi sono andata a riprendere le vecchie foto di famiglia e ho iniziato a scrivere il mio viaggio vintage, tra qualche lacrimuccia di nostalgia e qualche sorriso nel rivedermi bambina in giro per l’Italia.

    • Che bello quando ci si ispira a vicenda 😉 non vedo l’ora di leggerlo il tuo racconto!
      Grazie per le tue parole, a presto!

    • Anche se qualcuno di quei gelati è possibile mangiarlo ancora oggi…il sapore non è affatto lo stesso! 😉
      Ciao grazie per esserti fermata a leggere! ^_^

  10. Ciao cara, grazie mille del post che arriva dopo un anno abbondante dal lancio dell’hashtag e quando ne arriva ancora qualcuno a distanza di tempo è sempre un piacere e una conferma che è piaciuto a tanti.
    Leggere il tuo post mi ha fatto sorridere, perchè caso vuole che il mio papà era nato e cresciuto nel Cilento in un paese nell’entroterra dietro Palinuro, e d’estate noi che vivevamo a Genova andavamo nella casa dei nonni e poi al mare proprio da quelle parti di cui tu parli. Quindi per me sono tanti ricordi di famiglia che si risvegliano.
    Belle coincidenze, ancora una volta #unviaggiovintage è musica per le mie orecchie 🙂
    un abbraccio

    • Ciao Monica che coincidenza davvero! 😀
      Mi fa piacere aver rievocato i tuoi ricordi di famiglia, li si rispolvera sempre con una piacevole nostalgia!
      Complimenti per aver dato il “La” ad un bellissimo filone travel-letterario! 🙂
      A presto!

  11. Ciao Daniela, che tenera orsacchiotta devi essere stata da piccola! Ricordo il periodo delle vacanze estive di quando ero bambina con estremo piacere anche se non andavamo al mare ma alla casa al paese dei nonni, che poi, in realtà, stava lontaniiiiissima dal paese. Non so se hai notato anche tu che l’Algida ha rispolverato alcuni dei vecchi classici Eldorado come twister, croccante e piedone…non so ma quei gelati nella loro nuova versione mi sono sembrati diversi! Più piccoli e meno buoni! Che dici è segno dell’età che avanza?!?!

    • Valentina bentornata!!!!!!!!! 😀
      Si ho assaggiato i tentativi di “remake” dell’Algida e come dici tu sono meno buoni e più piccoli.
      Certe cose secondo me non vanno riproposte ma lasciate al ricordo legato a quei tempi. Tranquilla non è affatto l’età quanto piuttosto l’uso di materie prime ed ingredienti scadenti ad avanzare! 😉
      Prima qualunque cosa era davvero buona e di qualità…e non è l’effetto del ricordo che ce le fa sembrare buone purtroppo!
      Grazie per i complimenti!

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