Tra il gate e l’aereo: manuale di sopravvivenza alla navetta dell’aeroporto

Ci sono luoghi che esistono soltanto perché qualcosa è andato storto.
La navetta dell’aeroporto è tra questi.

Ci sono luoghi che esistono soltanto perché qualcosa è andato storto.
La navetta dell’aeroporto è tra questi.

C’è un momento preciso nella vita di un viaggiatore adulto, in cui esso prende coscienza di non essere davvero al vertice della catena evolutiva.
Succede prima dei controlli di sicurezza, davanti a un varco automatico aeroportuale.
Perché non importa quanto un viaggiatore sia istruito, atletico o smart. Il tornello dell’aeroporto percepisce immediatamente la sua debolezza interiore e decide, con lucida e infame cattiveria, di esporlo al pubblico ludibrio.
Perché il tornello non è una macchina. È un generatore di disprezzo.

C’è una cosa che le città fanno peggio degli esseri umani: si scopiazzano senza chiedere il copyright a nessuno. E senza neanche la fatica di spiegare “non è come sembra, giuro”.
Cambiano latitudine, si infilano in altre lingue, si rifanno il trucco con materiali locali e poi – con una faccia tosta disarmante – si presentano al mondo con nomi tipo: “Parigi dell’Est”, “Venezia del Nord”, “Piccola Parigi”…
Pezzotti di archetipi urbani con un buon ufficio stampa.
Perché viaggiando ve ne sarete accorti tutti, il nostro pianeta è pieno di città con crisi d’identità.
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Ci sono castelli che sembrano essere usciti da un sogno, e poi scopri che hanno assistito al più crudo dei risvegli.
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Ci sono momenti nella vita in cui siamo chiamati a fare scelte importanti. Cambiare lavoro. Tagliare la frangetta. Prenotare un hotel.
E anche se la terza può sembrare la più innocente, vi assicuro che è la più subdola. (altro…)

L’eternità era un concetto che io applicavo alla dimensione cantieristica dell’A2. Una leggenda, un mostro mitologico, il simbolo immortale del fallimento italiano.
Fallimento, pensavo io.
Perché l’autostrada Salerno Reggio Calabria è finita, terminata. E il suo è anche un tracciato perfetto, dritto come la schiena degli operai italiani che hanno lavorato sul suo asfalto per oltre mezzo secolo.

L’essere umano possiede una straordinaria vocazione per l’arte del fare del male.
Ma per fortuna non siamo tutti degli spietati aguzzini che seviziano e umiliano gli esseri viventi. Esistono anche persone incredibili e dal cuore immenso come Cristina Lapis, la donna che ha creato il LiBEARty Sanctuary, un’oasi per ex orsi infelici nel cuore della Transilvania.

Rudy, Sissy, Birillo, Shadow, Argo…
Ci sono immagini che fanno male al cuore. Abbandonare un animale domestico è un atto da sciagurati, ma abbandonarne il ricordo lo trovo ancora più vergognoso. (altro…)

È una promozione eterna e che non prevede distinzioni di tratta, durata o stagione: con l’acquisto di ogni biglietto ferroviario, in omaggio ci sarà sempre un passeggero molesto, sgradevole e fastidioso.