L’ultima messa: la chiesa abbandonata del carpino bianco

Chiesa abbandonata

Credere è un affare gratis, e come tutte le cose che non si pagano, mi provoca diffidenza, sospetto e scetticismo.
È facile colmare il vuoto morale con l’arte della devozione. La fede l’ho sempre trovata un ascensore comodo e gratuito per raggiungere la cima dopo aver toccato il fondo.
In qualità di non credente spesso mi ritrovo a entrare nella Casa del Signore nella condizione di essere priva di qualunque coinvolgimento.
E così osservo.

Oltre a osservare la bellezza storica, architettonica e artistica, a volte osservo loro: i presenti. Raramente quelli che scruto sono soggetti interessati, appassionati e, per così dire, colmi di devozione.

La comunità cristiana si reca (o dovrebbe recarsi) in chiesa per lodare Dio, e per entrare in comunione diretta con lui predisponendosi in modalità adorazione. Queste mura hanno una sacralità talmente potente da permettere all’anima di trovarvi rifugio, allontanandola dal male.
Entrare in chiesa, insomma, è una cosa seria. Eppure la stessa comunità cristiana ne permette l’abbandono.
L’Italia da Nord a Sud è piena di chiese abbandonate ormai ridotte in ruderi.
Ma perché?
Immagino che il bravo cristiano sia abituato a non farsi domande, lasciando certi interrogativi sospesi per sempre nel silenzio della notte eterna.

Dio a modo mio

Particolare di un altare laterale

Oggi le chiese quando non sono chiuse sono dei templi del business, e quando non sono aperte sono abbandonate. Mi scuso profondamente con chi è credente, potrei sembrare irrispettosa, ma oggi in chiesa si respira una retorica così banale e c’è un protagonismo talmente odioso e sfacciato da oscurare e estromettere completamente il “titolare”.
La triste verità è che le chiese sono senza Dio, ma in compenso con tantissimi “santi in paradiso”.
Le chiese sono semplicemente degli edifici costruiti dagli uomini e per gli uomini.

Se c’è mai stato un Signore nelle chiese, oggi di sicuro non c’è più.
Magari ha fatto “la mappatella” per trasferirsi proprio in una qualunque chiesa abbandonata, nella speranza che a qualche ministro di Dio col fiuto per gli affari, non venga la brillante idea di incoraggiare un turismo religioso delle rovine.
Perché il rischio c’è, è altissimo! Sono talmente tante le chiese abbandonate, che l’ampollosa grandiloquenza del business della fede potrebbe architettarci un itinerario ad hoc, come una sorta di percorso interiore in cerca del Dio perduto.
Del resto lo sport di fotografare le rovine è sempre più di moda, ci vuole un attimo a usarlo come leva per incentivare il cristiano a scandagliare, indagare ed esplorare il proprio animo come si esplorano le rovine (della fede).

Ma parallelismi idioti a parte, che fai, scopri sulla mappa una chiesa abbandonata e non ci entri?

Chiesa abbandonata: rudere o reliquia?

Chiesa abbandonata Campania

Isolata, dimenticata, aggrappata a una silenziosa e tenace resistenza: davanti a me c’è la chiesa abbandonata del carpino bianco.
Cerco d’immedesimarmi nel curato che viveva qui e mi viene da pensare: un premio o un castigo per essere destinato quassù, nel nulla?
A scrutarlo questo nulla mi domando anche che fine abbia fatto la comunità religiosa che in passato si è inginocchiata tante volte al cospetto di questo magnifico altare.

Eppure i cenni storici che ho trovato descrivono un complesso parrocchiale frequentatissimo. Da quello che ho scoperto questa circoscrizione viveva una situazione economica piuttosto fiorente e costituiva un punto di riferimento per l’intero villaggio. Gli inventari ufficiali parlano di molti possedimenti terrieri, boschi, castagneti e preziose suppellettili sacre.

Ma questo dev’essere stato tanto tempo fa, questi edifici non vedono l’ombra (e neanche l’anima) di un fedele ormai da secoli.
La chiesa è ridotta molto male, la canonica è sventrata e invasa dalla vegetazione, il campanile presenta delle lesioni impressionanti in punti cruciali, e il bel portale per accedere al piccolo cimitero è a un passo dal crollo.
Solo il rigoglioso carpino bianco al centro del sagrato sembra prosperare e assistere impotente al secolare e progressivo disfacimento della fede.

Ma la bellezza resiste all’oblioChiesa abbandonata particolare altare

Con una piccola opera di contorsione sono dentro. Non sono credente, lo ribadisco, ma è immenso il timore reverenziale mentre mi aggiro tra queste piccole e intime navate. Troppo bello l’altare, prezioso quasi come una reliquia.
Mi piace pensare che sia ancora in uso per celebrare funzioni e matrimoni in gran segreto.
Nonostante le ferite i due angeli custodi sono ancora così espressivi e così vivi nella lotta contro l’infinito.
Ma vuoi vedere che è forse questa la gloria eterna? L’equilibrio perfetto tra bellezza e decadenza?
Ecco, mi sento sopraffare da una strana esaltazione, sarà l’odore del muschio, la polvere, o quello strano lampadario così cocciutamente aggrappato a un filo.
È così ipnotico nel suo impercettibile ondeggiare al ritmo dell’eternità.

Chiesa abbandonata particolare lampadario

Distolgo lo sguardo per non farmi stregare… tra macerie e cappelle laterali noto un passaggio che conduce al vecchio campanile. Le campane! Lassù ci sono ancora le campane!
Vorrei tanto vederle da vicino, ma la scala non mi trasmette sicurezza, inoltre quella brutta lesione notata prima, e alcuni sinistri scricchiolii, mi fanno immediatamente abbandonare la missione suicida. Un conto è sostenere il peso dei secoli, altro è sostenere il peso di un’Orsa…

Lesioni su campanile chiesa abbandonata

Gli scricchiolii sembrano farsi più frequenti e minacciosi, così esco (a malincuore) per scattare altre foto all’esterno. Che gran botta: fuori la rinascita primaverile, dentro la dissoluzione dell’abbandono.
È qui che la rabbia mi è esplosa a festa, come uno scampanio domenicale.

Sono troppi gli edifici sacri abbandonati che subiscono l’onta dell’oblio. Alcune chiese addirittura sono retrocesse a stalle, ristoranti e civili abitazioni, come scandalosamente documentato da un fiorente mercato immobiliare.
Ma dov’è il senso di appartenenza della comunità cristiana quando accadono queste cose? Solo io m’indigno?

Secondo i codici del diritto canonico (Can. 1210 – 1212 – 1222), i luoghi sacri perdono il loro status in caso di profanazione, inagibilità, e se si trovano in uno stato di conservazione talmente compromesso per cui non è possibile procedere al restauro.
Ma è possibile che bastino delle erbacce e qualche parete in bilico per annullare la sacralità di una chiesa? Possibile che a nessuno importi di riportare Dio in questa bella chiesa abbandonata di montagna?

Navata centrale di una chiesa abbandonata

È decisamente da rivedere la lista dei peccati nel codice cristiano.
Non è forse un peccato condannare all’abbandono una perla come questa? Non è forse un peccato non far lavorare intere generazioni di restauratori, artisti, storici?
E ancora, non è un peccato mortale condannare i crolli ma allo stesso tempo permetterli?
Intanto queste mura urlano condanna e rassegnazione, e assurgono a simbolo di turpitudine e criminoso decadimento morale. Ma tant’è, questa è l’Italia che crolla.

Ruderi di una chiesa abbandonata in Campania

Il mio sguardo vola nuovamente lassù, verso la coppia di campane. Un tempo il bronzo era un materiale assai pregiato e prezioso, e trovo insolito che in una chiesa sconsacrata le campane siano ancora posizionate al proprio posto… come se fossero in stand by.
Io non voglio il male di nessuno, ma mi auguro che un giorno tornino a suonare anche, e soprattutto, per chi ha permesso tutto questo.

L’edificio è fatiscente e inagibile, ne sconsiglio vivamente la visita.
Reportage realizzato senza violare divieti e nel pieno rispetto dello stato di fatto.
Ho lasciando solo impronte, ho preso solo immagini.

12 comments

  1. Come non condividere tutte le tue considerazioni sulla devozione di facciata?
    Anche io come te non sono credente e così quando sono in chiesa “per cause di forza maggiore” finisco per far vagare lo sguardo sui dettagli architettonici ed artistici mentre la mente si lascia andare a riflessioni filosfiche.
    Nel centro storico della mia città c’è una chiesa, sconsacrata ormai, che da anni ha catturato la mia attenzione per la sua facciata insolita. Ho sempre desiderato vederla nel suo interno ma credo che sia di un privato perchè l’anno scorso è stata ristrutturata (meno male).
    Mi ha sempre meravigliato vedere come si sia rinunciato alla sacralità del luogo visto che tanto le sue mura esterne che il suo sagrato sono stati utilizzati per l’allestimento esterno di una pizzeria. Da non credente mi indigna la mancanza di indignazione verso un’offesa alla sacralità del luogo (secondo me lo è) sia da parte delle autorità ecclesiastiche che dei credenti.
    Tornando alla chiesa abbandonata del carpino bianco, forse la trovo uno degli urbex più suggestivi ed al tempo stesso inquietanti che tu abbia mai fatto. Non so perchè ma mi dà l’idea di un’apocalisse

    1. Visto? Ma come diavolo è (tanto per restare in tema) che l’indignazione la proviamo noi e non i fedeli? Possibile che il passaggio dai banchi di preghiera al bancone di una pizzeria passi come la normalità? Trovo inaccettabile e assurdo che a fare la differenza sia solo una formula scritta da parte delle autorità ecclesiastiche, così si scavano la fossa da soli, perché esaurita la vecchia generazione, io penso che i credenti saranno una razza in via di estinzione!
      Facciata insolita? Suona interessante, fammi sapere se trovi cenni storici e altre notizie!
      È vero, la sensazione è da “fine del mondo” ma devo essere sincera, a parte quello strano lampadario, c’era un’atmosfera… non so come spiegarla, di quiete e “serenità”. Anche il piccolo cimitero sembrava godersi la pace eterna 😉
      Grazie Simona!

  2. Nemmeno io sono credente per cui quando mi ritrovo in chiesa quelle due volte all’anno per le messe dei nonni, osservo le persone intorno a me e le cose che mi circondano. Non sono nemmeno un’esperta di arte, ma durante la predica del parrocco tendo a distrarmi facilmente e mi viene sempre da domandarmi se le persone lì intorno tutte rapite (dalla predica o dai fatti loro?) hanno occhi anche per vedere la bellezza che li circonda. Una chiesa abbandonata non l’ho mai vista e gli angeli sembrano veramente vivi, come se fossero stati appena scolpiti!
    Mi è capitato di trovarmi a cena in un eremo di campagna con chiesa annessa, e i proprietari del ristorante avevo deciso di mettere i tavoli anche nella cappella sconsacrata: è stata una sensazione strana, per tutta le cena. Ho avuto l’impressione costante di mancare di rispetto a qualcuno o a qualcosa.
    Continua con questi post, mi piacciono da matti!

    1. Ma la seconda che hai detto, ovvio! 😉 Anche a me è capitato di cenare in una chiesa sconsacrata, e come dici tu la sensazione è di essere irrispettosi nei confronti della sacralità (o ex sacralità) del luogo. Allo stesso modo cerco di mantenere un comportamento decoroso quando mi capita di entrare in un luogo sacro… a differenza di certi ferventi cristiani che adottano abbigliamento e modi di fare da picchiarli! Ma a questo punto ti dico “Amen”, se sta bene a loro sta bene anche a noi!
      Grazie Silvia, cercherò di implementare questa rubrica nei limiti del possibile… e della non violazione di proprietà private! 😛

  3. Altro che peccato, chi permette certi scempi andrebbe arrestato. Queste sono opere protette. Bellissima chiesa e ingiustificato abbandono.
    Io comunque sulla scala ci sarei salito 😀

    1. E il guaio è che con la moda dell’Urbex questi gioielli andrebbero protetti due volte: non solo dall’incuria, ma anche dai vandali! Le rovine purtroppo non attirano solo gli amanti della fotografia del bello&perduto, ma anche i ladri e i malintenzionati, pensa che ho saputo che fino a poco tempo fa la testa dell’angelo di destra era ancora al proprio posto 🙁
      Il campanile: Daniele, hai visto quella brutta lesione sull’arco, proprio sul punto di maggiore forza? Una vocina mi ha detto “non salire… o le campane suoneranno anche per te” 😛
      Grazie per la lettura! 🙂

  4. L’idea di trasformare le chiese abbandonate in mete turistiche mi sembra ottima. Se qualche alto prelato legge questo post potrebbe far tesoro di quanto proponi. Purtroppo nel nostro Paese molti edifici d’interesse storico sono condannati alla distruzione, dimenticati dai proprietari e dalle istituzioni. Gli edifici ecclesiastici non si sottraggono a questo destino. Gli stabili d’interesse sono tanti ed i soldi sono pochi. E’ sempre una questione di soldi, soprattutto nella Chiesa di Roma. Considerazioni a parte, che peraltro rispecchiano la qualità della società odierna, trovo questa ex Casa del Signore semplicemente stupenda. Le foto realizzate e l’effetto che hai utilizzato sottolineano lo stato malinconico in cui versa l’edificio sacro. Per fortuna non tutte le chiese condividono il destino di questo luogo ferito. La scorsa estate, scandagliando il territorio calabro, mi sono imbattuto nei ruderi del borgo antico di Bianco abbandonato dopo due eventi sismici disastrosi. Da qualche anno la Chiesa dell’antico borgo è risorta ed è stata restituita alla popolazione dopo lavori di consolidamento e valorizzazione. Oggi vengono celebrate messe e matrimoni. Brava Orsa, ridoniamo splendore ai posti abbandonati della nostra Italia

    1. Alla questione soldi io aggiungerei anche il discorso “volontà”, so per certo dell’esistenza di varie iniziative di recupero da parte di privati cittadini (non mi riferisco a questa chiesa in particolare ma a un’altra simile che versa nelle stesse condizioni). È incredibile come la volontà di fare si scontri con la mancanza di volontà di fare da parte degli organi preposti. Burocrazia? Interessi? Situazioni assurde, irragionevoli e contraddittorie all’italiana? Se da un lato siamo impotenti, dall’altro invece siamo sottomessi alla logica di quell’odioso “e io pago”…
      Bello l’esempio calabro di resurrezione, restituzione e valorizzazione, se solo fosse più diffuso!
      Grazie come sempre, Fausto! 🙂

  5. Concordo con te, la fede per molti spesso è solo di facciata: dalle mie parti si dice “basabanchi ciavasanti” ossia bacia banchi frega Santi, e li inquadro più o meno nella gente sopra una certa età (prossima alla terza), sono quelli che vanno in chiesa tutte le domeniche e poi quando escono magari sono intolleranti verso il prossimo, pure razzisti e i valori cristiani restano solo dentro le mura della chiesa. Come dici tu, la fede a volte è un ascensore verso la risalita molto più comodo. Il turismo di chiese abbandonate o sconsacrate potrebbe essere una bella idea, specie per le reliquie che vi si trovano al suo interno. Belle le foto rendono proprio l’idea dello stato di abbandono

    1. Ecco “basabanchi ciavasanti” rende l’idea alla perfezione, le espressioni dialettali sono sempre precise come un bisturi! 😉 Ti ringrazio Luca, le ho scattate con il mio nuovo Google Pixel, non vedo l’ora di provare la sua funzione “astrofoto”, aspetto una nottata tersa ma devo allontanarmi il più possibile dalle luci della città 😀

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