Un giorno (tanto tempo fa) nel palazzo del Senatore

Il palazzo del Senatore

Negli anni ’30 agli occhi di un politico che da Roma tornava nel Mezzogiorno dalla propria famiglia, e ai propri affari d’imprenditore agricolo, il lungo viaggio doveva sembrare una sorta di Grand Tour.
D’altra parte non erano poi trascorsi così tanti anni dalla moda di letterati e intellettuali di fine Ottocento che intraprendevano il sacro viaggio di formazione tra le bellezze italiche.
Il finestrino di una carrozza come quello di una lussuosa Lancia Aprilia: cornici diverse, ma il quadro era lo stesso. Un alternarsi di bufalare, sprazzi di mare, piantagioni brulicanti di braccianti stagionali, immensi opifici per la lavorazione del tabacco.
E poi le antiche rovine della Magna Grecia.

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L’ultimo viaggio: la sposa imbalsamata del vecchio cimitero di Pietrastornina

Vecchio cimitero abbandonato Pietrastornina

Diverse credenze legate al passaggio nell’aldilà vogliono che l’anima del defunto debba attraversare un ponte, precisamente il ponte di San Giacomo, tanto comodo e agevole per le anime buone, quanto sottile come un capello per quelle cattive.
Talmente sottile che puntualmente precipitano giù, nel baratro infernale.

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L’ultima stazione: viaggio lungo una ferrovia abbandonata dell’Italia del Sud

Trekking lungo la ferrovia abbandonata Sicignano Lagonegro

Una linea ferroviaria non è soltanto un tracciato per viaggiare dal punto A al punto B.
I binari sono vivi (anche quelli “morti”), sentono, accumulano memorie, e a chi sa ascoltarli, raccontano cose.
Nei vecchi film western i guerrieri Apache erano in grado di sentire un convoglio a centinaia di chilometri di distanza soltanto accostando l’orecchio sul binario.
Al pari di una conchiglia che rimanda l’eco delle onde del mare, anche un binario canta di storie, di addii, di viaggi senza ritorno.
Ma questo succedeva fino al secolo scorso, oggi nell’epoca dell’alta velocità, un binario italiano mormora sommessamente di un Paese che non c’è più, un Paese per cui il fischio del treno era un suono carico di speranza.

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L’ultima messa: la chiesa abbandonata del carpino bianco

Chiesa abbandonata

Credere è un affare gratis, e come tutte le cose che non si pagano, mi provoca diffidenza, sospetto e scetticismo.
È facile colmare il vuoto morale con l’arte della devozione. La fede l’ho sempre trovata un ascensore comodo e gratuito per raggiungere la cima dopo aver toccato il fondo.
In qualità di non credente spesso mi ritrovo a entrare nella Casa del Signore nella condizione di essere priva di qualunque coinvolgimento.
E così osservo. (altro…)

Oltre la grata: penitenza e detenzione nell’ex convento e carcere abbandonato

Oltre la grata del carcere abbandonato

Che ironia il destino, uno spazio di clausura intenzionale che diventa un luogo di detenzione involontaria.
Dalla preghiera alla rassegnazione, le secolari mura di queste celle hanno ospitato frati, reclusi, e infine offerto un riparo agli esclusi.
Ma a prescindere dall’intenzionalità, certa è la cattiveria del mare al di là delle grate, presenza fissa e spietata, laddove la penitenza quotidiana riconduceva a Dio o alla società.

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