Come si pilota un Airbus? The ultimate guide for Travel Blogger

Stabumm…klang: ci siamo, hanno chiuso il portellone.
Ciuiiiiiizzz: ecco hai sentito? Adesso stanno regolando i flap.
Zvvvvffsssss: ecco questo invece era il carrello che si stava chiudendo.
Yaaaaawn: e questo invece è il ciccione del 19B che già prende sonno…

Personalmente quando salgo a bordo di un aereo non sono tra quelli che indossano gli auricolari e partono per il mondo dei sogni fino a destinazione.

Pur non essendo saccente come la creatura premionobel dello spot della Lufthansa guardo, ascolto, cerco di capire, mi faccio mille domande e mi faccio affascinare terribilmente da come funziona il tutto.
Voi ve lo siete mai chiesto come si pilota un Airbus? Cosa succede al di là della porticina della cabina di pilotaggio di un aereo di linea? E soprattutto com’è fatta una cabina di pilotaggio?
Ora provo a spiegarvelo.

Quando ho saputo che all’interno dell’aeroporto di Brema c’era un simulatore visitabile e “volabile” non me lo sono fatto scappare e l’ho inserito per direttissima nel mio itinerario. Il simulatore è ricavato da una REAL cabina di un Airbus A320 che nella sua vita precedente era in forze nella Air France.

E’ possibile provarlo con l’assistenza di un vero pilota dopo un breve breafing esplicativo con cenni di elementi di aeronautica ma tranquilli, per livello principianti!
Vi rimando in fondo all’articolo il sito web e le info utili su come prenotare una fantastica sessione di volo.

Siamo al primo piano del Terminal principale del Bremen Airport. Nell’anticamera c’è una sorta di sala d’attesa con i sedili autentici di una classe turistica ed un monitor che inquadra l’interno della cabina…sembra fatto apposta per far divertire e sghignazzare chi guarda dall’esterno, mentre chi è nel simulatore è alle prese con un inevitabile disastro aereo! 😛

Ad accogliervi ci sarà il Comandante Peter Driesen, una persona squisita capace di trasmettere tutta la sua professionalità con semplicità e simpatia.
Durante il volo simulato più volte si è lasciato andare a battute del tipo: “statisticamente è più pericoloso il matrimonio che un volo” oppure “dai adesso inseriamo il pilota automatico e andiamo a prenderci un caffè“, simpaticissimo!

L’impatto con una cabina di pilotaggio (in gergo cockpit) di un aereo di linea incute senza dubbio tantissimo timore reverenziale: in uno spazio molto ristretto c’è una tale concentrazione di lucine, bottoncini, leve, display e monitor che indicano cose incomprensibili. E tra l’altro è tutto sdoppiato.
Credetemi, un comune mortale non saprebbe proprio dove guardare e cosa toccare.

Ma vediamo di fare chiarezza

Il sedile di sinistra è quello del Comandante mentre a destra siede il Primo Ufficiale. E dove potevano farla accomodare un’Orsa secondo voi?  😉

Yo no soy marinero, soy capitan soy capitan, soy capitan…bamba bamba…

Durante un volo di linea, da quello che ho capito, il pilota paradossalmente passa più tempo con la checklist fra le mani che ai comandi dell’aeromobile.
La checklist è una bibbia onnipresente, sempre lì sulle gambe dei piloti o agganciata a qualche superficie di fortuna pronta per essere consultata ed applicata in tutte le fasi del volo.
Fasi che sono tantissime e non si esauriscono soltanto in un semplice rullaggio/decollo/volo/atterraggio!

Ad esempio salendo in quota è molto importante controllare sistematicamente che i riscaldatori delle superfici della ali e dei finestrini funzionino correttamente e allo stesso modo funzionino i sensori di altitudine perchè le basse temperature potrebbero ghiacciarli e provocare una falsa lettura dei dati di quota, alterando quindi la rotta e il volo stesso!

Grossomodo la procedura della checklist inizia contemporaneamente alla ressa che noi viaggiatori facciamo per metterci in coda al gate.
In quei precisi istanti i piloti sono già in cabina ad eseguire tutti i test sul funzionamento di freni, impianto antincendio, luci di posizione e a completare tutte quelle procedure necessarie per verificare il corretto funzionamento dell’aereo.
In questa fase i motori devono essere assolutamente spenti e la cabina prende energia da quel grosso cavo elettrico che vediamo spuntare dal dorso: quello è il ground power, un’attrezzatura propria dell’aeroporto deputata all’alimentazione da terra.

Mentre prendo confidenza con il mondo dei bottoncini noto dei tasti protetti da una specie di tappo, quelle sono le guardie una sorta di sicura che evita che alcuni comandi vengano premuti accidentalmente durante il volo.
Chissà se ci sono anche nelle valigette di Trump e Pyongyang?

I comandi sono tutti doppi non perchè avanzassero dei pezzi alla Airbus, ogni strumento è doppio per consentire ai piloti di non perdere il controllo del velivolo in caso di rottura di un comando, in base al provvidenziale principio:

two is megl che uàn!

Negli Airbus non troverete la canonica cloche (nei Boeing invece si), i movimenti dell’aereo sono controllati tramite un Joystick posizionato sui lati finestrini, a sinistra per il Comandante e a destra per il Primo Ufficiale. Con questo strumento si controllano i movimenti degli alettoni, come una sorta di timone sia a terra sulla pista che in volo.
A differenza dei videogiochi purtroppo manca il tasto per lanciare gli AIM-7 Sparrow. Invece le virate a destra o sinistra sono controllate da questa pedaliera molto simile a quella di una comune automobile.

Tutta la parte superiore si chiama overhead e fa veramente impressione: qui ci sono i comandi che attivano e disattivano i sistemi elettrici e idraulici, la pressurizzazione della cabina, il controllo dei generatori e i controlli che vi ho evidenziato in basso dell’aria condizionata…che spesso è impostata a livelli da ghiacciaia.

A proposito di aria condizionata, vi siete mai accorti che nelle fasi immediatamente precedenti il rullaggio e il decollo l’aria condizionata viene spenta?
Questo perchè occorre convogliare tutta la potenza possibile ai motori. Una volta che questi raggiungono i regimi necessari di rotazione si dà carburante in modo da alleggerire il generatore ausiliario che successivamente al decollo ritornerà a pompare aria fresca in cabina.
Io onestamente non me ne ero mai accorta!

Ritornando all’overhead ecco ad esempio il tasto seat belts on che viene attivato durante le turbolenze o il tasto no smoking. Vogliamo fare una petizione per farlo eliminare questo divieto, non è forse obsoleto ormai? Io voto per un bel tastino NOplay Candy Crush!

Con questo strumento, sempre doppione, i piloti possono gestire la rotta, i settaggi, il piano di volo e l’aerovia da seguire, esattamente come un computer di bordo con navigatore.
In sostanza, ad esclusione di decollo e atterraggio, possiamo tranquillamente definire la fase di crociera tutta computerizzata ed automatizzata.

E a questo proposito signori e signore lasciate che vi presenti il pilota automatico: tutta la parte alta della plancia riguarda i settaggi del pilota automatico.
Accendendolo, impostandolo ed armandolo (lo si arma appena dopo il decollo), è possibile visualizzare sul display tutte le informazioni sulla rotta, sulla direzione dell’aereo, sulla velocità, le famose FD flight director. Questo sistema in pratica agisce da remoto sui comandi e sulle manette in base ai settaggi precedentemente preimpostati.  Non è raro infatti vedere i comandi che si muovono da soli come se fossero impossessati!

Eccoci arrivati ai display: questo  con l’orizzonte artificiale visualizza assetto, altitudine, posizione aereo, velocità, rotta e direzione. Il co-pilota in fase di decollo e atterraggio non stacca mai gli occhi da questo display mentre il Comandante esegue le manovre. Entrambi i display sono autonomi nel senso che i piloti possono personalizzarli visualizzando info accessorie: è possibile ad esempio zoommare la visuale, visualizzare gli aeroporti nella zona ecc.

Questo invece è il display che controlla lo stato dei motori, la potenza erogata, lo stato del carburante e la quantità di carburante assegnata per motore che si può variare infatti con delle apposite valvole.

Scendendo più in basso c’è il gruppo controllo motori con le famose manette che danno o tolgono potenza ai motori.
Quelle rotelle laterali servono per controllare i flap, poi ci sono le levette degli inversori di spinta che servono durante l’atterraggio e più in basso i bottoni per aprire le valvole del carburante per l’alimentazione dei motori. In alto a sinistra c’è la leva del carrello.

Mentre più in basso il freno parcheggio.

Queste parte invece è  sezione radio per le comunicazioni con la torre, c’è il trasponder un  dispositivo importantissimo che che serve per localizzare l’aeromobile nello spazio aereo e poi c’è l’interfono per comunicare con la cabina.
Esattamente da qui il Comandante se ne esce con quelle cacciate tipo: “Buongiorno stiamo volando a 10000 piedi, fuori c’è una temperatura di -50°, a destinazione ci sono raffiche a 10 nodi e temporali, buona permanenza in città!

Atterraggio e Final Approach

L’atterraggio gente è d-i-f-f-i-c-i-l-i-s-s-i-m-o! Partiamo dall’assunto che l’atterraggio, al contrario della crociera, non è eseguibile con il pilota automatico ma deve essere necessariamente effettuato in modalità manuale.

Già solo riuscire a scorgere l’aeroporto in volo dai finestrini è impossibile a quell’altezza. La pista la si vede solo nelle ultime battute ed allinearsi, portarsi con la giusta velocità, alla giusta altezza è cosa che solo un pilota professionista è in grado di fare.
Le manovre sono talmente concitate ed eseguite in modo rapido che a questo punto devo assolutamente rivalutare l’applauso finale all’atterraggio: giuro che dal prossimo volo lo farò tutte le sante volte!

Le manovre di avvicinamento alla pista sono da puro panico secondo me anche per i piloti più navigati: tieni sotto controllo altimetro, velocità, regola i flap, #esciilcarrello non troppo presto e non troppo tardi, frena, togli potenza, spegni le luci di navigazione ecc ecc ecc, tutto contemporaneamente!

Figuriamoci in una situazione d’emergenza in cui ad esempio per assurdo entrambi i piloti vengano colpiti da un attacco di cagotto (fate i dovuti scongiuri) e, in quanto travel blogger, vi venga chiesto di eseguire un atterraggio d’emergenza sulla Sa-Rc (!!).

Bene scordatevi all’istante i film hollywoodiani dove il Nicolas Cage di turno afferra cloche e manette e salva centinaia di passeggeri da uno schianto terribile.
A differenza di quello che si vede nei film, dalla torre di controllo nessuno potrà darvi indicazioni precise su come effettuare l’atterraggio. Perchè?
Perchè assetto, regolazione di flap e roba varia è possibile visualizzarli solo dalla cabina di pilotaggio!
E poi sfido chiunque a sapere come si utilizza una radio e ancora prima a individuarla in quella marea di bottoncini luminosi!
Ergo, scordiamoci i momenti di gloria e speriamo soltanto che sul nostro volo, in caso di cagotto dei piloti, sia presente un pilota in licenza o almeno uno smanettone.

Altrimenti posizionatevi comodamente sul lato finestrino e godetevi lo schianto (ebbasta che si consumano!)

L’esperienza di un simulatore di volo è una cosa che andrebbe fatta almeno una volta nella vita.
Il Flight Simulator di Brema è a disposizione previo appuntamento nel Terminal 3 del Bremen Airport.
Per maggiori info questo è il sito ufficiale.
E’ possibile prenotare anche nella sezione dedicata del sito dell‘Ufficio del Turismo: qui per due persone e qui per prenotazioni di gruppo.
Un esempio di sessione di volo Basic Flight da 99,00 Euro a persona comprende:
-briefing esplicativo di 10 minuti;
-30 minuti di volo in qualità di Capitano e 30 minuti come co-pilota;
-debriefing ulteriore di 20 minuti;
-caffè con il Capitano (e solo questa vale i 99 Euro!).
Come opzioni aggiuntive è possibile acquistare la registrazione del vostro volo in HD caricato su una pendrive personalizzata e una cartellina con foto, mappe e checklist del vostro volo e tanti gadget fighissimi!

E se scrivessi un post su come distinguere gli aerei di linea e magari dare vita ad una rubrica sulle curiosità legate al mondo dell’aviazione civile?
La cosa vi interessa o potrebbe annoiarvi terribilmente? Fatemi sapere cosa ne pensate scrivendomi ROGER nei commenti. Buon volo a tutti!

Special thanks to Bremer Touristik-Zentrale and Flugsimulator Bremen

36 pensieri su “Come si pilota un Airbus? The ultimate guide for Travel Blogger

  1. Appena ho cominciato a leggere il tuo racconto (esperienza unica) mi è venuto in mente il film “l’aereo più pazzo del mondo”, te lo ricordi? Ti immaginavo lì a “sudare” ai comandi (nel film è più una doccia hahahha).
    Anche secondo me il solo caffè con il capitano valeva la spesa, almeno dalle battutine da te riportate doveva proprio essere un personaggio. 😉
    Buona domenica cara orsacchiotta

    • hahhaha è vero che forza quel vecchio film! Esatto il Comandante era un bel simpaticone 😉
      Buona domenica anche a te Lilly!

  2. Ma che figata Daniela!!! Io sono una di quelle persone che si mette le cuffie e sta immobile fino all’arrivo, perchè se mi muovo di un millimetro mi parte la nausea 😛 Però molto interessante conoscere tutte queste cose, i tuoi voli non saranno più gli stessi!

    • Ahhh la nausea a chi lo dici Bea! 🙁 Io non ci capisco niente: su 10 voli 8 volte sto bene e 2 sto malissimo, prendo regolarmente la Xamamina mezz’ora prima del volo ma a volte è come se non facesse effetto. Le cuffie non le ho mai provate funzionano come distrazione? 😛
      Buona domenica e grazie per essere passata!

  3. Bellissimo questo post. Adesso sul tuo blog fai anche divulgazione scientifica! ;o) Non ho Brema tra le prossime mete in programma, ma se dovessi mai capitarci sicuramente proverò anche io il simulatore di volo.
    P.S. La bambina della Lufthansa era da linciaggio!

    • Ciao Marco grazie per il complimento! Fare divulgazione? Mi piacerebbe! Gli Angela per me sono come Justin Bieber per le ragazzine di oggi…ok l’ho detta la boiata domenicale!
      La rete del simulatore copre anche gli aeroporti di Stoccarda con un Boeing B737 e di Berlino con un Airbus come quello di Brema quindi se ti trovassi da quelle parti potresti comunque provare l’esperienza 😉
      Buona domenica…vado a fare una cosa! 😉

  4. Ammetto che non credevo fosse così complicato, la facevo molto più semplice! 😀
    Ho sempre visto cabine con migliaia di pulsanti, credendo però che alla fine quelli importanti fossero 5-6 ahaha
    Invece mi devo ricredere ora!
    Bellissima esperienza comunque, nonostante il prezzo l’avrei fatto pure io ad occhi chiusi! 🙂

  5. Ma dove li trovi tutti questi posti particolari?!
    Leggo il tuo blog sempre con piacere perché so di non trovare i soliti articoli sulle solite mete con le solite foto, ma questo post era proprio fuori dalla mia immaginazione.
    Orsa, benvenuta nel club segreto di noi che atterriamo all’atterraggio. 🙂
    ah, dimenticavo: Roger!!!

    • hahaah grande Stefi, grazie per il ROGER! 😉
      Eh ma anche tu non scherzi in quanto a mete particolari, solo con i tuoi ultimi due viaggi mi hai fatto innamorare (ancora di più) dell’Europa del Nord-Est *_*
      Buon-quel-che-resta-della-domenica 😉 (hahahah passata fra pastorizia e agricoltura 😉 )

  6. Ho letto di getto il tuo post, come tutti quelli che scrivi…ma questo davvero l’ho letto perché lo hai scritto tu!
    Ho troppo una fifa di volare, che preferisco rimanere nella convinzione che tutto si muova per un’interferenza divina: non entrerei mai in una cabina di pilotaggio, né vera, né “simulata”…ma devo ammettere che è stata una gran bella esperienza!
    Brava Dani, per aver scovato una cosa così particolare e per averla raccontata divinamente come sempre.
    Buona domenica!

    • Grazie del bel complimento 🙂 Io invece sono convinta che “sapendo” come funzionano le cose si possa esorcizzare la paura (ad esempio di volare) ancora meglio! ahaahah -per interferenza divina- mi hai fatto sbellicare! 😀
      Ciao e buon ferragosto da parte mia anche alla splendida famiglia di host che ti sta ospitando in questo momento! 😉

  7. Io che già ho paura di volare, dopo aver letto questo articolo CIAONE proprio. Prima mi spaventava molto di più il decollo e all’atterraggio sono sempre stata più o meno tranquilla vedendo la terra avvicinarsi. Da oggi non più, da oggi penserò a te ogni volta che stritolerò la mano del mio vicino di posto! Ahahahh a parte tutto molto interessante questa cosa, forse proprio per la mia paura dovrei provarla anche io, per capire!
    Un bacione Orsa!

    • Esatto Lu proprio come dicevo a Rosaria, a volte per esorcizzare la paura occorre affrontarne la causa. Tipo come si fa per la paura dei serpenti che vai in un centro specializzato e ti piazzano un pitone di sei metri al collo…ok forse non era un esempio appropriato hahahahah! 😀
      Lo sai che io scherzo sempre 😉
      Ciao, bacioni e buon ferragosto!

  8. Ma quante cose si devono ricordare i piloti??? Giuro che non mi lamenterò mai più per un lieve ritardo o per un atterraggio poco morbido perché ora immagino lo stress al quale sono sottoposti (o almeno io sarei sempre nel panico totale se facessi quel lavoro…)
    Non avevo mai notato la cosa dell’aria condizionata, ora ci farò caso!
    Guarda per la rubrica per me è una bellissima idea: io so poco o nulla sull’argomento ma tutto quello che riguarda aerei (e navi da crociera) mi piace da matti. Pensa che adesso sono “in fissa” con un sito che si chiama FlightTrack24 dove puoi vedere in tempo reale gli aerei che passano sopra la tua testa in tempo reale
    Buona domenica ❤️

    • Ciao Silvia, grazie per apprezzare la rubrica, prometto di scrivere meno pipponi e con meno tecnicismi 😉
      Si lo conosco quel sito, pensa che ho monitorato il volo di Tizzi per NY per rendermi conto della durata del volo! Quando torna le chiederò ogni dettaglio perchè ha preso il diretto Napoli-NY 😉
      Quello del pilota dev’essere un lavoro davvero stressante…ma quanto è bello?! *_*
      Grazie per aver commentato, buona settimana e a presto!❤️

  9. Ma che bello questo articolo! Praticamente hai scritto un manuale delle giovani marmotte su come guidare un aeroplano ✈️ particolarmente utile a noi viaggiatori scherzi a parte, pezzo molto divertente letto tutto d’un fiato.

  10. E bisogna rivalutare l’applauso all’atterraggio, sì! E chi se lo immaginava così complicato?! Cioè, sì, ma sinceramente pensavo che arrivasse qualche aiuto dalla regia aka torre di controllo…Hai fatto un’esperienza straordinaria Orsa, qualcosa che mi piacerebbe un sacco provare… Ma quindi le battute sul matrimonio sono universali mi pare di capire? A me interesserebbe la rubrica quindi ti saluto con un ROGER. Buon ferragosto Capitano

    • Infatti è stata la prima cosa che ho pensato quando mi sono resa conto delle tremila manovre! O_o
      hahaha la battutaccia sul matrimonio è arrivata anche in una cabina a 10mila piedi hahahah 😉 Credo che ci siano anche in Italia dei simulatori di volo, ci sono quelli ad uso prettamente addestrativo per i piloti e quelli invece utilizzabili dai visitatori. Infatti anche a Brema c’era proprio quello professionale usato dai piloti della Lufthansa. E senti senti, a poche centinaia di metri dall’aeroporto c’era addirittura un tour all’interno di uno dei moduli della stazione spaziale ISS che figata! *_*
      Grazie per il ROGER Alessia 😉 buon ferragosto ormai fatto anche a voi! :*

  11. Beh che dire in caso di emergenza, mancamento improvviso dei piloti, potrei tirare fuori questo manuale e cimentarmi alle prese di un atterraggio d’emergenza. Sei sempre molto simpatica 🙂

  12. Ma che forte! Scovi sempre delle chicche! 🙂 Immaginavo che pilotare un aereo fosse complicatissimo dal numero di comandi presenti nella cabina di pilotaggio, ma leggere le varie fasi lo fa comprendere molto di più…Complimenti a chi fa questo lavoro di responsabilità, prontezza e stress! P.S. ROGER!

    • Ciao Serena! Merito del sito dell’Ufficio del Turismo, altrimenti non l’avrei mai saputo 😉 Guarda prima pensavo che il mestiere di pilota fosse una cosa da fighetti…sai il pilota automatico…lo stipendione…i benefit…sempre ingiro per i cieli del mondo. E invece come dici giustamente tu è un lavoro di grande responsabilità e preparazione! Faccio ammenda e rivaluto tantissimo la loro figura!
      Perfetto, allora ROGER! 😉

  13. ROGER! No ma che spettacolo, ma io lo voglio in casa un simulatore di volo! Io ho una fifa tremenda di volare, pensa che in questo momento sto pensando ad un viaggio in Asia ed immagino, stupidamente, gli aerei che effettuano voli interni in stile pterodattilo che ti arpiona con le zampe e ti scarica in modo più o meno definitivo a terra. Però nonostante questo, sono curiosissima del funzionamento sia tecnico che meccanico delle aeromobili; anno scorso sono andata a cercare informazioni sul perchè le ali, a seconda delle dimensioni e della compagnia, siano diverse le une dalle altre. Oddio hai fatto un’esperienza veramente meravigliosa!!

    • Hahahahh e magari per saltare a bordo devi urlare YabaDabbaDooo! 😀 😀 Meravigliosa esperienza davvero Marghe!
      Guarda allora visto che mi hai risposto ROGER la differenza delle ali la spiego nel prossimo post della serie! 😉
      Grazie per essere passata e buona domenica! :*

  14. ROGER ROGER ROGER!!! ROGER!!
    Sisisi, mi interesserebbe proprio approfondire l’argomento. E complimenti a te, che trovi sempre delle attività così uniche e le fai conoscere a noi poveri mortali. Io però l’applauso continuerò a farlo solo nella mia testa, apprezzo ancora di più il lavoro dei piloti ma non ce la posso fare!!!

    • Ma come poveri mortali dààài?! 😀 😀 😀 E allora se andavo nel simulatore della stazione spaziale ISS (che era in zona) mi facevate presidente della repubblica? ahahahhah 😉
      Ok allora ROGER! Come sempre grazie Celeste! :*

  15. Roger!!!! Chiedi se interesserebbe? Guarda, ‘Capitano mio Capitano’, la rubrica se la scrivi anche solo per me, va più che bene. Non chiederti perché scrivere per una sola persona, pensa a quello che ha detto il capitano sul pericolo dato dai matrimoni, e lasciami essere felice leggendo tua rubrica!
    Scherzi a parte Capitan Orsa, sarà che a me il modo del volo affascina terribilmente, ma già questo post me lo sono divorata. Interessante, ricco di dettagli…togliamo che tra tre giorni mi aspetta un volo intercontinentale per tornare a casa, per cui avrei fatto a meno di certi particolari , ma cavolo che esperienza hai vissuto!
    Anche per me comune mortale, sapere ed approfondire alcuni passaggi è veramente di grande interesse. Ci sono millemila domande e curiosità che vorrei soddisfare ogni volta che salgo in aereo, tu oggi hai risposto ad alcune, ma ti prego continua!!!! Scusa lo scarso italiano, ma non so più scrivere, poi mi sono ringalluzzita col tuo reportage…per cui ti mollo e vado a leggere il secondo post!
    PS: io il caffè col capitano, lo trasformerei in una giornata di baratto. Non fare domande sul tipo di scambio, immagina che tu sei un’Orsa intelligente!
    Bacioni,
    Claudia B.

    • Claudia che ci fai qui? Inizialmente credevo che fossi tornata poi ho visto che eri ancora nelle terra del sorriso! *_*
      Questo significa che ti manca un po’ di sano cameratismo fra colleghe blogger eh?! 😉 Io comunque ti sto seguendo su Instagram e posti foto meravigliose! Apposta che devi prendere un volo intercontinentale…non dovevi leggerli alcuni passaggi di questo articolo hhahahahh!
      Dai appena torni mi spieghi meglio la faccenda del baratto col capitano…te pòssino! 😛
      Apprezzo tantissimo il tuo commento! Goditi il resto del viaggio, noi ti aspettiamo! 😉

  16. Che il matrimonio fosse più rischioso di un volo aereo lo sapevo già 🙂 Per il resto, articolo molto interessante e divertente. Mi è quasi venuto voglia di intraprendere un corso per pilota. Di certo, stare sospesi in aria a 10 mila metri di altezza raramente non mi fa stare tranquillo e anche io non sono di quelli che, pronti via, indossa le cuffiette e ascolta la musica.
    Spero solo che il comandante non si sia troppo spaventato per aver incontrato sulla propria strada (o nel proprio cielo) nientemeno che un’Orsa….

    • Hhahah grazie mille Simone, le battute sul matrimonio ormai si sprecano e sono arrivate anche a 10mila piedi!
      Il comandante è stato bravissimo, aveva caramelle al salmone nella tasca destra e al miele nella tasca sinistra 😉
      Grazie per essere passato 🙂

  17. CHE FI-GA-TA! Per carità, io non oserei metter mano a quella miriade di comandi. Farei tipo l’alieno che compare all’inizio del film di Ratatuille!
    E poi, diciamo la verità, io ho pure paura di mettermi al volante mò figuriamoci a volare. In ogni caso, lo confesso, consapevole che è una simulazione di volo, se mi lasciassero sola, onde evitare figuracce e rimproveri, mi piacerebbe metter mano qua e là. Dici che rompo qualcosa?
    Vabbè, se il pilota è simpaticissimo come pare…
    Bacissimi!

    • hahaha no tranquilla non si rompe e soprattutto non precipita 😛 Scommetto che nessun essere umano lasciato solo in una cabina del genere sarebbe immune dall’andare giù di leve e bottoni a tutta forza hahahha come bambini! Ahh quella webcam e cosa riprenderebbe! 😛
      Bacioni volanti anche a te Tizzi 😉

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