Dormire in ostello: dell’amore e di altri suoni

Dormire in ostello

“Ahi serva Italia, di dolore OSTELLO, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma BORDELLO”

Dante Alighieri
Una rima assolutamente pertinente e profetica.

Una sola volta ho deciso di dormire in ostello, e una sola esperienza mi è bastata.
Credevo che dormire in ostello fosse una gran figata ma… come dire… non proprio letteralmente!
Ci si trovava in quel di Perugia purtroppo per un funerale e, dovendo pernottare per alcuni giorni, decidiamo di risparmiare dormendo in ostello.
“Ostello blablabla”, rispondevo ai parenti che mi chiedevano dove avessi alloggiato. Unanimi le risposte: ahhhh… mhhh… vabbe’ per qualche notte…

Loro evidentemente sapevano.

Ebbene struttura molto bella, recuperata da un antico casale con annesso mulino ed ubicata direttamente sulle sponde del fiume Tevere.
Nelle vicinanze un bel parco naturalistico e il centro di Perugia a praticamente a pochissimi minuti di auto. E allora?
Che è tutta sta tragedia, era forse infestato? Infestato sì, non di fantasmi (sarebbe stato meglio) ma di coppie fedifraghe!

Ma non si chiamavano ostelli della gioventù una volta? Ecco io mi avvicino pericolosamente agli anta (in realtà li ho superati da un pezzo), ma in quel momento ero l’ospite più giovane in tutta la struttura.
Mi aggiravo praticamente tra vecchiazzi accompagnati da donne discutibili e come accennavo prima tra coppie infoiate che non ci hanno fatto letteralmente chiudere occhio.

Ma andiamo per gradi elencando tutti i difetti in ordine crescente di disagio procurato:

  • la finestra della camera posizionata sui profumatissimi secchi della spazzatura
  • il telecomando della tv bloccato su Rai 1 costringendoci all’epoca a vedere Miss Italia fino alla fine;
  • bellissimi esemplari – molto in salute dall’aspetto – di blatte nell’area colazione (colazione da discount ovviamente).

Tuttavia per la modica cifra di 28 euro a notte, tutto ciò era abbastanza sopportabile e “normale”.
Ma il valore aggiunto di questa esperienza è stato l’audio di un film porno che abbiamo ricevuto in omaggio con il nostro soggiorno.
Hanno cominciato ridacchiando e parlottando ad alta voce.
Dopodiché sono arrivati dei piccoli urletti, degli ansimi e dei lamenti sommessi.
Confesso che all’inizio ci ho riso anche di gusto ma poi con il passare dei minuti (ma proprio PARECCHI) è subentrato il disappunto seguito subito dopo dal fastidio.

Disappunto e fastidio che crescevano in modo direttamente proporzionale alla crescita delle urla. Praticamente erano a pochissimi centimetri da noi, separati soltanto dal muro confinante della camera.

Ad un certo punto al solo pensiero che i gestori o gli altri ospiti della struttura potessero ricondurre la donna ansimante alla mia stanza, mi è montata la modalità cerbero.
E poi ve la confesso tutta mi dava anche fastidio che Orso sentisse quegli ansimi da cagna. Ansimi che diventano progressivamente urla, sempre più forti, accompagnate dal rumore continuo e ritmico della testata del letto che sbatteva contro il muro.

Cazzo, io ero lì per un funerale!

Mi alzo a sedere sul letto e comincio a sbattere i pugni sul muro gridando “OHHHHHH!!!”
Orso mi guarda allibito e mi sgrida dicendomi “Noooo che fai smettila! Ma beati loro!

BEATI LORO???

E già. Fosse stato per lui avrebbe afferrato pop corn e trombetta da stadio per fare magari anche il tifo…

E loro? Loro niente, imperturbabili ed indisturbati, proprio come i cani per strada.
Dopo il mio cazziatone l’unica concessione è stata abbassare leggermente il volume delle urla fino al termine della jam session.

Incazzata come una bestia mi giro dall’altra parte del letto voltando le spalle a mio marito.
L’ultimo ricordo prima di addormentarmi è la neo eletta Miss Italia circondata dalle colleghe/arpie che a denti stretti la baciano scompigliandone sapientemente l’acconciatura.

Dormire in ostello

L’indomani mattina dalla sala colazione scorgiamo i maratoneti del sesso intenti a fare colazione. In due avranno avuto 150 anni.
Beati, soddisfatti, rilassati, per nulla stanchi e assolutamente complici, come solo una coppia fedifraga può essere.
L’unica cosa che tradiva la stanchezza della cagna era la messa in piega non proprio perfetta, una capigliatura arruffata, esattamente come quella di Miss Italia eletta poche ore prima.

Dormire in ostello never more

Non luoghi per promuovere il turismo in semplicità fra giovani che condividono ed assaporano l’esperienza del viaggio.
Soltanto una fottutissima evoluzione delle camere a ore: ecco cosa sono gli ostelli oggi.

Va da sé che che una sola esperienza non può costituire antologia: non demonizzo gli ostelli ma pensateci la prossima volta che vi addormenterete fra quelle lenzuola.

Grissom docet

 

orsanelcarro

Daniela, per gli amici Orsa. Per i nemici destrOrsa. Amo esplorare edifici abbandonati e omaggiare monumenti e memoriali di guerra.

Questo articolo ha 6 commenti

  1. La Folle

    Ok. Leggendo il #guardacomeviaggio stavo quasi pensando che prima o poi potrei provare a dormire in un ostello, ma, ecco, leggendo questo post c'ho decisamente ripensato!

  2. UrsaMinor

    Io invece no, sono recidiva! 😉
    Quando organizzo un viaggio gli ostelli (sempre quelli con bagno in camera) sono la prima cosa che cerco.
    E puntualmente tutti finiti in ogni santa data del calendario.
    Comincio a pensare che questa camera con bagno di Perugia me la sia sognata! XD

    Dai convinciti! Soggiorna pure tu in ostello, sarei curiosa di leggere il resoconto in un tuo post!!!
    E mannaggia…tutto in funzione del portafogli purtroppo!

    1. orsanelcarro

      hahaaha l’ho ricordato anche io con piacere questo episodio! Chissà se esiste ancora l’ostello, vado a googlare 😉

  3. Andrea

    Ho viaggiato in decine e decine di ostelli in tutto il mondo e non ho mai sentito un solo gemito. Hai avuto tanta sfortuna.

    1. orsanelcarro

      E tu tanta fortuna! 😛

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