L'Orsa Nel Carro Travel Blog

L’Isola d’If la prigione del Conte di Montecristo

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

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Concedetemi questa licenza linguistica ma SE un giorno dovessi diventare stramilionaria correrei immediatamente con una proposta di acquisto sul tavolo del Ministero dei Beni Culturali Francese. Vorrei ardentemente quest’isola tutta per me.
Il motivo è più che ovvio.
Non ho mai ceduto al fascino di isole esotiche e con mari cristallini da cartolina ma credetemi, questa oasi/prigione ha qualcosa che strega e irretisce i sensi.

Venite con me vi porto sull’Isola d’If la leggendaria prigione del Conte di Montecristo!

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

La breve attraversata in battello ha tutta l’aria di essere il meraviglioso prologo di un romanzo. E che romanzo!
In quelli che sono soltanto 20 minuti di navigazione in un mare blu cobalto possiamo ammirare da vicino le torri e le fortificazioni poste a guardia dell’ingresso del Vieux Port di Marsiglia.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Neanche il tempo di accomodarci sui sedili di prua che fra barche a vela e piccoli gozzi da pesca ecco l’Isola d’If!
E’ quasi un piccolo scoglio ma mentre ci avviciniamo il superbo profilo del suo castello appare via via sempre più minaccioso.

Vediamo l’approdo proprio davanti alla nostra prua ma il timoniere a sorpresa non rallenta per le manovre d’attracco e ci regala una breve circumnavigazione dell’isola.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Dopo una panoramica fantastica di quello che è poco più di un isolotto di 3 km quadrati scendiamo tutti diligentemente sulla banchina scavata nella roccia, senza accalcarci e aiutati dal nostromo che porge la mano a tutte le signore. Ah…la leggendaria galanteria degli uomini francesi!

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Nonostante il frastuono del mercato del pesce di Marsiglia si trovasse a pochissimi km in linea d’aria io qui ho provato una strana e indefinibile sensazione.
Qualcosa che ti zittisce anche i pensieri. Non saprei come definirla se non pace selvaggia.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Anche i turisti arrivati con noi e quelli già presenti sull’isola erano stranamente disciplinati, quasi come se l’atmosfera carceraria e austera d’If ne avesse imprigionato letteralmente ogni tentativo embrionale di compiere gesti fuori luogo.

Giuro che questa cosa mi ha sconcertata: i visitatori si aggiravano sull’isola, nelle celle e nei bastioni in totale e religioso silenzio. Anche le onnipresenti asiatiche non si esibivano in quelle maledette pose fashion.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Sarà il fatto che in un solo colpo d’occhio la natura mi regala un contrasto meraviglioso fra l’arenaria bianca e l’azzurro del mare ma quasi mi riesce difficile (leggi sprecato) immaginare galeotti, canaglie e farabutti aggirarsi in questo angolo impressionante di costa mediterranea.

Edmond ma perché sei scappato da qui? Mercedes doveva essere proprio tanto bella!

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SE le acque costiere italiane possono sfoggiare un’Isola di Montecristo, spetta invece alla Francia la gloria di vantare l’isola in cui Edmond fu rinchiuso prima di diventare “Conte” passando alla storia come il prigioniero più illustre, sventurato e vendicativo della letteratura.

E mentre l’aspetto selvaggio dell’Isola di Montecristo (quella nostra) ispirò talmente tanto Dumas da regalarla alle nostre fantasie come il luogo in cui Edmond ritrova il famoso tesoro, l’Isola d’If invece viene scelta dal grande scrittore francese grazie alla leggendaria invulnerabilità della sua fortezza, Chateau d’If.

“…Dantes oltrepassò il limitare terribile, e la porta si richiuse subito con fracasso dietro a lui. Egli respirava un’altra aria, un’aria mefitica e pesante; era l’aria della prigione…”
(Il Conte di Montecristo A. Dumas)

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Ma SE l’Isola di Montecristo purtroppo è visitabile a numero chiuso e con tanto di domanda scritta (con liste d’attesa di anni!), l’Ile d’If invece è tranquillamente raggiungibile tutto l’anno.

If è la più piccola di un arcipelago di oasi selvagge chiamato Arcipelago delle Frioul, poco più che grossi isolotti di pietra calcarea sparpagliati nel golfo di Marsiglia.

E scopro dunque che è vero: Chateau d’If deve la sua fama al fatto che mai nessuno riuscì ad evadere dalle sue mura.
Ma io comincio a sospettare che mai nessuno abbia coscientemente voluto scappare via da questa sorta di Alcatraz francese!

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Ovviamente non dico sul serio.
A vedere gli spazi angusti e bui delle celle viene da riflettere sulle terribili e crudeli condizioni in cui versavano i detenuti dei secoli scorsi.

Qui dentro a parte comuni malviventi sono passati (molti dei quali proprio passati a miglior vita) ugonotti, protestanti, rivoluzionari e prigionieri politici illustri come il Conte di Mirabeau, la Maschera di Ferro l’uomo la cui identità storica è ancora ignota o José Custodio Faria.
Si il famoso abate di Dumas è esistito realmente, non era un religioso ma un fervente attivista politico durante la Rivoluzione Francese.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Solo nel 1890 Chateau d’If smette di essere un tetro castello deputato alla detenzione e meno male perchè come accennavo per me è stato davvero surreale aggirarmi fra le celle umide e inquietanti, alcune delle quali cieche. Altre invece con vista mare.
E fra entrambe le tipologie onestamente non saprei scegliere la meno crudele.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

In una di queste celle per venire incontro alla sete di turismo letterario dei visitatori è stato inscenato un passaggio scavato nella roccia ad evocare il tunnel scavato da Edmond Dantes durante la sua detenzione.
E’ una mera concessione letteraria che però fa il suo bravo effetto.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Invece per nulla finti sono i graffiti che a centinaia istoriano gran parte delle pareti delle celle. No qui nessuna finzione scenica.
Guardandoli a momenti quasi mi commuovo.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Quale tentazione migliore di affidare all’esistenza millenaria di una pietra le sofferenze, i patimenti o semplicemente un pensiero, un segno del proprio passaggio?

Non esagero ma complice il silenzio e il buio delle segrete ho sperimentato dei momenti terribili ricalcando con le mie dita firme illeggibili, date e forme suggerite da una fantasia ormai distrutta, anch’essa privata della libertà.
E’ stato quasi come connettersi con la triste rassegnazione dei prigionieri, quasi come toccare le loro storie grazie alla ricca eredità testuale che essi hanno impresso ad If.

Oddio ma che m’ha fatto quest’isola?!

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Adesso mi riprendo con un po’ di storia

Prima di essere un’inespugnabile prigione di stato Chateau D’If nasce come fortezza militare.
La sua posizione strategica al centro delle principali rotte di navigazione la rese agli occhi del Re di Francia Francesco I il punto ideale per edificare una fortezza difensiva a guardia di Marsiglia e del suo importante porto.
Così nel 1524 venne ordinata la costruzione di un castello in pietra arenaria a pianta quadrata ma con soli tre torrioni (come il motore a tre cilindri) chiamati Saint-Christophe, Saint-Jaume e Maugouvert.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Dismessa la loro funzione bellica oggi questi tre imponenti torrioni regalano una vista pazzesca sul mare, sulle altre isole dell’arcipelago e sulla città di Marsiglia.

Da quassù noto la quasi totale assenza di vegetazione, qua e là soltanto piccoli e bassi arbusti, come a rendere più duro e greve il fascino rigoroso di un’ex prigione. Colpa dei venti mi dicono.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Oggi Chateau d’If ha perso la sua austera funzione diventando un tranquillo monumento nazionale, un museo con faro visitabile addirittura fin dal 1890.

Ma l’Isola d’If resterà per sempre nel nostro immaginario come il luogo di detenzione del Conte di Montecristo, il prigioniero di inchiostro che [mai] ospitò fra le sue celle.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

E grazie a questa fama letteraria molti sono gli spunti che If offre per visite guidate, mostre tematiche o eventi insoliti.

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Ad esempio ogni anno a giugno viene organizzata una rievocazione della fuga di Edmond Dantes, il Montecristo Challenge, una sfida in mare aperto in cui i partecipanti tentano di fuggire a nuoto dall’Isola d’If attraversando le tempestose acque del golfo di Marsiglia. Un’occasione speciale per sentirsi un eroe Dumasiano 2.0!

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

Isola D’If Info utili

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SE volete visitare quello che secondo me è uno de posti più suggestivi del Mediterraneo basta prendere il traghetto dal porto vecchio di Marsiglia. Il costo è di 10 Euro a/r, mentre il ticket per Chateau d’If è di 6 Euro e si acquista direttamente presso la biglietteria del castello.

Isola d'If la prigione del Conte di MontecristoIl Vecchio Porto di Marsiglia

Sull’isola ci sono servizi igienici, uno shop e un grazioso baretto, di quelli in cui il tempo sembra essersi fermato, in cui assaporare il caffè più ispirato che abbiate mai sorseggiato.
Vi lascio il sito ufficiale per info su orari e visite guidate.

E’ tutto. Pochi dettagli e molte [forse troppe] impressioni personali.
Dovete assolutamente andare ad If e struggervi laddove natura, storia e letteratura si fondono in una potente confusione di emozioni.

Special Thanks to Centre des Monuments Nationaux, Château d’If

*If in francese vuol dire tasso, non il mammifero ma la specie arbustiva. Tuttavia l’isola non deve il nome ad una pianta ma pare fosse la storpiatura della parola “hypos” che significa appunto petite île, piccola isola.

46 comments

  1. Oohh *_* Me ne hanno parlato i miei suoceri giramondo tempo fa, ma avevo sottovalutato il fascino dell’Isola del Conte di Montecristo! Vista la vicinanza con la Liguria non ho scuse per andare a vederla, magari approfittandone per una puntatina a Marsiglia. Mi piacciono quei luoghi in cui storia, romanzo e natura si intrecciano! Un abbraccio! :-*

    1. Cioè, questi suoceri sono il sogno di ogni travelblogger! Tantissima stima! Da campeggiatori a viaggiatori in giro per l’Europa, poi croceristi ed ora anche “raccontatatori” *_* Non suggerire loro di aprire un blog altrimenti ci farebbero una concorrenza spietata! 😛
      Ma infatti sei praticamente vicinissima dalla Liguria! Se vai a Marsiglia non perderti If e poi c’è la spettacolare Provenza…un sogno! *_*
      Grazie ancora Serena! 🙂

  2. Sto leggendo in questi giorni il Conte di Montecristo (mi stramaledico per aver aspettato tanto a leggere questo capolavoro) e leggendo il tuo articolo mi immaginavo le segrete dove l’abate Faria trasformò Dantes nel Conte più vendicativo della storia letteraria. Dovrò farmi portare dalla mia tour operator personale prima o poi.
    Buona serata!

    1. Ciao Bernie, appena la “titolare” passerà da queste parti coglierà sicuramente al volo la tua subliminale e velatissima richiesta! 😛
      Beh non è mai troppo tardi per apprezzare un grande classico anzi, secondo me se ne coglie il lato migliore. Un po’ come leggere i Promessi Sposi senza la pesantezza dell’obbligo scolastico 😉
      Ti ringrazio tantissimo per aver letto, buona serata anche a voi! 🙂

      Ps: aspetta aspetta…il prigioniero Bernie nelle celle di Chateau d’If…mhhhh ma non è che ti vuoi vendicare? 😀

      1. Quando ho letto il titolo ho pensato: “corro a leggere perché questo è uno di quei posti dove Bernie verrebbe volentieri senza fare tante storie come al solito” 😉 E per una volta ci troveremmo d’accordo su una meta che entrambi vogliamo vedere Poi Marsiglia non è nemmeno così lontana da noi, se non sbaglio in 4-5 ore di macchina ci dovremmo arrivare e poi è una città che da sempre voglio vedere.
        Scherzi a parte, ammetto la mia ignoranza e confesso che non sapevo dell’esistenza di quest’isola e infatti la prima volta che ne ho sentito parlare è stato proprio da te, prima della tua partenza per la crociera. E’ un posto strano: triste per le persone che tra le sue mure sono passate a miglior vita, ma comunque di una bellezza unica sia per il paesaggio circostante sia per la natura. Hai citato Alcatraz e in effetti le tue parole e le tue immagini mi hanno fatto tornare in mente la famosa prigione californiana: il contesto è diverso ma per certi versi simile perché anche lì l’allegra confusione del porto di San Francisco è a venti minuti di navigazione, e e sull’isola di Alcatraz si respira un’aria completamente diversa rispetto a quella della città. Sull’isola c’è la nebbia, fa molto più freddo che sulla terraferma e come anche a If nessuno parla, tranne le guide che ti accompagnano tra le celle. Da pelle d’oca!
        Buona domenica 🙂

        1. eheheh ma infatti il prigioniero, come da nome, intende proprio visitarlo questo posto e quindi io ti direi di approfittarne immediatamente! 😛
          Hai ragione, la sua tristezza viene amplificata proprio dalla bellezza del suo paesaggio, crea un contrasto unico che ti lascia dapprima senza parole e poi ti riempie di riflessioni.
          Credo che Alcatraz sia ancora più impressionante mi piacerebbe tantissimo visitarla e conoscere la storia proprio dalla voce diretta delle guide/carcerieri *_*
          Silvia su Marsiglia ti direi un “ni”, non ho visto molto però se dovessi ritornare non mi fermerei in città ma esplorerei la Provenza e i suoi dintorni 😉
          Ti ringrazio come sempre, buona serata anche a voi :**

  3. Ciao Daniela,
    Ho letto il post in religioso silenzio sentendo fin qui quell’atmosfera austera in cui voi visitatori vi siete sentiti immersi. Mi ha fatto una strana impressione vedere i graffiti incisi sulle mura delle celle.. quante grida di disperazione hanno ospitato. Par strano credere che così vicino ad una gremita Marsiglia potesse esserci un luogo di reclusione cosi spietato. Oggi a vederne i paesaggi si resta incantanti ma per chi vi era recluso è stato un inferno. Grazie Daniela per averci portato con te in silenzio in questo viaggio.
    Buona domenica

    1. Anche a me, è stato impressionante non sai quanti ce n’erano anche sovrapposti! Poi c’erano anche gli scarabocchi lasciati dai turisti ma quelli li ho sorvolati 😉
      E’ vero, tra l’altro proprio i marsigliesi non la vedevano di buon’occhio questa sorta di “spietato controllore” posto di fronte la propria città. Sai mi piacerebbe tornare per vederla in una giornata tempestosa, lì avrei proprio l’immagine spiccicata della prigione di Dantes! *_*
      Grazie come sempre a te Simona, è un immenso piacere oltre che un onore riuscire a farti viaggiare grazie alle mie parole! 😉
      Buona domenica!

  4. wow!!!!!! un posto davvero incantenvole, t invidio molto sai^_^
    foto da sballo poi..come sempre…
    buona domenica e grazie d avermi fatto viaggiare con la mente per un po ‘ 🙂

    1. Ciao Daniela! Sono io a ringraziare te per esserti fermata a leggere! ^_^
      Ti auguro buona serata! 😉

  5. Eh, ma che post fantastico! Quest’isola è la classica “chicca” che si tende a tralasciare, mentre tu ne hai colto ogni aspetto. Adesso però Orsa piantala, non ho abbastanza tempo per fare tutti questi viaggi!
    Buona domenica

    1. Ma come!!!??? Proprio io che questo 2018 ho viaggiato praticamente niente! Se non fosse stato per la crociera e per qualche gitarella in Italia ora sarei stata quì a parlarvi di ricette 😛
      E’ l’Isola d’If che ispira Marco! Ti ringrazio tantissimo per il complimento 🙂
      Buona fine-domenica anche a te!

  6. Complimenti. Compimenti davvero. Non conoscevo quest’isola…peccato perché essendo “ad un viaggio di traghetto” da Marsiglia, meriterebbe di essere più conosciuto. La descrizione che dai, da un lato mi ha portato un po’ di tristezza (pensare a tutte quelle persone morte lì) dall’altro molta riflessione, e anche stupore. Ho letto, guardato le bellissime foto che hai fatto e mi sembrava di essere lì con te. Grazie per questo viaggio

    1. Martina sono io che ti ringrazio tantissimo per le belle parole! <3 Quello del turismo letterario effettivamente è un filone di viaggio che tira poco, oggi si portano i viaggi sulle tracce di serie TV e film famosi a discapito dei grandi classici che pure sono stati ambientati in luoghi degni di nota.
      E' stato bello, intenso e a tratti terribile vedere If. Ed era una splendida giornata di sole, pensa se fosse stata avvolta nella nebbia *_*
      Grazie ancora!

  7. Che viaggio nel tempo che mi hai regalato Orsa!
    Le immagini e il tuo racconto, le tue emozioni e le incisioni sui muri del bastione: tutto mi ha riportato a quando Edmond Dantes era prigioniero sull’isola d’If, vittima dell’invidia e della cattiveria dell’uomo.
    Anche io mi sarei commosso, senza dubbio,e spero di poterlo visitare prima o poi, quel luogo al quale in qualche modo, nel bene o nel male, sono legato!
    Un abbraccio e buonanotte!

    1. Hey bentornati! <3
      Mi fa un mondo piacere averti riportato fra quelle pagine Alessandro! (a proposito ma perché dici nel bene e "nel male"?)
      Ti auguro di fare rotta verso l'Isola d'If prestissimo...però mi raccomando non farti imprigionare il cuore come è successo a me! 😛
      Un doppio abbraccio e grazie!
      Notte ^_^

      1. Grazie Orsa per il bentornati!
        Nel “male” perché comunque quell’isola è stato un luogo di prigionia, quindi di sofferenza! Quando a maggio ho visitato Alcatraz sono rimasto molto colpito dalle vicende accadute in quel carcere, tanto da poterle quasi rivivere passeggiando tra i corridoi, roba da pelle d’oca.
        Se mi ha fatto quell’effetto un luogo del quale mai nulla mi era importato prima, non oso immaginare l’isola d’If…

        1. ah ecco, chissà perché avevo pensato che ti riferissi a ricordi spiacevoli legati al periodo in cui l’hai letto! Meglio così 🙂
          Ci credo sul Alcatraz. Me la immagino proprio terribile terribile come esperienza di visita! O_O
          Vabbuò, immagino già quale sarà la sceneggiatura dei miei incubi stanotte 😛
          Ribuonanotte ^_^

  8. Leggendo il titolo e non conoscendo l’isola avevo immaginato di essere davanti ad un altro dei tuoi racconti sbalorditivi, tipo quelli sul DNA per intenderci. Un racconto di un’isola infestata di fantasmi per esempio. Poi, mi sono reso conto della straordinarietà del luogo che hai visitato e descritto. Mi hai fatto rivive l’ansia provata nel visitare La Rocca di San Leo. Gli spazi angusti, le celle fredde e umide, gli attrezzi impiegati per la tortura mi hanno impressionato non poco. Fa sempre effetto visitare i luoghi di sofferenza. Cerchi di immaginarti le pene sofferte dai prigionieri, le torture inflitte.
    Grazie Dany per avermi accompagnato in questo posto a me sconosciuto.

    1. Si questi luoghi fanno sempre un certo effetto, anche perché concretizziamo quello che abbiamo letto, studiato o visto nei film. A vederli live ci si “rimane” anche se si è in un certo senso preparati.
      No non era quel genere di racconto hahahah è presto per quelli, dovrete aspettare il 31 ottobre per la serie horror 😛
      Grazie a te per esserti lasciato accompagnare 😉
      Buona serata, anzi notte 🙂

    1. Ciao! Perdonami eri finita nello spam ma ti ho recuperata! 😉
      Vero, per quanto nessun adattamento cinematografico sia stato all’altezza di Dumas, anche io ho amato tutti (quasi) i film e gli sceneggiati! Sto scoprendo un sacco di estimatori di Edmond fra voi! <3
      Spero che tu riesca ad ammirarla presto allora, grazie per il tuo commento e scusa ancora! 😛

  9. Posso solo immaginare l’energia che si respirava lì dentro, anche se con le tue parole ne ho percepita molta. Un posto singolare da visitare ma che mi piacerebbe molto, per la sua storia, per i suoi eventi, per le sue caratteristiche… mi piace e me lo segno.

    1. Fortissima Marika, un’energia fortissima che proveniva da mille direzioni come il vento che sferza l’isola! Se dovessi decidere opta per la visita guidata 😉
      Grazie per essere passata, buonanotte 🙂

  10. Ma questa è una chicca! Ho letteralmente ripercorso alcune scene del Conte di Montecristo che, fra le altre cose, vorrei rileggere. Non sarà stato ospitato nelle sue celle, ma il tuo racconto me lo ha fatto in parte rivivere. Visitare questi luoghi di detenzione fa sempre un certo effetto, si prova a immaginare le sofferenze che possono aver subito i prigionieri ma ovviamente non lo si capirà mai appieno (per fortuna oserei dire).
    Buona serata
    Erica

    1. Erica ma sai che quasi quasi me lo rileggo anch’io? E’ un periodo che sul comodino non c’è nulla (a parte il telecomando che ovviamente è MIO e comando io!) perché la sera si crolla proprio! Rileggere i passaggi della detenzione di Dantes dopo averne visto la cella che ha ispirato Dumas avrà tutto un altro sapore! <3
      No per fortuna come dici tu non lo capiremo mai al 100%! Ti ringrazio, buonanotte 😉

  11. Nooo, ma io ci voglio andare subito!
    Hai messo nella ricetta un sacco di ingredienti ai quali non posso resistere: porto, castello, romanzo, storia e passione.
    L’avevo sempre sottovalutata come zona, quella di Marsiglia, ma ora non vedo l’ora di “sbarcarci” anche io, in un modo o nell’altro…
    In verità, ti confesso che mi sa che prossimamente dedicherò molto tempo alla Francia, perché sto scoprendo un sacco di località che non aspettano che me!
    Grazie del racconto, Dani…un mega bacio!

    1. Si ti do pienamente ragione! Ci sono regioni e paesini della Francia che sono adorabili e poi si mangia bene e si beve ancora meglio…cosa chiedere di più? 😉
      Su Marsiglia non ti saprei dire però, sono scesa dalla crociera (dalla mia cabina tra l’altro vedevo If) e mi sono diretta sull’Isola di corsa proprio! Ho solo gironzolato nel Vecchio Porto in attesa del battello.
      Grazie a te Ros! Un bacione grande a tutti e tre 😉

  12. non ti preoccupare, può succedere!
    Grazie per aver risolto 🙂
    Non so perchè ma, dal cellulare non riesco più a pubblicare i miei commenti in molti blog … ho scritto all’assistenza tecnica sperando che mi risolvano il problema!
    Grazie ancora e bbuona giornata!

    1. Eh mannaggia, a giro è capitato un po a tutti noi anche in passato, vedrai che si risolverà da solo devi solo avere pazienza…come se non ne avessimo già abbastanza! 😉

  13. Sai che mi sto rodendo le mani? Anno scorso, quando sono andata in Camargue in macchina sono passata proprio da Marsiglia, se avessi saputo di questo gioiello avrei fatto carte false per fermarmi. Eh, io lo sapevo che con questo post mi avresti portato su un’altra dimensione! Questi posti così fascinosi ed atroci al tempo stesso hanno la capacità di scindere ancor di più il mio povero cervello già scisso di suo: se da una parte scattano immediati gli occhi a forma di cuore, dall’altra non riesco proprio ad evitare la stretta allo stomaco. Immagino i brividi nel passare le dita nei segni lasciati da una povera anima costretta a veder passare la sua vita dalle grate di quelle poco più che feritoie. Grazie per avermi fatto scoprire questo posto. Ah sai, che la mia lista d’attesa all’altra Montecristo ha già compiuto qualche anno? maremma zucchina

    1. Eh ma sai quante volte capita anche a me di scoprire di aver fatto la barba a posticini stupendi? E poi te ne rendi conto solo quando torni a casa o leggi qualche articolo di un collega e amico blogger 😛
      Siii Marghe mi ricordo della tua domanda! E ricordo anche che pianificammo di calarci dagli elicotteri tipo squadra d’assalto 😀 Ossignore sono davvero passati anni? O_O
      Dai ci ripasserai sicuramente…magari la prossima volta che organizzerai un on the road in Sicilia hahahahahah! 😛
      Grazie a te, buonanotte! :**

  14. Questo è proprio uno di quei posti con un’anima tutta loro. Un’anima che quando li visiti ti avvoge e ti pervade. Leggendo il tuo articolo ed immaginandoti mentre sfiori quei graffiti carichi di dolore ci è sembrato di sentire le urla dei carcerati! Menomale che non è ora di dormire, sennò chi ci sarebbe riuscito? Un’isola piena di fascino, ma per il momento ci dedichiamo a questa grande prigione che è l’Australia! Lo sapevi che è nata proprio come colonia penale??? Un grande abbraccio orsa!

    1. Ragazzi quanto avete ragione! Piena di fascino davvero e forse proprio il silenzio rigoroso che si è impadronito di tutti noi visitatori ci ha permesso di sentire gli echi di quelle urla!
      Si sapevo che le origini dell’Australia derivassero da una colonia per galeotti però shhhhh…diciamolo sottovoce perchè pare che a loro rode ancora molto 😛
      Grazie di cuore per aver letto da laggiù! Bacioni!

  15. Hai descritto stupendamente quel senso di remoto che solo pochi posti magici al mondo possiedono. Che sia un ex carcere, un castello o un faro a me già solo il fatto che si trovano vulnerabili e indifesi in mezzo al mare affascina in modo straordinario. In questo caso però le suggestioni personali si uniscono a quelle letterarie e il quadro che ne esce fuori è questo tuo incredibile articolo, con delle foto stupende.. si sente che quest’isola ti ha rapito,Orsa❤️

    1. Alessia come stai? *_* Praticamente fra te e Fiammetta ho ricevuto due pensieri dai capi opposti del mondo, grazieeeee! <3
      E' vero è come dici tu, anche se prossima alla costa con una manciata di km quest'isola è talmente piccina che sembra realmente sperduta nel mare (anche se il suo passato è tutt'altro che indifeso) 😉
      E mi ha rapita si! A me e a tutti i visitatori! Immagina cosa può essere una visita a If durante una giornata con cielo plumbeo e mare spazzato dal vento *_* Altro che rapimento quanto vorrei vederla così!
      Sul serio, sui graffiti dei detenuti ho avuto una mossa di commozione... 🙁
      Ti bacio Alessia, buon proseguimento a S.Francisco e grazie ancora! :***

  16. In osceno ritardo, leggo questo meraviglioso post (Dani scusa, ma da quando sono tornata dagli States mi rendo conto di non aver più una vita normale ). Non sai da quanto volevo del tempo per potermi godere la lettura, e tu sei stata straordinaria!
    Credo sul serio che l’isola d’If ti abbia lanciato un incantesimo, perché hai scritto con tanto cuore. Sono stata sull’isola otto milioni di ere fa ( ), ma tu oggi mi hai fatto rivivere la magia. Oddio…personalmente ricordo meglio la figuraccia fatta quel giorno nelle celle, ma raccolgo la mia vergogna e mi dileguo.
    Che dire Dani? Quel mare stupendo, la fortezza e il cielo terso, sono un quadro perfetto! Sono felice che la visita ti abbia soddisfatta appieno e, lasciatelo dire, le foto sono una bomba!
    Ti abbraccio forte,
    Claudia B.

    1. Claudia ma non lo dire e nemmeno pensare, ci mancherebbe! 😉 Addirittura gli States ti hanno sconvolto la vita? Ahahahah quanto lo vorrei anch’io! 😉
      Ebbene si mi ha stregata, per fortuna che capita una volta su mille altrimenti se parlassi di ogni luogo in questo modo ne varrebbe della mia credibilità! Guarda, io davvero me la comprerei quest’isola per farci un principato, un regno indipendente con tanto di conio…lo so sto delirando 😛
      Ma sai che non lo trovo più il racconto sul tuo blog? Forse ne parlammo nei commenti o ricordo male?
      Ti ringrazio tantissimo per i complimenti Claudia, le foto dici? E’ che If ha stregato anche il cello! 😉
      Ti abbraccio forte anch’io :***

  17. Accipicchia! Sembra davvero questa isola sia magica perché ne parli con così tanto trasporto che sembra qualcuno ti abbia stregato! 😉 Mi viene il dubbio Dani che un giorno te la comprerai per davvero la tua isola d’If e vivrai come in un romanzo. Certo ad essere magica lo è davvero, però a me mette anche un po’ di inquietudine, non so se riuscirei a viverci. Non temere però, se mi inviti per una vacanza non mi faccio spaventare da nulla e ti raggiungo! 😉

    1. Non lo nascondo Simona, forse era un momento di debolezza o forse come dici tu è stata l’inquietudine: nel senso che ho riconosciuto l’inquietudine di quest’isola come la stessa che ospito dentro da una vita 😉
      Ma certo che ti invito! E portami una scorta di mozzarelle! 😛

  18. Orsaaaa mannaggia, in questi mesi mi sono persa un sacco di tuoi racconti! ma sono prontissima a recuperare! intanto questo… ma che posto è?! è magnifico!!! se ti va facciamo una colletta e compriamo un’isola dove i blogger si possono ritirare per scrivere in santa pace!

    1. Hey Stefania! Finalmente ti sei fermata o stai ancora in giro? 😉
      Ottima idea! Grandiosa idea! Crowfounding? hahaahahah guarda altro che isola, se ci mettiamo insieme ci compriamo proprio il ministero del turismo e dei beni culturali italiano così gli facciamo vedere come si fa la vera promozione! 😉

  19. Che bella visita hai fatto, e bellissime anche le foto! Mi è piaciuta molto la definizioe di pace selvaggia. Ho provato anche io questa sensazione, ultimamente, nel mio viaggio in svezia! …Pace selvaggia…

    1. Grazie! Ma è merito della location non della lente del telefonino 😉
      E’ una sensazione meravigliosa, per fortuna ogni tanto capita di provarla in luoghi come questo o come dici tu in Svezia, ora mi hai messo curiosità di saperne altro!
      A presto!

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