Oltre la grata: penitenza e detenzione nell’ex convento e carcere abbandonato

Oltre la grata del carcere abbandonato

Che ironia il destino, uno spazio di clausura intenzionale che diventa un luogo di detenzione involontaria.
Dalla preghiera alla rassegnazione, le secolari mura di queste celle hanno ospitato frati, reclusi, e infine offerto un riparo agli esclusi.
Ma a prescindere dall’intenzionalità, certa è la cattiveria del mare al di là delle grate, presenza fissa e spietata, laddove la penitenza quotidiana riconduceva a Dio o alla società.

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Viaggio nell’architettura del Ventennio

Out of bounds scritta Alleati Salerno

Out of bounds: letteralmente “fuori dai limiti”, vale a dire pericolo, fine della zona protetta, meglio non spingersi oltre.

Questa scritta campeggia dal lontano 1943 su un vecchio muro del centro storico di Salerno.
Gli Alleati anglo-americani, sbarcati qui con l’Operazione Avalanche, la lasciarono come avvertimento, una sorta di coprifuoco toponomastico per segnalare i tedeschi cattivi appostati oltre quel vicolo.

Bene, esattamente il contrario di quello che voglio dire con questo post. Io invece vi invito a svoltare l’angolo senza esitazione alcuna.
Sì, vi invito a ignorare e violare il coprifuoco. Senza paura. Perché la storia non è il nemico.

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Dal vecchio porto di Marsiglia a Montecarlo: la lunga notte di navigazione al tavolo verde

vecchio porto di Marsiglia

È ormai l’alba quando i motori di questo colosso galleggiante si spengono.
Siamo ormeggiati in un bacino portuale enorme. In lontananza riesco a vedere una costa dalla roccia calcarea così bianca e accecante che sembra un dipinto in cui una gomma gigante ne abbia cancellato via i colori.

Il vecchio porto di Marsiglia è lì a qualche chilometro in linea d’aria dal balconcino della mia cabina. Neanche il tempo di stropicciarmi gli occhi assonnati che già mi arriva il suo odore.
O meglio i suoi odori.
Sapete, sono indecisa se la parola Marsiglia mi rievochi maggiormente il profumo del sapone, della ratatouille o piuttosto della moquette del tavolo verde di un casinò. Continua a leggere

Il Cristo Velato tra alchimia, esoterismo e massoneria nella Napoli del 1700

visitare il Cristo Velato

Superati i primi cinque minuti di apnea per lo stupore, vengo sopraffatta dalla tentazione tutta infantile di soffiare, soffiare per sollevare quel sottilissimo velo bianco.
Un velo talmente realistico da sembrare vero.

E quando la vista si abitua completamente alla penombra, mi accorgo che quello che sto fissando incredula non è un sudario ma un virtuosismo irripetibile di panneggi scolpiti nel marmo.
Un unico blocco di calcare capace di zittire un’intera scolaresca che soltanto pochi secondi prima schiamazzava rumorosamente.

Incredibile come i tesori di Napoli abbiano la capacità di accendere violente fiammate emotive.
Sono poche le opere in grado di farlo con prepotenza. E il Cristo Velato è proprio questo genere di creazione ispirata.

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Rocca Calascio sulle tracce di Ladyhawke: il lupo, il falco e la fiaschetta di Montepulciano

Visitare Rocca Calascio in inverno
Medioevo, un non meglio precisato Anno del Signore.
Un cavaliere ramingo, un giovane ladruncolo, una dama dalla bellezza “che vola alto” e una crudele maledizione.
Ah e poi una leggendaria fortificazione con il suo superbo scenario abruzzese.
Be’ direi che c’è tutto l’occorrente per visitare Rocca Calascio sulle tracce di Ladyhawke. Continua a leggere

L’Isola d’If la prigione del Conte di Montecristo

Isola d'If la prigione del Conte di Montecristo

If*
Se

Concedetemi questa licenza linguistica ma SE un giorno dovessi diventare stramilionaria, correrei immediatamente con una proposta di acquisto sul tavolo del Ministero dei Beni Culturali Francese. Vorrei ardentemente questa isola tutta per me.
Il motivo è più che ovvio.
Non ho mai ceduto al fascino di isole esotiche e con mari cristallini da cartolina ma credetemi, questa oasi/prigione ha qualcosa che strega e irretisce i sensi.

Venite con me vi porto sull’Isola d’If la leggendaria prigione del Conte di Montecristo! Continua a leggere

Cosa vedere in Campania: gli Scavi di Pompei e le sue mura proibite

Scavi di Pompei

Quando l’ho visto sono scoppiata a ridere come una matta. Lo so sono una brutta persona.
Nei giorni scorsi è rimbalzata sul web la notizia del ritrovamento negli scavi di Pompei di quel povero abitante, l’ultimo fuggiasco come è stato definito, centrato in pieno da un enorme masso mentre scappava disperatamente dalla furia del Vesuvio.

Tra l’altro lo sfortunato, pare maschio 35enne, aveva una malformazione ossea che gli ha impedito di correre e mettersi al riparo.
Ma effettivamente guardando le foto e immaginando la dinamica, neanche il buon Pietro Mennea avrebbe potuto correre più veloce di quella sfiga volante da 300 kg.
Eppure io sto ancora ridendo devo solo vergognarmi!  Continua a leggere