Legami di pelle: la conceria abbandonata di Solofra

Cos’hanno in comune Osama bin Laden, Michael Jackson e una conceria abbandonata?
Beh, tutti e tre hanno tirato le cuoia.

Cos’hanno in comune Osama bin Laden, Michael Jackson e una conceria abbandonata?
Beh, tutti e tre hanno tirato le cuoia.

Bollata come organizzazione eversiva, e additata dall’opinione pubblica a quanto di più deviato ci fosse nell’estrema destra italiana di quegli anni, Gladio nei fatti era un esercito dormiente, un’armata parallela pronta a difendere l’Italia dalla minaccia dell’invasione russa (ma soprattutto rossa). (altro…)

Ci sono città che vengono ricordate per una cattedrale, una battaglia o per una specialità gastronomica.
E poi c’è Benevento, che a un certo punto della sua storia, è riuscita a farsi associare a creature dai poteri oscuri. (altro…)

Ci sono luoghi che non si visitano: si attraversano come soglie.
Sant’Agata de’ Goti è uno di questi.

Porta d’accesso alla Costiera Amalfitana, Salerno è nota per il bel lungomare, per la kermesse natalizia Luci d’Artista e per i numerosi scorci instagrammabili del centro storico.
Ma in ogni città turistica ci sono angoli nascosti spesso sconosciuti anche ai locali, gemme segrete capaci di sorprendere per offrire una prospettiva più autentica.

È vero, il progresso quando arriva asfalta e ricopre tutto, e spesso schiaccia tradizioni nate praticamente insieme all’uomo. E quando dico uomo intendo proprio l’uomo, il maschio.
Esatto… proprio quell’essere inferiore con la barba 😛

Diverse credenze legate al passaggio nell’aldilà vogliono che l’anima del defunto debba attraversare un ponte, precisamente il ponte di San Giacomo, tanto comodo e agevole per le anime buone, quanto sottile come un capello per quelle cattive.
Talmente sottile che puntualmente precipitano giù, nel baratro infernale.

C’è stato un tempo in cui sono stata felice.
Era il 1922, l’alba di un fiorente momento storico, ed io allora ero la più bella, la più ammirata tra i campi, la più ambita.
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Una linea ferroviaria non è soltanto un tracciato per viaggiare dal punto A al punto B.
I binari sono vivi (anche quelli “morti”), sentono, accumulano memorie, e a chi sa ascoltarli, raccontano cose.
Nei vecchi film western i guerrieri Apache erano in grado di sentire un convoglio a centinaia di chilometri di distanza soltanto accostando l’orecchio sul binario.
Al pari di una conchiglia che rimanda l’eco delle onde del mare, anche un binario canta di storie, di addii, di viaggi senza ritorno.
Ma questo succedeva fino al secolo scorso, oggi nell’epoca dell’alta velocità, un binario italiano mormora sommessamente di un Paese che non c’è più, un Paese per cui il fischio del treno era un suono carico di speranza.