L'Orsa Nel Carro Travel Blog

Dal vecchio porto di Marsiglia a Montecarlo: la lunga notte di navigazione al tavolo verde

vecchio porto di Marsiglia

E’ ormai l’alba quando i motori di questo colosso galleggiante si spengono.
Siamo ormeggiati in un bacino portuale enorme. In lontananza riesco a vedere una costa dalla roccia calcarea così bianca e accecante che sembra un dipinto in cui una gomma gigante ne abbia cancellato via i colori.

Il vecchio porto di Marsiglia è lì a qualche chilometro in linea d’aria dal balconcino della mia cabina. Neanche il tempo di stropicciarmi gli occhi assonnati che già mi arriva il suo odore.
O meglio i suoi odori.
Sapete, sono indecisa se la parola Marsiglia mi rievochi maggiormente il profumo del sapone, della ratatouille o piuttosto della moquette del tavolo verde di un casinò.

Chi ha definito Marsiglia la “Napoli di Francia” aveva immensamente ragione.
Tante similitudini che vanno dalla calorosa accoglienza al buon mangiare, fino alla [purtroppo] radicata criminalità.

A Marsiglia ho riconosciuto lo stesso stile di vita italiano in molti aspetti.
E poi le urla dei pescivendoli, i colori, il caos del traffico cittadino.
Insomma a dispetto della storica rivalità fra Italia e Francia, se li chiamiamo cugini francesi un motivo c’è e l’ho trovato proprio qui, nel vecchio porto di Marsiglia.

La navetta MSC Crociere mi lascia a qualche isolato da quello che io definirei un boudoir di pescatori.

Nel Vieux Port de Marseille intimità e caos sono talmente inanellati che ci si può trovare persino un filo logico.

Il baccano cosmopolita delle caffetterie si mescola al richiamo dei gabbiani che corteggiano con garbo turisti e pescatori.
Carretti ambulanti di sapone, artisti di strada, ristoranti, hotel storici e centinaia di barche. Impossibile sottrarsi a questa dose di sano caos.

Questa lunga banchina “a U” è proprio pittoresca come la descrivono tutti: vivace, colorata, così affascinante con i lunghi ed antichi portici che la incorniciano.

È in questa naturale insenatura dall’aria così protettiva che arrivarono i primi coloni greci, è qui che nacque Marsiglia ed è qui il suo cuore cosmopolita continua a battere ogni giorno.

Mentre attendo il passaggio in traghetto verso l’Isola d’If decido di passeggiare fra i banchi del mercato del pesce.

vecchio porto di Marsiglia

Sono mattiniere le donne marsigliesi. Il mercato del pesce brulica di donne intente a scegliere gli ingredienti per la bouillabaisse, la tipica zuppa che si può gustare in ogni locale del vecchio porto.

I loro sguardi esotici tradiscono un corredo genetico dalla chiara provenienza lontana. Nord Africa, Armenia, Italia, Grecia.
Questa città è un gran melting pot di culture che convivono all’ombra di Notre Dame de la Garde, che domina il vecchio porto di Marsiglia dall’alto della sua collina.

A destra fotografo la pazienza dei pescatori che dipanano le loro reti, a sinistra le donne che spariscono col loro bottino oltre i colonnati dei ristoranti.

Alle spalle del Municipio e del vecchio porto di Marsiglia si estende infatti il Panier, il quartiere popolare che ancora una volta mi riporta all’ombra del Vesuvio.
Un crogiolo colorato di panni stesi, murales, profumo ammaliante di ratatouille e di cucina di casa.

E come se le mille riflessioni non bastassero, a capovolgere le emozioni ci pensa l’installazione artistica dell’archistar Norman Foster: un cielo artificiale che riflette la vita del vecchio porto.

È una grande tettoia di acciaio realizzata nel 2013 quando Marsiglia fu nominata Capitale della Cultura. Il riflesso capovolto di barche, pescatori, turisti e marsigliesi sembra davvero farti osservare tutto da un’altra prospettiva.

Non so dirvi quanto mi sia dispiaciuto lasciare questa atmosfera ma il richiamo letterario di Dumas è troppo forte. Da lì a venti minuti mi attendeva un’altra ondata di emozioni.
E poi il cartello perentorio “tutti a bordo entro le 17” non mi ha lasciato scampo.

Il vecchio porto di Marsiglia visto dal faro dell’Isola d’If

Quando riprendiamo la navigazione la grande nave da crociera sembra stranamente rallentare. Mi piace pensare che anche la Seaview sia dispiaciuta di lasciare Marsiglia.

Come le immagini di un film che scorrono davanti agli occhi di cinquemila croceristi sfilano lentamente le bianche falesie che si estendono per 20 chilometri fino a Cassis.
E poi isole e coste modellate dal Mistral alternate alle luci delle ultime città provenzali prima di accarezzare la Costa Azzurra.

Ecco Saint Tropez, poi Cannes e poi ancora Nizza. Chissà come sarebbe stato il mio primo incontro con la Costa Azzurra se non avessi scelto di passare il tempo nella prigione di Montecristo? Letteratura Vs mondanità? No non c’è storia né gioco.

A proposito di gioco, è notte fonda ormai quando in lontananza scorgo le luci scintillanti di Montecarlo.
Il bagliore riflesso delle mille barche, delle dimore principesche e dei lussuosi casinò si rompe al passaggio della bianca scia della Seaview.

E così complice la notte stellata di una calda notte di settembre mi ritrovo sulla passeggiata esterna del ponte 20 in abito da sera a fantasticare di glamour, di auto sportive e di tavoli da poker.
Non sono mai stata a Montecarlo ma una botta di vita in pieno stile monegasco prima o poi vorrei regalarmela.

Chissà magari quando sarò pensionata (???!!!) e magari in concomitanza con gli eventi glam che si tengono nella capitale di Monaco come la corsa di F1 o l’Ept di Montecarlo che si svolge dal 25 aprile a inizio maggio.

Mentre la fantasia cavalca sulle onde di un mare nerissimo mi accorgo che la brezza di mezzanotte comincia a farsi sentire. Sull’eco di una suggestione alla Proposta Indecente decido di passare la notte giù fra i tavoli rossi e verdi del ponte 7.

Il Platinum Casinò della MSC Seaview non ha nulla da invidiare agli stilosi casinò della Costa Azzurra, peccato solo che né io né Orso possediamo abilità alla Paul Newman e Robert Redford in La Stangata perché “a poker non giochi con le carte che hai in mano, ma con la persona che hai di fronte” (cit. 007 Casino Royale)

E noi di fronte avevamo un olandese, due americani e un giovanissimo napoletano.
Ma questa è un’altra storia.

 

26 comments

  1. Hai la capacità di portare dentro al racconto chi legge i tuoi post! Mi sembrava di essere lì con te nel porto di Marsiglia, tra un misto di profumi e colori, vociare e angoli più tranquilli…Pur essendo stata più volte in Costa Azzurra e Provenza, non mi sono mai fermata a Marsiglia, una città di contrasti, ma che deve comunque avere un fascino particolare. Mi hai convinta a darle una possibilità 🙂

    1. Che bel complimento che mi hai regalato Serena! Vero, un fascino particolare dovuto proprio ai contrasti e ai suoi profumi, mi raccomando se dovessi andare a Marsiglia ti consiglio la sacra triade: visita sull’isola d’If, scorpacciata di zuppa di pesce e giù di souvenir di sapone! 😉 Grazie ancora, ti auguro una buonanotte! :*

  2. Il Porto è la zona di Marsiglia che più ho apprezzato, la parte più caratteristica della città. Hai visto come sono graziosi i vicoli limitrofi? Sono inebriati dai profumi di spezie e rallegrati dalle voci dei bambini che giocano. Meravigliosa anche la basilica di Notre-Dame-de-la-Garde. Mi ricordo una scarpinata per raggiungerla… Dany, lo sai che ti immagino proprio girare tra i tavoli del casinò, con un meraviglioso abito lungo di colore nero e un bocchino porta sigaretta come le grandi dive dello spettacolo

    1. Vero, graziosissimi e che profumano di cucina di casa! Ma sei salito a piedi lassù? Noi avevamo optato per il trenino turistico che effettua le fermate nei punti più importanti compresa la basilica, ma il tempo sull’isola d’If è letteralmente volato via mi è dispiaciuto non vederla…a momenti rischiavo di rimanere a terra!
      Wow che film! In effetti hai azzeccato in parte: avevo si un abito da sera lungo e nero ma l’effetto non era PROPRIO PROPRIO PROPRIO come quello delle grandi dive! 😀 😀 😀 Ti ringrazio, un abbraccio e buon 25 aprile! 😉

  3. Un racconto così intenso che di quella passeggiata sul molo mi è sembrato di sentire e vedere tutto. Il profumo del mare e del pesce al mercato, le voci delle massaie marsigliesi che acquistano gli ingredienti per la zuppa, il soave rumore delle barche che incontrano il mare. Hai descritto un’immagine così pittoresca di Marsiglia che mi hai fatto venire il desiderio di andarci. Non che non mi abbia mai accarezzato l’idea ma la città si porta dietro una fama non molto bella e da sola non mi sono mai azzardata ad andarci. Chissà che George non si convinca.
    Comunque avrei voluto vederti sul ponte della nave in abito da sera!

    1. Ora sei tu con il tuo commento che mi ci hai riportata a Marsiglia Simona! No hai ragione da sola non è consigliabile, oddio non è che sia questo campo di battaglia pericolosissimo però ho sentito che piccoli scippi sono all’ordine del giorno, soprattutto a danno dei turisti (e delle turiste) 😉 Ecco la presenza di George sarebbe proprio l’ideale per tenerli lontani hahahaha 😉 😉 Eh come mia madre che ha avuto il piacere di vedermi in abito lungo (e non bianco) solo la sera del mio matrimonio 😛 Non è cosa mia, ho lasciato precise disposizioni di essere inumata con anfibi e pantaloni cargo 😉 (sto facendo gli scongiuri comunque) 😛 Grazie ancora Simona, un bacione!

  4. Ma cosa aspettavi a raccontarci questa tua esperienza marsigliese? Ce l’hai tenuta nascosta per troppo tempo 😉 Sei riuscita a portarmi con te lungo il porto, in mezzo a quei pescatori e tra quelle stradine del Panier. Pur non essendo mai stata a Marsiglia, in effetti la immagino un po’ come Napoli (anche se ho visto davvero poco di Napoli). E la magia della costa di notte, le luci di Montecarlo? Poi penso che su una nave da crociera sia tutto più magico, e anche una serata tra i tavoli da gioco fa subito James Bond ❤️

    1. Silvia non hai idea di cosa sia la cartella “bozze”, tanto che a contarli ci sono più articoli lì che articoli pubblicati sul blog! Mi fa piacere averti trasportata con la mente nel vecchio porto di Marsiglia, è un posto che piacerebbe a tutti voi per la quantità di cose che si potrebbero raccontare! E poi già ti vedo alle prese con una superba zuppa di pesce o una mega porzione di ratatouille 😉 Vero, vedere la Costa Azzurra da una nave da crociera è stato ancora più magico perché quelle luci lontane hanno scatenato la mia fantasia! Oddio…stiamo sempre la: fra i tavoli da gioco è subito 007 quando ci si aggirano giovani aitanti e con outfit impeccabili…ma quando vedi la sagra delle paillette e dei riporti cotonati più che James Bond sembra una parodia alla Austin Power 😛 Ti ringrazio immensamente Silvia! Un abbraccio e buon 25 aprile!❤️

  5. Cara Orsa, col tuo racconto e le tue foto mi sono sentito come quel marinaio di ritorno da un lungo viaggio, che guardava la costa di Marsiglia alla ricerca della sua Mercedes…no, non la macchina (questo lo scrivo per chi non ha letto Dumas, non per te!), ma una di quelle donne al mercato del pesce di Marsiglia! Prima o poi ci dovrò andare, all’isola d’If…prima o poi arriverò a Marsiglia e me la girerò con calma, per sentire quegli odori e quei profumi che benissimo hai raccontato!
    Un abbraccio Dani, e grazie per avermi fatto viaggiare un’altra volta!

    1. Calma calma conquistadòr di giovani casalinghe marsigliesi! 😀 😀 😀 Marsiglia non è glamour, non è bella di quelle bellezze instagrammabili ma ha qualcosa che ti “affattùra” come si dice a Napoli, forse perché è possibile riconoscere in questa città una sorta di origine primitiva dovuta al caos genetico che vi abita. Come un ritornare a casa. Non lo so sto vaneggiando! 😛 Comunque mi ricordavo della tua passione letteraria per il personaggio di Dumas, ti auguro di raggiungere quei luoghi quanto prima se ti chiamano e ti fanno vibrare così! 😉 Un abbraccio e grazie per aver viaggiato con me! 😉

  6. Penso mi piacerebbe Marsiglia! I pescatori con le loro reti, il mercato del pesce, l’odore di zuppa e poi tutta quella miscellanea di culture… Ah, che spettacolo!! Sono questi i posti al mondo che prediligo su tutti! Sai a fare il test del DNA alla gente di Marsiglia? Ci sarebbe da diventare matti, secondo me, per leggere i risultati… Ahahahah!! Ma dimmi un po’, hai vinto al casinò? E hai notato che il tuo bellissimo racconto sembra terminare come l’inizio di una barzelletta? Ci sono un olandese, un americano e un napoletano… Poi mi racconti come va a finire 😉 Un bacione!

    1. hahahaha è vero una barzelletta! Io volevo morire perché non so fare i conti nel gioco della “Scopa” (a true story) figuriamoci a Poker! E’ stato un completo disastro e quei volponi di compagni di gioco ci hanno cucinati per bene…altro che barzelletta! Abbiamo perso, per fortuna che non ci siamo giocati le proprietà in Costa Smeralda hahahahhah:P Al di là di tutto è stata una serata divertente scandita da un inglese supermaccheronico da parte di tutti e l’unica cosa che veramente si comprendeva erano proprio le risate 😉
      Comunque Marsiglia ti piacerebbe tantissimo, conoscendo un pochino i tuoi gusti l’ameresti proprio per i contrasti e per quel porto vecchio che sembra troppo un quadro! E il quartiere popolare ti invita a bussare nelle case per autoinvitarti a pranzo! Grazie come sempre Alessia! <3

  7. Dani hai descritto quel porto in un modo così incredibile che mi hai quasi convinta a partire. Lo sai con i Francesi io non sono proprio in sintonia e non dovrei neppure dirlo. Non ci siamo mai presi ecco. Di tutti i Francesi che sono passati nell’hotel in cui ho lavorato 12 anni non ne è passato neppure uno simpatico, scusami ma lo devo dire. Ho sempre avuto la sensazione che si reputassero migliori, superiori e che mi guardassero dall’alto. E a volte non era solo sensazione ma pure verità. Inevitabilmente questo mi ha portato a non essere proprio spinta a partire per la Francia. E lo so me lo dico da sola non è un ragionamento corretto. Per ora è più forte di me ma prima o poi lo supererò ne sono certa. Che poi come dici tu, siamo molto più simili di quanto si pensi! 🙂

    1. No davvero? Ma c’è una specie di calamita per francesi fetènti, cambiate subito intestazione all’hotel 😛 Scherzo, forse è davvero una terribile e incredibile coincidenza che tu li abbia incontrati tutti così! Prova a dargli una possibilità magari “in casa” partendo proprio da Marsiglia 😉 Ti ringrazio per essere passata Simona! :*

  8. Quando abbiamo nostalgia di casa ci basta leggere uno dei tuoi racconti Orsa! In un attimo ci siamo ritrovati a passeggiare nel mercato del pesce di Marsiglia, ne abbiamo percepito suoni, colori ed odori. I tuoi racconti riescono davvero a dipingere uno spaccato di quotidianità nei minimi dettagli. Anche noi non abbiamo mai sentito parlare benissimo di Marsiglia, ma siamo curiosi di verificare di persona! Ora ce ne torniamo nella nostra Francia australiana, unici due italiani della farm di mandarini dove stiamo lavorando! ma non è certo la stessa poesia! Un abbraccio!

    1. Ragazzi che cosa bella che mi avete detto! *_* Non lavorate troppo mi raccomando! Hahahahha è vero, la Francia australiana 😀 😀 Vi abbraccio anche io forte!

  9. Leggendo le prime righe pensavo tu avessi dormito e viaggiato su una barca di pescatori, uno dei miei sogni. 😉
    Non ho mai capito questa pseudo rivalità Italia-Francia, io la Francia la amo e i son anche accalappiata un francese (ovviamente non parigino). Marsiglia èincantevole e da tempo vorrei visitarla ma poi irrimediabilmente opto sempre per la mia amata Bretagna. Prima o poi dovrò cambiare rotta. Buon fine settimana.

    1. No…ehm era la nave da crociera ma piacerebbe anche a me l’esperienza a cui hai accennato. Conosco l’attività di pescaturismo ma che ci si potesse anche dormire a bordo no, se scopro qualcuno che lo fa ti giro subito l’informazione! 😉
      Gusti buoni tu eh! L’amata Bretagna e l’amato “non-Parigino” ehehehhe 😉
      Buona serata Lilly e grazie!

  10. C’è come un filo magico che collega i porti di tutto il mondo. Sono un ricco incontro di voci e profumi indimenticabili, che li rendono vivi e vissuti. Ricordo ancora il Vecchio Porto di Marsiglia, da cui anch’io sono salpata per l’isola d’If. Un passaggio troppo rapido in realtà…
    Non mi è bastato Dani, sogno di tornare per assaporare l’anima più vera di Marsiglia. A parte sentirne parlare molto bene, devo dire di esserne rimasta affascinata durante una puntata di “Unti e Bisunti”, con il grandissimo Chef Rubio.
    Non sarà più come vederla direttamente dal mare, mentre attraccavamo con la nave, ma posso accontentarmi!
    Buona domenica sera .
    Claudia B.

    1. Quanta verità in quello che dici, ma in generale la magia accade in tutte le città che sono lambite da mari e anche laghi e fiumi, non c’è nulla da fare hanno una marcia e un fascino in più. Ma bene dopo Angelers scopro che anche tu sei Rubiers! *_* Quella puntata non la ricordo bene devo andare a rivederla perché come mangia lui guarda…io m’incanto e scopro che deglutisco a vuoto hahhahah! Grazie mille Claudia! :*

  11. Non ci si fosse messo di mezzo il meteo, che pronosticava giorni di fitta pioggia per il ponte del 25 aprile, il nostro programma era di andare in Costa Azzurra, raggiungendo direttamente Marsiglia e poi tornando con calma verso l’Italia, toccando tutte le mete imperdibili, non essendoci noi mai spinti da quelle parti. Ma essendo il nostro mezzo la moto, abbiamo ovviamente cambiato programmi e ci siamo diretti verso il centro Italia (prendendoci comunque di quei lavandini che… A°#GjkH!?=r*!!). Grazie al tuo racconto, come sempre intrigante, però, ho potuto vivere un po’ dell’atmosfera che avrei voluto assaporare di persona!

    1. Nooo mi dispiace! Sarebbe stata perfetta Marsiglia come break pasquale! Invece di cambiare programma dirigendovi verso un “sicuro lavandino” non potevate cambiare programma cambiando semplicemente mezzo usando l’auto? Magari da quelle parti il meteo sarebbe stato anche più clemente! 🙁 Dai Marsiglia è sempre lì con il suo porto! Ti abbraccio e ti ringrazio Elena! 😉

      1. Questa volta il marito è stato irremovibile: prima di eventuali figli futuri, ancora qualche viaggetto in moto. Come dirgli di no!?

  12. Ho sempre pensato che prima o poi visiterò Marsiglia, Fabio non è della stessa opinione ma sono certa che dopo avergli fatto leggere il tuo post si ricrederà. È proprio una di quelle città che è difficile definire belle, nel senso “social” del termine ma che hanno un’atmosfera unica tale da attrarmi come le api con il miele. E poi, vedi mai che non ci scappi un pranzetto con qualche pescatore? (penso sempre al cibo, eh?)

    1. Vero, non è di quelle città belle belle come certe capitali dell’Est ma ha un’anima talmente intrigante che non c’è nulla da fare, ti prende!
      Non sei sola cara Erica, food on my mind hahahha! 😛 Un abbraccio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: