Un Tag per raccontare le sventure in viaggio le #LeViaggioSventure

Tangenziale bloccata + sciopero treni + pioggia battente:
c’erano tutti i presupposti per metter su il solito CD di ingiurie in serbo croato.
Chiamatele #LeViaggioSventure, jettature, cattive congiunzioni astrali, sfortune o come volete.
L’importante è raccontarle facendosi quattrorisate e soprattutto che le sventure in viaggio non si concludano in tragedia (toccatevi pure).

Il nostro volo per Basilea decollava alle 10:30 del mattino da Napoli Capodichino.
Partiamo da casa con due ore e mezza, dico DUE ore e mezza di anticipo, proprio per evitare intoppi. E per inciso, viaggiando con bagaglio a mano il check-in non era necessario.

Tra l’altro dovevamo consegnare l’auto al parcheggio affiliato MyParking a 2 km di distanza dall’aeroporto.
Per 13 Euro abbiamo parcheggiato l’auto (3 giorni) in un garage coperto, con incluso il servizio navetta che accompagna il viaggiatore alle partenze e lo preleva al ritorno. Che poi detto tra noi e in tutta verità, mi sono quasi vergognata a pagare praticamente due soldi!

Queste le premesse, veniamo invece ai fatti

Vedete, il traffico in tangenziale secondo me dovrebbe entrare di diritto nella lista delle piaghe d’Egitto.
E non siamo rimasti completamente bloccati per un’ora e tre quarti a pochi km dall’aeroporto?

Tempo che passa – ansia – angoscia – rabbia

In tutto questo auto che si scavalcavano, clacson con sonorità simili alle canzoni di Marilyn Manson, gente che urlava in lingue incomprensibili e migliaia di particelle di polline di pioppo nell’aria che aggiungono una crisi allergica alla mia crisi di rabbia.

Chiamo lo staff del parcheggio in lacrime e prospetto il problema: arrivare in garage, consegnare l’auto e farci riaccompagnare in aeroporto in tempo. No, non ce l’avremmo mai fatta.

“Ma Signora, possiamo farci trovare alle partenze in modo che l’auto in garage la portiamo direttamente noi, il sovrapprezzo è di soli 5 Euro.”

Non credevo alle mie orecchie. In quel momento riesco persino a sorvolare sul “Signora” mentre le lacrime di rabbia si trasformano all’istante in lacrime di gioia!
Arrivati dinanzi all’ingresso dell’aeroporto ricordo solo che ci siamo lanciati letteralmente dall’auto al volo lasciandola nelle mani dell’operatore del servizio parking. E lì è cominciata la cavalcata delle valchirie.

Chiedo scusa a tutti i viaggiatori che ho travolto durante la mia corsa al gate

Durante lo slalom rocambolesco riusciamo a slacciarci al volo giubbetti e sfilarci le cinture insieme a tutta la roba metallica.
Arriviamo ai controlli praticamente già belli pronti e mezzi svestiti quando…

Ennòòòò!

Davanti a noi il vecchietto stile Mister Magoo.
Lui è lì, fermo che si spoglia con una flemma da moviola. Dopo essere passato un’infinità di volte sotto il metal detector lampeggiante finalmente lo perquisiscono.
Quando ho scoperto che questo viaggiatore ultraottantenne dimmerda portava pure le bretelle non ci volevo credere!
Dovevate vedermi, sembravo un toro impazzito che scalpitava prima di una corrida, credo che mi uscisse anche il fumo dalle narici.

Confesso che ad un certo punto ho davvero pensato che Colmar non l’avrei vista quel giorno.
Ad ogni modo riusciamo non so come a superare i controlli riprendendo la corsa travolgendo alcolici, orologi e costosi profumi quando all’orizzonte eccolo, il nostro gate.
Porcamiseria lo stavano chiudendo piazzando quell’odioso paletto con il nastro!

Tuttavia gli operatori al desk devono aver visto i lapilli minacciosi che uscivano dai miei occhi perché lo hanno riaperto immediatamente consentendoci l’imbarco.

Fiuuuu. Appena in tempo! Quando siamo saliti a bordo la caotica procedura della deposizione dei bagagli nelle cappelliere era già terminata (almeno quello).
Io comunque non riuscivo a pensare ad altro di aver rischiato davvero di non vedere Colmar e il suo delizioso angolo di Alsazia.

Tra l’altro nella confusione totale degli eventi avevo dimenticato di prendere la Xamamina 30 minuti prima della partenza. Si prospettava proprio un bel volo…

Per fortuna è andato tutto bene, la visuale strepitosa di Napoli con il suo mare mi ha distratta dal “mal da decollo” permettendo al sacchetto di carta in dotazione di rimanere illibato.

Arrivati all’aeroporto di Basilea grazie ad una navetta dedicata raggiungiamo la vicinissima stazione di Saint Louis dalla quale avremmo dovuto prendere il treno per Colmar.
Dico avremmo dovuto perché non va a capitare proprio quel giorno lo sciopero dei mezzi pubblici?

Non è possibile. Comincio malignamente a fare un pensierino su chi possa essere l’artefice di tutta questa malasorte. Non conosco il latino ma pare si dica mater-in-legem.

Comunque biglietteria chiusa, stazione semideserta e biglietteria automatica da utilizzare previo Master di II livello.

What else?

Credo che a quel punto la sfiga della giornata si sia finalmente girata da un’altra parte perché accade il miracolo.
E per questo ringrazio Cristoforo Colombo, il Santo Patrono dei Viaggiatori, che ha posizionato nella stazione sperduta di Saint Louis un provvidenziale (e solitario) turista italiano che ci ha dato info sullo sciopero, su come fare il biglietto e sul treno da prendere per raggiungere Colmar.

God Bless gli onnipresenti turisti italiani!

Tra l’altro la suddetta navetta, a causa dei lavori di ampliamento della stazione, non ci ha lasciati dinanzi alla stazione. No!
Ci ha lasciati in un punto sterrato con un percorso fangoso e strettissimo fatto con le transenne di ferro.
Noi viaggiamo con gli zaini e non abbiamo avuto difficoltà ma tutti gli altri colleghi viaggiatori più agèe, fra mega trolley porta-cadaveri, ombrelli e fango, se la sono vista davvero brutta. Più e più volte ho desiderato la fine di quella giornata.

Comunque arriviamo finalmente a Colmar sotto una pioggia scrosciante e con un freddo che non ho sentito neanche a Praga a febbraio. Ma ero contentissima!
E’ stato quando ho visto il bagno in camera (ma proprio letteralmente) che ho avuto una crisi di nervi.

Gente, purtroppo gli imprevisti in viaggio sono sempre in agguato e ne siamo tutti consapevoli.
In questo caso alla fine per fortuna tutto si è risolto per il meglio tuttavia la rabbia, la delusione e la paura che le cose non vadano come sperato, spesso riescono a rovinare di brutto il gusto del viaggiare.

colmar1

Sto giro però tiè, non è andata così!
Mi è bastata una prima occhiata ai colori (anche con la pioggia) delle casette a graticcio di Colmar per dimenticare all’istante tutto: la stanchezza del viaggio, la camera dell’hotel in cui per muoverti dovevi fare manovra, lo sciopero dei treni, la fame placata con un tramezzino fetente preso al distributore della stazione e LEI, la stramaledetta tangenziale di Napoli.

#LeViaggioSventure è il simpaticissimo Tag di Simone, blogger di TheWorldPassenger che raccoglie le più divertenti sventure in viaggio raccontate in prima persona dai blogger.

Partecipate in tanti e raccontateci tutte (ma proprio tutte) le sfighe che vi sono accadute in viaggio!

22 commenti su “Un Tag per raccontare le sventure in viaggio le #LeViaggioSventure”

  1. Lo so, non si dovrebbe ridere delle sventure altrui ma non riesco a rimanere seria
    Il turista italiano alla stazione chissà perché me lo immagino un po’ stile Gesù Cristo: tunica, capello lungo, luce che aleggia tutto intorno…

    1. Hahahaha no Silvia, era tutt’altro che simile al Nazareno!
      Basso, grassoccio e guance paffutelle!
      In comune con Gesù aveva solo il fatto che ci era stato mandato dal cielo hahahah!

  2. Mi credi, quando ho letto della tangenziale mi è salita l’angoscia! Premetto che abito a poca distanza dall’aeroporto di Napoli – saranno nemmeno 2 km – per cui quando lo raggiungiamo in auto – mi ci faccio accompagnare – non prendiamo a tangenziale. Tuttavia, sono una persona moolto ansiosa al momento della partenza, anche se devo prendere il treno. Pensa che in 10 minuti a piedi arrivo in stazione, ma se ho il treno scendo anche 45 minuti prima…non si sa mai cosa possa succedere in quei 500m che mi separano dalla stazione! Ahahah! Vabbé dai, sempre bene quel che finisce bene! A breve le mie disavventure. Ciao!

    1. Ciao Bruna è vero, anche a me piace essere con largo anticipo in stazione/aeroporto.
      L’ansia da “arrivare tardi” è una cosa bruttissima!
      Aspetto le tue #viaggiosventure allora 😉

  3. Con “le piaghe d’Egitto” mi hai spaccato ahahah 😀

    Felice di vedere che anche nel tuo caso c’è stato un lieto fine – quella foto di Colmar da sola la dice tutta! Una vera PERLA!! 🙂

    Grazie per aver partecipato all’iniziativa 🙂

    Un saluto!
    Simone

  4. Ma ti è capitato di tuttoooo povera! XD menomale alla fine sei riuscita comunque ad arrivare e a goderti il viaggio! Stupenda la foto di Colmar, voglio andarci anche io!! *_*

    1. Ciao Diletta siii, organizza in estate quando l’esplosione di colori è al culmine!
      Io non ho potuto noleggiare la macchina ma, con il senno di poi, avrei voluto avere un bagagliaio enorme per portarmi dietro tutti i prodotti tipici dell’Alsazia!
      Grazie per essere passata 😉

  5. Uahahahah…simpaticissimo il Tag #viaggiosventure!
    Un bel modo per sorridere, oltre che sognare, raccontando di viaggi…se ci soffermiamo un attimo, in ogni viaggio c’è qualcosa di tragico, che poi fortunatamente si trasforma in comico al rientro! 😉
    E su di una cosa sono d’accordo: il traffico sulla tangenziale di Napoli dovrebbe entrare quanto meno nella dichiarazione di stato di calamità! :p
    Ciao caraaaaaa! :*

    1. E’ vero, al momento vedi tutto nero!
      Per fortuna, grazie al lieto fine, ho potuto raccontare le dissavventure con un sorriso! 😉
      E in merito alla tangenziale (tu la conosci bene)…la prossima volta esco di casa alle 3 di notte 😀 😀
      Un caro saluto!

  6. No vabbè Daniela! Ma perché capitano sempre tutte a te?!? Ho ancora in mente il giro del mondo in 80 giorni che avete dovuto fare per tornare dalla puglia a salerno! ahahah
    Per fortuna alla fine è andato tutto per il meglio, anche noi quando siamo partiti per Edimburgo inizialmente non ci siamo goduti molto le cose, più che per i ritardi per via della tecnologia. Il mio telefono non funzionava, cercavo di fare una foto e si bloccava, cercavo di registrare un video con snapchat e la schermata si chiudeva….alla fine dopo mille santi tirati giù sono riuscita a fare delle riprese che, una volta arrivati in albergo e acceso il wifi, ho scoperto di aver perso a causa di una chiusura involontaria dell’applicazioni che quindi non è riuscita a salvare i file senza connesione!
    Il lavoro di una giornata buttato al vento, volevo piangere. ahahah
    Per fortuna poi mi sono tranquillizzata e goduta il resto del viaggio…e ora ho comprato un telefono nuovo, fanculo. si può dire fanculo???
    ahaha
    Un bacione <3

  7. Ciao Dani! Leggendo le tue sventure mi è salita l’ansia. Comunque è proprio vero, più uno si organizza al meglio e più accadono avvenimenti che ti depistano! Che rabbia!!!
    PS è stato un bene dimenticarti di prendere la Xamamina: saresti riuscita lo stesso a fare tutte quelle peripezie? XD :*

    1. Caspita non ci avevo pensato, hai ragione!
      La Xamamina provoca una leggera sonnolenza…non sarei mai riuscita a correre e contemporaneamente spogliarmi della roba metallica!
      Hhahaha grazie! Un bacione anche a te!

  8. È proprio il caso di dirlo: ma che sfiga! L’importante è che alla fine siete riusciti a vedere Colmar, avete proprio rischiato di brutto! 100 punti per il vecchietto in moviola, leggendo mi sono ribaltata e mi sono vista precisa precisa nella situazione.

  9. Giusto perchè le sfighe non vengono mai da sole..ma tutte insieme 🙂 ciò che conta è che alla fine ce l’hai fatta! A Colmar ci sono stata per i mercatini di Natale (avevo scritto un post) e mi sono innamorata di quelle casettine!

    1. Hey che coincidenza! Ci siamo sentite a “casa tua” poco fa’ 😉
      Domattina lo vado a leggere, Colmar dev’essere incantevole a Natale…quasi quasi!

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