Sant’Agata de’ Goti: cosa vedere nel borgo sospeso sul vuoto

Ci sono luoghi che non si visitano: si attraversano come soglie.
Sant’Agata de’ Goti è uno di questi.

Ci sono luoghi che non si visitano: si attraversano come soglie.
Sant’Agata de’ Goti è uno di questi.

Porta d’accesso alla Costiera Amalfitana, Salerno è nota per il bel lungomare, per la kermesse natalizia Luci d’Artista e per i numerosi scorci instagrammabili del centro storico.
Ma in ogni città turistica ci sono angoli nascosti spesso sconosciuti anche ai locali, gemme segrete capaci di sorprendere per offrire una prospettiva più autentica.

È vero, il progresso quando arriva asfalta e ricopre tutto, e spesso schiaccia tradizioni nate praticamente insieme all’uomo. E quando dico uomo intendo proprio l’uomo, il maschio.
Esatto… proprio quell’essere inferiore con la barba 😛

Diverse credenze legate al passaggio nell’aldilà vogliono che l’anima del defunto debba attraversare un ponte, precisamente il ponte di San Giacomo, tanto comodo e agevole per le anime buone, quanto sottile come un capello per quelle cattive.
Talmente sottile che puntualmente precipitano giù, nel baratro infernale.

C’è stato un tempo in cui sono stata felice.
Era il 1922, l’alba di un fiorente momento storico, ed io allora ero la più bella, la più ammirata tra i campi, la più ambita.
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Una linea ferroviaria non è soltanto un tracciato per viaggiare dal punto A al punto B.
I binari sono vivi (anche quelli “morti”), sentono, accumulano memorie, e a chi sa ascoltarli, raccontano cose.
Nei vecchi film western i guerrieri Apache erano in grado di sentire un convoglio a centinaia di chilometri di distanza soltanto accostando l’orecchio sul binario.
Al pari di una conchiglia che rimanda l’eco delle onde del mare, anche un binario canta di storie, di addii, di viaggi senza ritorno.
Ma questo succedeva fino al secolo scorso, oggi nell’epoca dell’alta velocità, un binario italiano mormora sommessamente di un Paese che non c’è più, un Paese per cui il fischio del treno era un suono carico di speranza.

Credere è un affare gratis, e come tutte le cose che non si pagano, mi provoca diffidenza, sospetto e scetticismo.
È facile colmare il vuoto morale con l’arte della devozione. La fede l’ho sempre trovata un ascensore comodo e gratuito per raggiungere la cima dopo aver toccato il fondo.
In qualità di non credente spesso mi ritrovo a entrare nella Casa del Signore nella condizione di essere priva di qualunque coinvolgimento.
E così osservo. (altro…)

“Autostrada” e “abbandono”, due parole che affamigliate suonano sovente come un male deprecabile e sciagurato. (altro…)

Che ironia il destino, uno spazio di clausura intenzionale che diventa un luogo di detenzione involontaria.
Dalla preghiera alla rassegnazione, le secolari mura di queste celle hanno ospitato frati, reclusi, e infine offerto un riparo agli esclusi.
Ma a prescindere dall’intenzionalità, certa è la cattiveria del mare al di là delle grate, presenza fissa e spietata, laddove la penitenza quotidiana riconduceva a Dio o alla società.