In kayak fra la Divina e la Selvaggia


Il Golfo di Salerno è placidamente situato fra le braccia di due Costiere tanto diverse quanto belle.
La divina Costiera Amalfitana “so scic” e la selvaggia Costiera Cilentana, più rude ma, altrettanto bella!

Avendo la fortuna di abitare nell’entroterra, in un punto equidistante fra questi due gioiellini, dispongo di libera scelta in merito.
Un giorno mi sveglio in modalità glamour e vado in Costiera Amalfitana, l’altro mi sveglio più free e scelgo di solcare le acque del Cilento.


Circa due anni fa acquistammo un kayak pneumatico semi professionale, di quelli gonfiabili e richiudibili in una pratica sacca.
Comoda e leggera da asciutta…
Bagnata raggiunge il peso di due sacchi di cemento!
Un bellissimo due posti dall’elegante livrea verde smeraldo e neoprene nero.
Devo ammettere che ci ha regalato notevoli soddisfazioni, scarrozzandoci (a forza di braccia) da Punta Licosa a Marina di Praiano.
No, non in una sola volta eh!
Punta Licosa è l’estremo punto meridionale del Golfo di Salerno.
L’omonimo isolotto di Licosa è un fantastico lembo di sabbia bianchissima sul quale si erige il delizioso faro bianco e la proprietà privata della famiglia Boroli, proprietaria della De Agostini.
Il nome di quest’isolotto è legato al mito di Ulisse e di Leukosia, una delle tre sirene che tentarono inutilmente di “flirtare” con lui nella fortunata Fiction “L’Odissea”.
Abbiamo raggiunto e sfiorato le sue acque cristalline partendo da S.Maria di Castellabate, il caratteristico borgo marinaro del film Benvenuti al Sud.
Pagaiare fra acque cangianti dallo smeraldo al trasparente è stato fantastico.
Alternavamo tratti in solitaria e tratti invece in cui dovevamo mantenere l’equilibrio a causa delle ondate prodotte dai diportisti maleducati ed arroganti.
La Costiera Cilentana è, come dicevo prima, selvaggia e dal fascino irresistibile per gli amanti del diving, dello snorkeling o, più semplicemente, dello spiagging.

Le rocce a picco sul mare e la vegetazione tipica della macchia mediterranea ne fanno uno spettacolo per gli occhi.
La Costiera Amalfitana invece, è un altalenarsi di torri normanne, hotel con discese a mare private, magioni di ricchi imprenditori, localini a picco sul mare, spiaggette mozzafiato e grotte buie in cui ci siamo avventurati come due folli!

 

Il tutto caratterizzato dalla presenza di quel serpentone di strada costiera tutta tornanti e terrazzamenti coltivati a limoni.
In entrambi i casi, per chi voglia soltanto godersi il bellissimo mare con un kayak, trovare parcheggio per l’auto non è cosa facile: personalmente non amo usufruire degli stabilimenti balneari.
Siamo, infatti, soliti portare tutto con noi nella comoda sacca posteriore e goderci l’outdoor liberamente.
NO ombrellone, No sedia a sdraio, NO bagnanti molesti!
Solo le onde e due coppie di pagaie che remano in sincrono. Talmente in sincrono che sembra proprio una sola! XD
(hihihihihi il mio posto è sul sedile posteriore!)

Il Sevylor Yukon, nonostante sia un kayak pneumatico, è ottimizzato anche per le discese di rafting.
Dalle nostre parti è possibile fare rafting grazie alla presenza di diversi fiumi “allegri” diciamo così.
Purtroppo ancora non c’è stata occasione di provarlo ma, è mia ferma intenzione di battezzarlo sulle rapide del Calore, del Sele o del Tanagro.
Conto di parlarvi presto della mia esperienza, sperando di non raccontarvi che il kayak si sia squarciato sulle rocce!
Ci siamo ragazzi, le giornate si scaldano e si allungano: è ora di spolverare e gonfiare il mio kayak verde!
Qualche volontario con un fiato da almeno 2 Atm? 😉

Isolotto di Licosa
Sevylor Yukon Kayak pneumatico
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4 pensieri su “In kayak fra la Divina e la Selvaggia

  1. Che spettacolo, ci sono dei posti bellissimi dalle tue parti! Però l'Orsa sportiva che gonfia il kayak e rema come una professionista mi piace molto 😉

  2. Ma è vero…L'Orsa Nel Kayak potrebbe essere un'idea per aprire una “filiale” del blog hahahha! Grazie per lo spunto Silvia!
    In realtà è Orso che gonfia…e il fatto che io sia seduta dietro e che le pagaiate siano all'UNIsono significa una sola cosa…..Shhhh non lo diciamo a Orso però ;D
    Diciamo che il kayak è a trazione anteriore hihihi!
    In realtà, Silvia, la mia disciplina preferita è il FoodThlon: uno sport da tavolo che pratico a livello agonistico. E gli avversari/concorrenti non si contano! 😉

  3. Ciao 😉 infatti era pacifico il riferimento sarcastic/radical/amalfitan/chic 😀
    Per il resto, credo di no, non ci siamo mai incrociati: due orsi che pagaiano su un gommone verde-ramarro li avresti notati!
    Benvenuto e grazie per essere passato da qui!

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