Dell’amore e di altri ostelli

“Ahi serva Italia, di dolore OSTELLO, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma BORDELLO”
Dante Alighieri

Una rima assolutamente pertinente e profetica.

Una sola esperienza ho avuto in Ostello e mi è bastata.
Ci si trovava in quel di Perugia, purtroppo per un funerale e, dovendo pernottare per alcuni giorni, decidiamo di risparmiare dormendo in Ostello.
Ai parenti che mi chiedevano dove avessi alloggiato, rispondevo indicando “Ostello blablabla”.

Unanimi le rispote: ahhhh, mhhh, vabbè. Loro evidentemente SAPEVANO!

Ebbene struttura molto bella, recuperata da un antico palazzo con annesso mulino ed ubicata direttamente sulle sponde del fiume Tevere.
Nelle vicinanze un bel parco naturalistico ed il centro di Perugia a praticamente a pochissimi minuti di auto. E allora?
Che è tutto sto mistero era forse infestato? Infestato sì, non di fantasmi (sarebbe stato meglio) ma di coppie fedigrafe!

Ma non si chiamavano Ostelli della gioventù una volta? Ecco io mi avvicino “pericolosamente” agli ANTA ed ero l’ospite più giovane al momento.
Vecchiazzi accompagnati da “donne” discutibili e, come dicevo prima, coppie fedigrafe che non ci hanno letteralmente fatto chiudere occhio.

Ma andiamo per gradi elencando tutti i difetti in ordine crescente di disagio procurato:

la finestra della nostra camera dava direttamente sui profumatissimi secchi della spazzatura: era settembre faceva caldo e non potevamo assolutamente aprire, pena un’invasione di puzzo da discarica misto a letamaio; il telecomando della tv era bloccato su Rai1 costringendoci all’epoca a vedere Miss Italia fino alla fine;  bellissimi esemplari (molto in salute dall’aspetto) di blatte nell’area colazione (colazione da Discount).

Tuttavia per la modica cifra di 28 euro a notte, tutto ciò era abbastanza sopportabile e “normale”.
Ma il valore aggiunto di questa esperienza è stato l’audio di un film porno che abbiamo ricevuto in “omaggio” con il nostro soggiorno! Hanno cominciato ridacchiando e parlottando ad alta voce.
Dopodiché sono arrivati dei piccoli urletti, degli ansimi e dei lamenti sommessi.
Confesso che all’inizio ci ho riso sù di gusto ma poi, con il passare dei minuti (ma proprio PARECCHI) è subentrato il disappunto ed il fastidio.

Disappunto e fastidio che crescevano in modo direttamente proporzionale alla crescita delle urla. Praticamente erano a pochissimi centimetri da noi, separati soltanto dal muro confinante della camera. Ad un certo punto mi blocco:  al solo pensiero che i gestori o gli altri ospiti della struttura potessero ricondurre la donna ansimante alla mia stanza, mi è montata una rabbia da modalità CERBERO.
E poi, ve la confesso tutta, mi dava anche fastidio che mio marito sentisse quegli ansimi da cagna. Ansimi che diventano progressivamente urla, sempre più forti, accompagnate dal rumore continuo e ritmico della testata del letto che sbatteva contro il muro.

Cazzo, io ero lì per un funerale!

Mi alzo a sedere sul letto e comincio a sbattere i pugni sul muro gridando “OHHHHHH”. Mio marito mi guarda allibito e mi sgrida dicendomi “Noooo cheffaiii smettila! Ma beati loro!
BEATI LORO??? E già! Fosse stato per lui avrebbe afferrato pop-corn e trombetta da stadio per fare magari anche il tifo…!

E LORO? Loro niente, continuano imperturbabili ed indisturbati, proprio come i CANI per strada! L’unica concessione che ci fanno è abbassare leggermente il volume delle urla.
E poi continuano fino a quando non hanno comodamente finito.
Incazzata come una bestia mi giro dall’altra parte del letto dando le spalle a mio marito.
L’ultimo ricordo prima di addormentarmi è la neo eletta Miss Italia di turno circondata dalle colleghe/arpie che, a denti stretti, la baciano scompigliandone sapientemente l’acconciatura.

L’indomani mattina dalla sala colazione scorgiamo i maratoneti del sesso intenti a fare una partita di calcio balilla nel cortile dell’Ostello.
Beati, soddisfatti, rilassati, per nulla stanchi e assolutamente complici, come solo una coppia fedigrafa può essere.
L’unica cosa che tradiva la stanchezza della cagn…ehm…della donna (ma quale donna era una vecchiazza eppure brutta!), era la messa in piega non proprio perfetta…una capigliatura arruffata proprio come quella di Miss Italia eletta poche ore prima!

NEVER MORE!
Ecco cosa sono gli ostelli oggi. Non luoghi per promuovere il turismo in semplicità, fra giovani che condividono ed assaporano l’esperienza del viaggio.
Soltanto una fottutissima evoluzione delle camere ad ore.
Pensateci la prossima volta che dormirete fra quelle lenzuola.

Grissom Docet!

 

4 pensieri su “Dell’amore e di altri ostelli

  1. Ok. Leggendo il #guardacomeviaggio stavo quasi pensando che prima o poi potrei provare a dormire in un ostello, ma, ecco, leggendo questo post c'ho decisamente ripensato!

  2. Io invece no, sono recidiva! 😉
    Quando organizzo un viaggio gli ostelli (sempre quelli con bagno in camera) sono la prima cosa che cerco.
    E puntualmente tutti finiti in ogni santa data del calendario.
    Comincio a pensare che questa camera con bagno di Perugia me la sia sognata! XD

    Dai convinciti! Soggiorna pure tu in ostello, sarei curiosa di leggere il resoconto in un tuo post!!!
    E mannaggia…tutto in funzione del portafogli purtroppo!

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