L’ultima cuccia: il cimitero abbandonato degli animali

Cimitero degli animali abbandonato

Rudy, Sissy, Birillo, Shadow, Argo
Ci sono immagini che fanno male al cuore. Abbandonare un animale domestico è un atto da sciagurati, ma abbandonarne il ricordo lo trovo ancora più vergognoso.

Mentre, infatti, chi abbandona un animale vivo non ha mai provato per esso alcun sentimento d’affezione, chi invece dopo anni di onorato servizio in famiglia si preoccupa di esequie, marmi ed epitaffi per poi dimenticarsene così, a mio avviso si macchia di un crimine ancora più antipatico.
Non ci sono scusanti, non c’è negligenza amministrativa. Non ci sono addetti cimiteriali imputabili.
La tomba è tua, lì sotto c’è un tuo “caro”. Un caro che, come hai fatto imprimere sulla lapide, resterà per sempre nella tua memoria.

Decori senza onori

Cimitero abbandonato degli animali

Per sempre un cavolo. Cosa ti costa strappare via un po’ d’erba? Sembrano essere svaniti nel nulla i proprietari di queste povere anime.
L’incuria di massa parla da sola: non una sepoltura è scampata al vergognoso disinteresse di amministrazione e padroni.
Date e nomi divelti, foto spazzate via, marmi spaccati. Su molte di queste piccole tombe sembra esserci passato un tornado.
Quello che ho davanti è un povero camposanto infestato da erbacce concimate a malinconia e tristezza.

Vecchio cimitero per animali abbandonato

Da un po’ di anni a questa parte non desidero altro che la polvere dell’abbandono sulle mie scarpe. E la mia è una caccia fotografica esigente e pretenziosa: dimore, chiese e ruderi più ammalorati sono più mi piacciono.

Ma questa volta è stato come ricevere un doloroso, quanto inaspettato, schiaffo in faccia. Lo ammetto senza vergogna, io ho lasciato questo posto in lacrime.
La commozione è sopraggiunta a tradimento alla vista delle sbiadite e infeltrite copertine di lana. Alla vista dei giochi, degli orsacchiotti di pezza, dei barattoli di crocchette lasciati lì, come se fosse impossibile rassegnarsi all’idea di non poter dar da mangiare al proprio cane mai più.
E poi il colpo di grazia leggendo alcune dediche.

Epitaffio cimitero degli animali

Umano/a, qui, dove c’è più silenzio, ora c’è troppo silenzio!

Cosa spinge una persona a cedere al business del caro estinto, a spendere soldi per una sepoltura regolamentare (in un cimitero pubblico poi!), per poi affossare memoria e civiltà sotto la lapide di marmo del proprio animale?

Sono soltanto animali

Cimitero degli animali

E pensare che un tempo l’idea di un cimitero per animali fosse completamente estranea alla cultura sociale.
A nessuno veniva in mente di dedicare uno spazio agli animali da compagnia in un cimitero comunale.

Agli occhi della massa non era concepito che si potesse provare dolore per la perdita di un animale domestico, ai proprietari non era dovuto elaborare il lutto, né tanto meno un posto in cui piangere e conservarne le spoglie mortali.
Mancava proprio qualunque forma di sostegno morale. “Era solo un gatto”, ci si sentiva spesso dire.

Nel XIII secolo San Francesco d’Assisi insegnava come anche gli animali fossero figli di Dio, eppure solo fino a pochi anni fa gli animali da compagnia deceduti erano considerati “carcasse” da smaltire come rifiuti speciali.
Cos’è cambiato allora? Quelli odierni sono segnali di civiltà oppure, più verosimilmente, le pompe funebri hanno fiutato l’affare?
Negli ultimi tempi sono molte infatti le aziende che si sono attrezzate per occuparsi della dipartita degli amici a quattro zampe. Dalle urne per la cremazione agli spazi regolamentati e costituiti giuridicamente come cimiteri per gli animali.

E poi ci sono casi straordinari come questo. Un cimitero comunale che cede una piccola area riconoscendo di fatto il ruolo di gatti, cani e conigli quali membri effettivi della società.
Essere sepolti nello stesso cimitero insieme al proprio animale d’affezione io lo trovo un mutamento nei costumi incredibile, un gesto di enorme civiltà che mostra (o dovrebbe mostrare) il lato umano più elevato.
Addirittura la regione Lombardia è andata oltre con una legge che consente di tumulare l’animale domestico nella stessa tomba del padrone.

Per quanto mi riguarda, legge o non legge, ho già dato disposizioni che i resti del mio felino (attualmente in un vaso sul balcone) dovranno venire con me, nella mia tomba.

“Ci sono dei posti in questo mondo che sono più vecchi di noi…”

Pet Sematary

E allora quale spiegazione, quale giustificazione per l’abbandono di questo cimitero per animali? Nessuna. È ben servito dai mezzi pubblici e ubicato in un punto facilmente raggiungibile.
No, nessuna spiegazione se non una criminosa mancanza di rispetto.

Spero che sia un caso isolato, che gli altri cimiteri abbiano una sorte più dignitosa.
E soprattutto spero che qualcuno se ne occupi con più regolarità e dedizione.
Anche perché, ironia della sorte, le cronache sono piene di testimonianze in cui, al contrario di certi umani, cani e gatti si recano ogni giorno sulla tomba del proprio padrone.
A modo loro si prendono cura della sepoltura dei propri cari dimostrando che IL LORO, anche se non espresso a parole su costosi marmi, è un legame che va oltre ogni cosa. Anche oltre la morte.

Purtroppo certe cose accadono solo nei romanzi e nei film, ma penso che in un mondo giusto e governato dal principio del contrappasso dantesco, questo sfortunato cimitero per animali dovrebbe essere gemellato con quell’ameno lotto di terra sperduto tra i boschi del Maine

Vecchio cimitero degli animali

orsanelcarro

Daniela, ormai per tutti Orsa. Amo esplorare ruderi abbandonati e omaggiare monumenti e memoriali di Guerra. In perenne e completo disaccordo con la maggioranza.

Questo articolo ha 20 commenti.

  1. Daniela, oggi mi hai fatto piangere. È un tema troppo caro per me. Mi fa male pensare a quel giorno quando verrà. Hai ragione: loro non farebbero mai mancare la loro presenza sulla tomba del padrone. Noi abbiamo portato più volte la piccolina a trovare la “nonna”. Con Mario, il suo preferito, non abbiamo potuto perché è un ingestibile bufalo cacciatore di gatti 🙂
    Come si fa presto a dimenticare i propri amori.
    So che Mario verrà con me ovunque, senza una lapide o un monumento. Perché l’amore non ha bisogno di orpelli.
    Un bacio :*

    1. orsanelcarro

      Ho pianto anch’io… sia sul posto sia rivedendo le foto sul cellulare. Rimango incredula allo spreco di questo atto di civiltà da parte del comune. Anche perché escludendo i più fortunati (quelli che posseggono un giardino), i più si devono attrezzare cercando un posto sperduto in campagna… oppure rispettare la legge dello “smaltimento”. Io sono stata irremovibile nell’intenzione di usare un grosso vaso rettangolare, guai a chi avesse osato distogliermi dall’idea!
      Mario potrebbe stupirti, gli animali sanno tirare fuori una sensibilità e un senso civico inaspettati! 😉
      “L’amore non ha bisogno di orpelli” parole sante le tue! Non ci pensare, un bacio anche a te! :*

  2. Aussie Mazz

    Io non so se vorrei che le mie tartarughe venissero deposte in una tomba con me. Per ora quelle – ahimè – decedute sono seppellite nel giardino dei miei, dove hanno vissuto e dove vivono le loro parenti. Credo sia giusto “lasciarle nel loro ambiente”. Non so però in futuro cosa deciderò, se mai dovessi vendere la casa dei miei.

    1. orsanelcarro

      Ecco tu sei uno di quei fortunati a cui alludevo nel commento a Simona, anche io se avessi avuto un giardino tutto mio avrei fatto la tua stessa scelta. Dipende dal vostro legame, la mia gatta è stata con me per oltre 16 anni, io ancora non riesco a guardare le sue foto senza stare male, è naturale che la voglia con me anche nel mio ultimo viaggio. Le tartarughe sono esseri piccoli, se dovessi cedere la proprietà potresti sempre recuperare i resti e riporli in un’urna, io non le lascerei lì. Grazie per la tua testimonianza! 🙂

      1. Aussie Mazz

        Sono molto indeciso perché le amo molto e non le vorrei nel terreno di estranei, ma anche staccarle dal luogo dove sono nate e cresciute mi dispiacerebbe. Chissà cosa deciderò in futuro (se dovrò farlo).

        1. orsanelcarro

          Certo, non è detto che il destino debba per forza metterti di fronte alla decisione di lasciarle o portarle con te. Nel caso saprai sicuramente prendere il provvedimento migliore 😉

  3. Rosalia

    Una grande tristezza ma anche un sorriso: Otto lo porto spesso al cimitero con noi quando andiamo a trovare il mio papà. Non si sono conosciuti ma siamo sicuri che si sarebbero piaciuti tantissimo!
    I nostri Sting, Silver, Chicchi, Sissi, Arturo e Zelda riposano nel giardino della villa dei miei sotto casa. Non ci sono lapidi ma cespugli di fiori.

    1. orsanelcarro

      E chi non l’amerebbe Otto, è irresistibile… sarebbero stati due compagnoni! 🙂
      Che bello, sono fortunati! È un bel modo per essere ricordati, anche perché lapidi&Co mettono tanta tristezza, al contrario dei fiori a cui invece si associa la freschezza della vita 😀
      Grazie anche per la tua testimonianza Rosalia 🙂

  4. La mia Mimì riposa nel giardino di casa (ha un piccolo albero di ulivo a fianco) e mi ritengo fortunata ad aver avuto la possibilità (anche legale) di poterlo fare. Dovessi vendere la casa non so cosa deciderei, probabilmente riesumerei i resti e li metterei in una urna.
    Un post davvero commovente Dani

    1. orsanelcarro

      Anche all’ombra di un ulivo è una sepoltura meravigliosa! Farei anch’io così, i futuri proprietari potrebbero (per carità, non volendo) violarne i resti… metti dei lavori di ristrutturazione ecc. La mia Susy è sul balcone, riposa in uno di quei grossi vasi rettangolari per i fiori. Ho i brividi al pensiero che prima o poi dovrò fare “manutenzione” per rinnovare la terra e risistemare tutto.
      Queste cose non vorrei mai vederle, sono uno strazio per i nostri cuori che danno al “per sempre” il giusto peso!
      Grazie Erica! 🙂

  5. Tu non conosci quello stronzetto 😀
    L’ultima volta che l’ho portato in un negozio ha alzato la zampa e fontana.
    Se hai visto io & Marley allora avrai un’idea di come è Mario 😀

    1. orsanelcarro

      ADORABILE! Mario è anarchicamente adorabile 😀

      1. orsanelcarro

        Simona, non ti scusare, ci mancherebbe 🙂 Stiamo chiacchierando tutti seduti allo stesso tavolino 😉

  6. Ti capisco benissimo quando scrivi di aver lasciato questo posto in lacrime. Io avuto cani e gatti e uno pensa che con il tempo e con l’età, quando ci lasciano farà sempre un po’ meno male della volta prima. E invece no. Ancora mi vengono le lacrime agli occhi se penso al mio micione che è mancato tre anni fa. O al gatto dei miei genitori, e ai due cani. Che tra l’altro sono tutti vicini a me: non osavo dirlo ma so che capirai quando ti confesso che sono tutti seppelliti in giardino, ognuno con una lapide. Mi hai davvero fatto commuovere con questo post: il pensiero di queste tombe abbandonate e dimenticate dagli umani fa male al cuore.

    1. orsanelcarro

      Infatti è l’abbandono della lapide a far male al cuore, non la lapide in sé. Ma poi tutte tutte, non una in ordine e “fresca” di visita! Non mi capacito come abbiano potuto 🙁
      Perché non osavi dirlo, è una cosa bellissima! 🙂 Tra l’altro ricordo del tuo giardino, mi avevi detto tempo fa che avevi creato un piccolo “pet cemetery”. Io trovo che sia di grande conforto averli vicino, soprattutto dopo anni (e oggi sono tanti, considerando la longevità di cani e gatti) di gioiosa presenza in famiglia.
      Non è vero che passa… la frottola che il tempo guarisce ogni cosa è una colossale truffa che facciamo a noi stessi.
      Mamma quanto ho pianto…
      Ti abbraccio forte Silvia! <3

  7. Giada

    Anche io mi sono commossa leggendo questo articolo. Non posso veramente credere che ci siano persone in grado di fare cose del genere… mi rifiuto di crederlo! Forse parlandone si può provare a sensibilizzare le coscienze altrui… un bacio :*

    1. orsanelcarro

      Più che parlandone direi denunciandone… Totò diceva che la morte è una “livella”, ma evidentemente qualcuno ancora considera gli animali come esseri di serie B, escludendoli e non contemplandoli affatto nella psicotanatologia.
      Grazie per il tuo messaggio 🙂

  8. dettabroad

    L’amore è semplice e spesso, per gli amici a quattro zampe, assoluto. Non ha bisogno di orpelli modaioli, ma di sguardi, gesti, perfino odori. E soprattutto di rispetto per qualcuno che non è un pupazzo ma ha temperamento e carattere. Rispetto anche nella malattia e nella morte. Sai, ricordo con piacere un piccolo cimitero che i fratelli Piccolo crearono nella loro casa a Capo d’Orlando per i cani e i gatti di famiglia. C’è ancora, resiste al tempo e continua ad essere curato. Visitarlo è continuare a scoprire la vita di questa famiglia siciliana. Non sono gli animali parte di noi?

    1. orsanelcarro

      Sai che mi ricordo di quando ci parlasti del cimitero della famiglia Piccolo? Creature fortunate i loro animali domestici!
      Dici bene, sono parte di noi, ma evidentemente a qualcuno quel temperamento e quel carattere non ha insegnato (e soprattutto lasciato) nulla vista la scarsa considerazione 🙁 Ho provato una grandissima pena, è un’incuria ingiustificata. E non esagero nel dire che sarebbe stato meno doloroso se queste piccole tombe fossero state vandalizzate…

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