Come ho trasformato Verona in Venezia per amore

Non c’è nulla da fare: quando una città turistica funziona davvero, soggiornarvi, visitarla e passarci il tempo è facile ed estremamente piacevole.

Verona è una bellissima città: dalle architetture ai paesaggi, dal cibo alle attrazioni turistiche. L’accoglienza è perfetta. Un’opera testuale, che è entrata nella storia dell’antologia mondiale, è il motivo principale dell’affluenza di migliaia di turisti stranieri, inglesi e americani (soprattutto).

Sto parlando alla tragedia scritta da William Shakespeare:  Romeo e Giulietta. Centinaia di migliaia di persone in un anno si recano in pellegrinaggio in via Cappello (in cui si è voluto cercare l’assonanza con CAPULETI), dove si trova il cortile sovrastato dal leggendario balcone più fotografato al mondo (secondo solo alla FINESTRA del Biancovestito).

Il viaggio a Verona era il mio regalo per i quarant’anni a mio marito. Per dirla tutta, il vero regalo si TROVAVA proprio a Verona e il viaggio era un pretesto per andarlo a vedere!! Avevo impacchettato tutto come una sorpresa; fino al momento in cui abbiamo messo piede sul treno, mio marito non sapeva dove stessimo andando e perché! Quando gli ho rivelato il nome della città in cui stavamo per soggiornare…un pochino c’era rimasto male. Dopo tutti gli indizi che gli avevo centellinato nei giorni precedenti (la città dell’amore, Veneto, città degli innamorati ecc) per qualche motivo lui aveva capito che andassimo a Venezia.

Avevo prenotato online un pacchetto davvero da “Sogno”. Una notte con colazione e cena nello chicchissimo ristorante Maffei. Il lussuoso Hotel era niente pò pò di meno ubicato NEL cortile di Giulietta. Praticamente aprendo la finestra della nostra camera, il famoso balcone era proprio di fronte!

Sogno di Giulietta, questo il nome del Relais, incarna perfettamente il sogno di una fuga romantica nella città degli innamorati. Quando ci siamo stati era il 2012 e, controllando pochi giorni fa i prezzi attuali del pacchetto che acquistai, mi è venuto un colpo! Invece il ragalo/sorpresa per mio marito era poco più in là. Nello stesso cortile della casa di Giulietta, c’è un accesso che porta alla “terrazza degli innamorati” completamente lastricata con delle mattonelle 10×10. L’associazione che detiene la gestione di questa terrazza (dove si tengono piccoli concerti, eventi culturali ecc) VENDE ogni singola mattonella con la possibilità di inciderci una breve dedica! Una volta scelto il testo e perfezionato l’acquisto online, riceverete delle indicazioni (particolarissime e fighissime) per individuare la vostra mattonella fra le migliaia.

Lovestone si chiama il progetto. Una volta sul posto, ci siamo fatti “stampare” una copia della pietra incisa, da tenere come ricordo. Per chi non abbia la possibilità di andare fino a Verona per vedere la propria mattonella, il sito prevede la spedizione di una copia con l’esborso dell’ulteriore “modico prezzo” di circa 60 Euro.

Bon, il centro della città di Verona si raggiunge facilmente con una mezz’oretta di cammino dalla stazione. Una bella passeggiata di circa 2 Km che, se avete pochi bagagli al seguito, non vi peserà affatto. Generalmente, quando preparo la valigia, sono solita pensare alla possibilità di visitare il più possibile di un posto, anche dopo il check out dall’albergo, dunque con bagagli al seguito.  Il mio must è lo zainetto sulle spalle e basta. Al massimo qualche bustina con i souvenir comprati giusto prima di partire. A questo proposito, un giorno vi parlerò del nostro ritorno dai Mercatini di Natale di Bolzano: quello che NON potevamo avere in mano!

Entrati in piazza Bra oltrepassando la bellissima Porta Nuova, verrete accolti immediatamente dall’imponenza dell’Arena, teatro di concerti, eventi, spettacoli televisivi ecc. Siete già in pieno centro, nella zona pedonale sulla quale si affacciano bellissimi portici, bar, negozi, ristoranti ecc. Imboccate la bella e lastricata via Mazzini, rifatevi gli occhi fra le vetrine fashion/glamour e proseguite fino a confluire automaticamente in via Cappello.

Neanche 50 metri a destra ed entrerete nel cortile dell’innamorata più sfigata del mondo (con l’ingresso del suddetto Hotel). Invece 100 metri a sinistra, raggiungerete la suggestiva Piazza Erbe. Ristorantini tipici, locali, bar e, soprattutto, tantissime bancarelle con souvenir, cibo di strada e quant’altro. Da quì si accede alla Torre dei Lamberti (dalla cui cima apprezzerete la bellezza di Verona), alle Arche Scaligere, (splendido “inno alla morte”), e al resto delle attrazioni.

Bello il patibolo che campeggia al centro della piazza, così come la “costola del diavolo” (in realtà di balena) appesa in bella mostra sul portale per accedere all’attigua Piazza dei Signori.

Le facciate istoriate dei palazzi che lambiscono la Piazza sono uno spettacolo, così come la facciata del suggestivo Palazzo Maffei, sede dell’omonimo ristorante dove ci è stata offerta la superba cena. Siccome inclusa nel pacchetto c’era una tessera per accedere gratuitamente alle principali attrazioni storico culturali della città, avevo già mesi prima (!) programmato l’itinerario di sole 36 ore utili per vedere tutto (tenendo conto di pausa/cibo e orari di apertura e chiusura delle attrazioni).

In quasi un giorno e mezzo abbiamo visto TUTTO quello che c’era da vedere a Verona, passeggiata sul lungofiume inclusa.

Con me #scarpecomode.

Allora: ingresso nella Casa di Giulietta, Piazza Erbe con Piazza dei Signori, Torre dei Lamberti con veduta panoramica, Arche Scaligere, Ponte in Pietra, Lungofiume, CastelVecchio con relativo museo, Pozzo dell’Amore, Via Mazzini, Piazza Bra, ingresso nell’Arena,  Museo Lapidario, passeggiata lungo le antiche Mura, Tomba di Giulietta, il Vecchio Macello, la bellissima San Fermo e, infine, la storica Porta dei Leoni con lo scavo nel sottosuolo in bellavista. BASTA? Tutto come da programma, tutto calcolato al minuto.

L’unico contrattempo (ma piacevole) è stata la chiaccherata con i proprietari/gestori del magnifico Ristorante Maffei. Siamo stati indirizzati a cenare in questo ristorante con tanto di LETTERA di accompagnamento con il logo del Relais! Che figata! Cena stupenda, portate buonissime, molto fini e ricercate. Alla fine ho commesso “l’errore” di complimentarmi con lo chef dicendo: “veniamo dalla costiera Amalfitana ragion per cui, essendo abituati ad un certo standard di cucina a base di pesce, siamo piacevolmente sorpresi dalla qualità e dalla preparazione dei piatti”. Non l’avessi mai detto! Chiamano lo chef  direttamente dalla cucina e mi pregano di ripetergli tutti i complimenti, parolaperparola! E non finisce qui, la giovane e simpatica proprietaria ci accompagna nelle suggestive cantine dove gli scavi avevano riportato alla luce colonne e capitelli romani.

C’erano dei tavoli appartati, a lume di candela, anche li’. Ci fa scendere fino alla parte più sottoposta dei sotterranei, dove ci mostra con orgoglio i vini più prestigiosi (chiusi infatti dietro a delle antiche cancellate enormi). Una splendida serata…con epilogo però…bagnato…

Tornati in Hotel decidiamo di usare la Jacuzzi. Riempio la vasca a 3/4 contando sul fatto che il volume dei nostri corpi, portasse il livello dell’acqua al punto ottimale dei bocchettoni.

Mi ci tuffo dentro per prima e, per non aspettare mio marito (che parlava a telefono con mia SUOCERA), decido di azionare l’idromassaggio.

Qualche disgraziato che aveva utilizzato la vasca in precedenza, aveva lasciato TUTTI E SEI i bocchettoni orientati verso l’alto! E’ stato davvero un attimo!

I potentissimi getti hanno trasferito sul pavimento qualcosa come 5 cm d’acqua! Una piccola scatoletta bianca sul pavimento ha cominciato ad emettere un sinistro cicalino ed è stato il PANICO.

Ho urlato aiuto perché non riuscivo a SPEGNERE l’idromassaggio.

Quando mio marito si è degnato di attaccare con sua madre, è entrato in bagno e si è trovato davanti la scena: fontane zampillanti e una “laguna” per terra.

C’era tanto rimasto male che la destinazione a sorpresa non fosse Venezia che….ho tentato di rimediare…!

Passammo tutto il resto della notte ad asciugare il pavimento con le (per fortuna) 18 asciugamani di spugna in dotazione, con la paura che quel coso che lampeggiava a terra, potesse attivare qualche allarme anti allagamento! Mi è andata bene, non ci sono stati danni. Sogno di Giulietta è un Ralais fantastico. Per qualche fortunata congiunzione astrale ci avevano assegnato una camera superior al posto della standard che avevo prenotato. Ed io sono riuscita ad allagarla!

La tabella sulla porta riportava 1200 euro a notte! D’altra parte, Jacuzzi, prodotti da toilette Bulgari, ciabatte ed accappatoi brandizzati, lenzuola Frette ecc. Era fantastica, una vera bomboniera, come testimoniano le foto.

L’indomani avremmo visto l’Arena, la casa di Giulietta, altri musei, un giro per la città e, per finire, la Tomba di Giulietta. Quest’ultima è l’unica cosa che non siamo riusciti a vedere, a causa di una scolaresca inglese che praticamente circondava il sarcofago di pietra. Quel giorno ero molto stanca e, non essendomi svegliata in modalità Cerbero, decisi di non fare questioni, soprattutto con il mio inglese stentato… Piuttosto bella, invece, la statua dei Giulietta e Romeo cinesi: ci copiano pure quelli!  Conservo di Verona un bellissimo ricordo, spero di rivisitarla un giorno con più calma. Se non altro, mi è rimasta la smania di un bagno caldo…..

2 pensieri su “Come ho trasformato Verona in Venezia per amore

  1. Ciao D.
    Eccomi qua a fare un giro sul tuo blog :-)! Mi sono proprio divertita a leggere alcuni dei tuoi post.
    Verona mi è piaciuta molto, la trovo una città estremamente romantica (potrebbe essere altrimenti?) e affascinante, anche se ci “marciano” moltissimo sulla storia di Romeo&Giulietta (ma anche in questo caso, potrebbe essere altrimenti?). Comunque è una di quelle città che visiterei ad oltranza.

    Sara 😉

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