Colmar: cosa fare e cosa vedere in 48 ore

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Colmar è una deliziosa cittadina alsaziana, conosciuta per le sue caratteristiche case a colombage, ossia con intelaiature lignee a vista.
Molte sono le regioni europee che vedono i propri centri storici abbelliti da queste facciate particolari: dalla Francia alla Germania, dall’Inghilterra alla Polonia.
Colmar tuttava non è famosa soltanto per le casette a biscotto tutte da mordere ma, anche per la Petite Venice, per aver dato i natali a Frédéric-Auguste Bartholdi il padre della Statua della Libertà e per ospitare diversi musei interessanti dai quali prendere spunto per una visita culturale piuttosto che di puro svago o intrattenimento.
Nei precedenti post su Colmar vi avevo spiegato come arrivare e dove mangiare;
eccovi invece alcuni suggerimenti su cosa fare a Colmar, anche in caso di pioggia (si, perchè io ne ho beccata tanta 🙁 ).
Sapete bene che non sono una museo-addicted, tuttavia è stato tutto molto interessante.

Museo Bartholdi
30, Rue des Marchands

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Frédéric-Auguste Bartholdi, noto anche con lo pseudonimo Amilcar Hasenfratz, è stato un fervente patriota francese, nonchè sostenitore garibaldino! Non ci crederete ma indossò la giubba rossa e aiutò Garibaldi sul campo durante la guerra franco prussiana del 1870. Scultore, pittore, massone…il mio eroe! Non potevo non visitare il museo a lui dedicato, proprio nella sua casa natale a Colmar!

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Sistemate in splendide ambientazioni, in questo museo sono collocate numerose riproduzioni in scala nonché studi di alcune delle sue più celebri opere: dal colossale Leone ai piedi della Fortezza di Belfort alle innumerevoli varianti in corso d’opera della Statua della Libertà. Guardate nella foto in basso quanto è intenso e, pieno di forza, questo gruppo equestre di Vercingetorige!
Ho potuto camminare sui pavimenti scricchiolanti in legno della sala da pranzo, della magnifica biblioteca e della sala per intrattenere gli ospiti. Bartholdi era un tipo fuori dal comune! Potete farlo anche voi da casa! 😉 Sul sito del museo potrete effettuare una visita virtuale, aggirandovi fra le sale espositive, in puro stile Street View!

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L’ingresso costa 5.50 euro a persona; per maggiori info www.musee-bartholdi.fr

Museo del giocattolo
40, Rue Vauban

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Qui è possibile tornare letteralmente bambini attraversando interi secoli di storia del giocattolo. Una collezione di 2000 pezzi disposta fra i piani di un edificio che in passato era dapprima una fabbrica di birra e poi un cinema! Attuamente il piano terra ospita una favolosa mostra temporanea di Robottoni giapponesi degli anni 80!

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Siamo impazziti di gioia a guardare i modellini (alcuni rarissimi) protagonisti dei cartoni animati che guardavamo da piccoli. Da Jeeg Robot a Daltanious, passando per Voltron a Gaiking. Per alcuni di voi sto parlando letteralmente giapponese vero? Il piano superiore è dedicato alle bambole: vetrine e vetrine di occhi inquietanti che ti guardano “in coro”. Da pelle d’oca.

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Guardate questa particolarità: una bambola con il busto interamente sagomato in sughero: un meccanismo a molla le consente di muovere braccia e gambe ad imitare il nuoto a rana. Un’intera sezione è dedicata alle Barbie e BigJim: letteralmente una sfilata di vestiti ed oggettistica. In una sala laterale del museo si possono ammirare vetrine allestite a Puffolandia, teche con tutte le armature dei Cavalieri dello Zodiaco e tanti altri giocattoli protagonisti della nostra infanzia (quando dico nostra infanzia intendo quella dei 40/50enni di oggi). E se state riconoscendo in questa foto Capi, Zerbino e Joli Coeur vuol dire che siete dei vecchiazzi!

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Alcune postazioni del museo del giocattolo sono anche interattive. E’ possibile giocare con console Sega, Commodore 64, vecchissimi esemplari di Nintendo ecc: un ambiente in cui i suoni ricordano tanto quelli di una sala giochi dei bar di tanti anni fa.
Ad un certo punto, durante il percorso, vengo incuriosita da un enorme tendaggio rosso posto in uno stanzone nascosto e buio: un sipario di stoffa pesante che celava qualcosa di inimmaginabile.
Spostandolo (con molta fatica) scopro un’orchestra meccanizzata di bambole dai volti grotteschi ma bellissimi. Mentre fissavo, completamente rapita, questi “musicisti” immobili, muti ed in penombra, quasi rischio il collasso quando un addetto mi arriva alle spalle!

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Con un cenno mi indica di sedermi sulle sedie messe a mo’ di platea; sedie che neanche avevo notato! Tempo 5 minuti ed il sipario si apre sull’orchestra che si anima ed intona una melodia classica che zittisce tutti i presenti (tranne il bambino scassacazzi del minuto 0.26). Perdonate il video di scarsa qualità e la mano poco ferma! Vi assicuro che live, il concerto era very inquietante! 😛

Il piano superiore invece è dedicato ai treni. Interi diorami con locomotive e riproduzioni bellissime che attraversano il salone da una parte all’altra. Il mio piano preferito! Ad un certo punto mi blocco, come se avessi visto la madonna: appesa al muro c’è la targa di una carrozza dell’Orient Express. Chiamo subito gli addetti alla sicurezza e, in un francese maccheronico chiedo se fosse autentica. Quando mi dicono di si, non credo ai miei occhi e comincio a toccare la targa metallica come fosse una reliquia…quasi con le lacrime. Il viaggio in Orient Express è uno di quei Traveldreams che non potrò mai permettermi! Sapete quanto costa? No? Non andate a googlare se non volete rovinarvi la giornata 😀 .

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Anche sul sito del Museo del giocattolo è presente il servizio “visita virtuale”. L’ingresso costa 5.00 euro a persona; per maggiori info www.museejouet.com

Museo Unterlinden
1, Rue des Unterlinden

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Per tutti gli amanti della storia dell’arte questo è un museo imperdibile, vuoi per i contenuti, vuoi per la splendida cornice: un ex convento domenicano. Passeggiando fra suggestivi chiostri gotici e sale con collezioni inestimabili, arriverete ad ammirare il “pezzo Vip”: la Pala d’Altare di Isenheim. Gli scatti non sono miei. Non abbiamo potuto ammirare questo gioiello perchè il martedì è giorno di chiusura. Il giorno seguente, con un quel regalo inaspettato dal meteo, mi dispiaceva un tantino chiudermi in un museo…per quanto meraviglioso.

www.musee-unterlinden.com

E se non piove?

Ahh e se non piove gironzolate liberamente fra i vicoli, ammiratene le vetrine ricche di balocchi, dolci e graziosi souvenir, fate un giro nel mercato coperto oppure rilassatevi nel suggestivo parco chiamato Square de la Montagne Verte.

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Oppure ancora aggregatevi, come ho fatto io, ad una comitiva di coreani vestiti a primavera (con appena 2 gradi!) ed effettuate il giro del canale di Petite Venice.

Giro nel Canale La Lauch

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Il piccolo tour, operato dal servizio Les Bateliers de la Lauch, dura circa 30 minuti e, al costo di 6 euro a persona, verrete trasportati su un’imbarcazione di legno che è un mix fra una chiatta e una gondola, lungo il corso del La Lauch. In alcuni punti dovrete abbassare la testa e quasi stendervi sul fondo della barca per passare sotto dei ponti bassissimi. Poi, appena fuori dal centro abitato, si passa in uno dei tratti navigabili più belli che abbia visto: fra salici piangenti, approdi privati molto caratteristici, piante ed uccelli acquatici verrete abbagliati da colori stupendi. In questa zona vige il divieto di parlare con tanto di cartelli! Infatti anche l’imbarcazione è spinta da un motore elettrico, silenziosissimo anch’esso. Per un attimo mi è sembrato di solcare qualche fiume fiabesco!

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Statua della Libertà

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Appena fuori Colmar, in soli 10 minuti di autobus (linea urbana 7) si può arrivare nella zona industriale. Qui, fra tanti alberghi low-cost, un piccolo aeroporto locale e diversi centri commerciali, è possibile fare un salto a New York!
Anche se non è proprio Liberty Island, sempre di “isola” si tratta: una trafficatissima rotatoria #petalosa ospita infatti una copia in scala della Statua della Libertà.
Quel giorno di un freddissimo aprile alsaziano, fra macchine e camion che sfrecciavano a tutta velocità, due turisti italiani facevano i deficienti a suon di selfie. Potevamo andare a Colmar e non fare questa pazzia?

Vi lascio con gli scatti di alcune facciate e vetrine particolari, come l’altrettanto inquietante negozio interamente dedicato agli omini di marzapane, le sardine di cioccolata, o le lampade “spazzate dal vento”!
Sapete bene che non ho una pagina Fb (neanche personale) ma su AlsaceBook corro ad iscrivermi per direttissima!

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Questo articolo è stato giudicato “Best Travel Post” del mese di giugno 2016 dalla community di Travel365. Grazie di cuore a tutti i colleghi blogger che hanno votato ed apprezzato!

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31 pensieri su “Colmar: cosa fare e cosa vedere in 48 ore

  1. Carinissima Colmar ma…………………. perché ho guardato quella foto e quel video?! PERCHE’?! Avrò gli incubi, mi ricordano troppo il “bambolotto” inquietantissimo dell’Enigmista :O

  2. A me invece il concertino è piaciuto, urla terrorizzate del bambino incluse… ma d’altra parte con un direttore d’orchestra così come non capirlo, povero E il “divieto di parlare” assolutamente geniale e civile, pensa imporlo dentro al Colosseo, o agli Uffizi, o in qualsiasi altro luogo caciarone d’Italia 😉

    • Ciao Giorgia, lo spettacolino inquietante in fondo è piaciuto anche a me: era la giusta chiusura alla visita di quel piano del museo pieno di piccoli occhi 😀 😀
      E’ bastato dare un’occhiata al cartello e tutto il barchino si è zittito all’istante.
      Non credo che in Italia verrebbe rispettato sai?
      Siamo “caciaroni inside”…
      Grazie per essere passata, ti auguro buon fine settimana!

  3. Ciao, Daniela! Leggendo i tuoi articoli ho scoperto questa città che proprio non conoscevo, un altro posto da aggiungere alla lista da visitare… una lunghissima lista, vabbè. Di musei contenenti bambole assassine ne so qualcosa: visto quello nella Rocca di Angera, ne ho avuto abbastanza per molti anni in termini di pelle d’oca. E quel concertino da brividi?
    A parte gli scherzi, mi sembra davvero una località adorabile. Grazie per avermela fatta conoscere. Buon weekend 🙂

  4. Sono una vecchiazza…ho riconosciuto Capi, Zerbino e Jolie Couer.. Che posto magnifico il Museo del Giocattolo!! Sarei impazzita di fronte la carrellata di Barbie! Non mi ha aperto il video del concerto, riprovo dopo con una connessione migliore….ma se poi me ne pento? Ciao!

    • Immaginavo che tu e Silvia li conoscevate quei nomi hahah!
      Avevo fatto le foto alle vetrine delle Barbie ma non sono pubblicabili! Addirittura c’era la Barbie astronauta! Io non la ricordavo affatto!
      Un giorno dovrai portarci Sami e fargli vedere tutti i bei giocattoli della nostra infanzia!
      Guarda, io il video l’ho visto “Live” e sono ancora viva.
      Non so se a monitor abbia lo stesso effetto della cassetta di TheRing! xD
      Nel dubbio non lo guardare hahaahah!

  5. Ma quanto è fiabesca Colmar? E in una città così fiabesca non poteva certo mancare un museo del giocattolo con tanto di bambole inquietanti e concertino dell’orrore!
    Bellissima!
    Sono anni che tenevo d’occhio un giro in auto dell’Alsazia e a quanto pare facevo bene!
    😀
    Un bacione cara Daniela! <3

    • Fai bene si! Oltre Colmar (che è più turistica) ci sono villaggi graziosissimi in tutta l’Alsazia.
      Come dissi a Silvia, se dovete andare con l’auto, assicuratevi che il bagagliaio sia mooolto grande! 😉
      Fra vini, souvenir e prodotti tipici…sto giro l’ho odiato il bagaglio a mano! xD
      Ciao ragazzi!

  6. Ciao Daniela, ti ho lasciato un commento ieri dal cellulare ma evidentemente qualcosa è andato storto! Comunque il mio commento ricalcava quello di Alessia: sì, i nomi dei personaggi dei cartoni purtroppo li ho riconosciuti tutti, altro che giapponese!
    Ma quelle bambole con l’ombrello quindi sono veramente lampade???

    • Si Silvia, visto che particolari?! Le ho fotografate in una vetrina del centro, credo che fossero abat jour o comunque lampade da tavolo. La lampadina era avvitata nell’ombrello rovesciato.
      Non è forse una scusa per andare a Colmar e comprarne una?
      Ah, il prezzo era di 225 Euro (me lo ricordo bene)…lampadina inclusa (forse) 😀 😀
      Ciao, buon fine settimana!

  7. Ciao Daniela non sapevo che a Colmar ci fosse un museo del giocattolo! Fra qualche anno diventeranno reperti archeologici…mi ha fatto ripensare ad un video che girava in rete un po’ di tempo fa in cui a diversi bambini davano i giochi dei loro genitori e, a parte non sapevano come giocarci, erano schifati! Comunque quando andrò a Colmar intaseró anche io il traffico per farmi una foto sotto la sorella di Lady Liberty! Ahahahhhh!
    PS:io sono una fifona, il video non l’ ho aperto!

    • Guarda, anche se oggi i bambini sanno smanettare sul web meglio di noi adulti, la mia infanzia non la cambierei per nulla al mondo. La nostra sì che era “fanciullezza”!
      Ma noo Vale, non è nulla di chè 😉 anzi la melodia è molto carina, anche se disturbata dal pianto della creatura! 😀
      Non farmici pensare…abbiamo rischiato di essere investiti di brutto hahaahahh!
      Ciao e grazie per essere passata!

      • Sono d’accordissimo con te! Anche io non cambierei per nulla al mondo la mia infanzia, i bambini moderni saranno smanettoni ma anche molto individualisti, con i miei nipoti ogni volta é una lotta per giocare a qualcosa che non sia “zia guarda come gioco alla WII” ma che é un gioco? ?? Allora mi farò coraggio e aprirò il video! 🙂

  8. Checcarina Colmar 🙂 non è neanche lontanissima! È di certo da prendere in considerazione!
    I canali e le costruzioni mi hanno colpito, rendono particolare la città! 🙂

    • Ciao Pietro ti confermo che è davvero bella Colmar, piccola ed a misura di turista. Anche i villaggi alsaziani nei dintorni sono tutti caratteristici e pieni di scorci da fotografare.
      Grazie per essere passato e buona domenica…ormai passata!

  9. Ho visto il video e sono ancora viva! Inquietante da morire comunque…Il bimbo scassa*** ha fatto una brutta fine mi sa…smette di piangere subito e in maniera sospetta 😀

    • Oddio è vero non me ne ero resa conto!
      Secondo me i genitori l’avranno minacciato di farlo “suonare” dai Symphonic Horror Deathcore hahahahah!

  10. Le bambole non mi hanno mai spaventata, ma la foto che hai fatto rende il pensiero di un intero piano di bambole davvero inquietante come dici! Brrr O.o fantastico il punto col divieto di parlare, ma il motivo si sa? E sono DAVVERO riusciti a stare tutti tutti zitti quando siete passati?

    • Ciao Anna si, il barchino si è zittito per davvero!
      Evidentemente il divieto serve a rispettare la tranquillità di quella zona. Tranquillità delle specie animali ed anche dei privati che abitano lungo il canale.
      Ognuno di loro aveva il proprio approdo sull’acqua tutto particolare: dai classici sette nani a statue di conigli, fiorelloni giganti…molto kitsch, alla Alice in Wonderland per rendere l’idea! 😉
      Ti saluto, spero che sia tutto a posto 😀

  11. Ci sono stato qualche anno fa a vedere i mercatini di Natale. Ti lascio immaginare l’atmosfera magica! Ma oltre a quello è comunque un posto delizioso da visitare!

    • Ciao da quanto tempo!
      E’ vero l’atmosfera deve essere stata fantastica: in alcune vetrine e in alcune facciate avevano lasciato gli addobbi natalizi e, complice il freddo, si respirava già l’aria di Natale!
      Benvenuti nella mia nuova casa cari Annalù e Fabio!
      Ps: quando si va a trovare qualcuno nella casa nuova non si portano dei pasticcini? 😀 😀

    • Ciao Tiziana, purtroppo le foto di Puffolandia sono venute tutte “impubblicabili”…non mi sono accorta che si rifletteva il flash sul vetro delle teche 🙁
      Comunque per Puffolandia intendo l’intero villaggio dei puffi con le casette, gli oggetti, i mezzi, i negozi dei PuffiCinesi, e tutti, ma proprio tutti, i puffi nelle versioni più impensabili (credo di aver visto anche Puffetta-Statale106).
      C’era anche il castello di PierLuigiGargamella e la sua Birba (te li ricordi?).
      😀 😀
      Comunque si, Colmar è davvero fiabesca!
      Ciao e grazie! 😉

    • Grazie1000 Roberta e benvenuta!
      Ti assicuro che è tutto vero e che quel giorno Colmar non era nemmeno all’apice del suo splendore!
      Ho visto scatti estivi tanto belli da usarli come sfondi sul desktop! 🙂
      Ciao e grazie per essere passata!

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