Roma The Ruyi: sulle tracce del leggendario scettro dal potere oscuro

Military Love

Lo ammetto, non ve l’ho raccontata tutta.
La mancanza di viaggi si sta facendo sentire rendendomi triste, sola e vulnerabile.
Ho lo sguardo perso nel vuoto e mi sento come un veterano del Vietnam seduto su una vecchia e cigolante sedia a dondolo sul portico di casa.
Così, complice una serata “allegra” in compagnia della pericolosa combo birra (rigorosamente camouflage limited editions) e toscanello, ho deciso di aprire i miei archivi di stato, quelli dove inserisco i dossier secretati.
Da dove comincio?

Ricordate la storia della “spia”? Fui inviata a Roma in un noto hotel di lusso, in qualità di agente segreto, con il pericoloso incarico di fingermi una turista.
Ecco io non so come dirvelo, anche quella era una copertura.

In realtà fui inviata nella città dei Cesari per recuperare qualcosa.
Qualcosa di prezioso e inestimabile, la cui storia si perde tra realtà e mito.
No, non sto parlando dell’Arca dell’Alleanza (quella l’ha già recuperata Indiana Jones), ma del leggendario scettro dell’imperatore e condottiero mongolo Qublay Khan, nipote del più noto Gengis Khan.

Amici, aprite bene le orecchie perché sto per raccontarvi una storia che come nel romanzo più visionario che abbiate mai letto, mescolerà potere, sangue e misteri legati ai luoghi più insoliti di Roma.
Il mio viaggio si è intrecciato con le figure di Papi assetati di potere, con personaggi scomodi come Giordano Bruno e Cagliostro, e con artisti come Raffaello e Michelangelo.
Tutti i loro destini sono stati in qualche modo legati o manipolati dal Ruyi, l’oggetto che mi ha fatto andare su e giù per la Città Eterna, costringendomi a intrufolarmi in angoli segreti e poco conosciuti.

Ma che è sto Ruyi, vi starete chiedendo.
Quando verso la fine del XIII secolo Marco Polo tornò a Venezia dal suo lungo viaggio, pare che avesse con se questo potente e magico oggetto appartenuto al quinto Gran Khan, di cui era diventato consigliere e ambasciatore.

A proposito, amici e colleghi travel blogger, ditemi che avete nel vostro portafogli un santino protettore di Marco Polo, insieme a quello di Ulisse e di Cristoforo Colombo… i nostri padri fondatori!

Dicevo, Polo torna a Venezia dal suo viaggio – che definirlo viaggio è riduttivo – con il Ruyi, lo scettro del Gran Khan.

Mai nulla è trapelato, mai nessuno ha sospettato, mai nessuno ha immaginato.

E infatti il nostro viaggiatore veneziano si porta scettro e segreto nella tomba. Tomba la cui collocazione risulta ancora oggi sconosciuta.

Confessione n.2

Anche i miei viaggi a Venezia a/r in giornata per fare la spaccontata di prendere un caffè e tornare, erano in realtà una copertura.
Vi pare che io sia il tipo da fare sto tipo di zingarate anni ’80? In realtà mi trovavo a Venezia proprio per indagare e per incontrare una persona.

Sono stata contattata da Carlo Dolfin, un anziano professore universitario la cui famiglia affonda le radici ai tempi in cui la Serenissima primeggiava nei commerci con l’Oriente.
Il vecchio professore mi ha mostrato un manoscritto ritenuto autentico in cui Benvenuto Cellini, il noto scultore e orafo fiorentino, lascia intendere (e neanche tanto velatamente) che lo scettro sia finito a Roma nelle mani di Rodrigo Borgia (‘sti Borgia, sempre loro).

Cellini verga nero su bianco come fu lo stesso Borgia a chiedergli di cambiare forma e stato al Ruyi, per non farlo cadere nelle mani sbagliate.
Il leggendario scettro dunque fu privato della sua forma più nobile e preziosa per occultarne i poteri, e fu nascosto in un innocuo e comune manufatto di vita quotidiana.

Da quel momento il potente scettro passa di persona in persona, nelle mani inconsapevoli di preti, artisti e popolani. Fino ai giorni nostri.

Ma come in ogni thriller fantastorico che si rispetti, io non sono mica sola?
Sì, ci sono anche i cattivi sulle tracce di questo oggetto, che pare doni un potere immenso.
Si tratta di una pericolosa setta di criminali, una sorta di SP.E.C.T.R.E. in salsa archeo-massonica.
Il professor Dolfin mi ha messa in guardia, e confida che io trovi il Ruyi prima di questa banda di invasati e assetati di potere.

Confessione n.3

La Crociera, ricordate? Vi pare verosimile che io abbia vinto una crociera MSC? Dai! Anche quella era una copertura.
I vertici della fazione dei cattivi si sono incontrati segretamente a bordo di una lussuosissima nave da crociera, mimetizzandosi tra centinaia e centinaia di innocui vacanzieri.
Tra questi anche l’Orsa.

Io ero a bordo per osservarne i movimenti, mettere insieme gli ultimi tasselli, e per anticipare le mosse della loro imminente caccia al tesoro a Roma…

Sulle tracce del Ruyi nel cuore della Città Eterna

Una volta a Roma, le coordinate per incontrare il mio contatto mi portano in via dell’Orso (!!), ma il luogo del rendez-vous è deserto.
Il mio partner d’avventura decide infatti di operare nell’ombra, affidando le comunicazioni a messaggi in codice inviati via sms.
E va bene poco importa, questa è una corsa contro il tempo per cercare di indovinare la nuova forma che il Cellini ha voluto regalare al Ruyi.

Su indicazioni del mio contatto anonimo, percorro tutta la città risolvendo decine di enigmi, decifrando simboli e misteri.
Storie, intrighi e leggende mi conducono attraverso vicoli, ponti, piazze e luoghi sconosciuti. Sembra di muovermi in un’altra dimensione, in una Roma parallela a quella del turismo “ufficiale”.

Passano le ore, e la mia ricerca è sfiancante e inconcludente. Del Ruyi nessuna traccia.

Anche il contatto è in silenzio radio ormai da diversi minuti, e non sapendo più dove cercare, mi dirigo nel parco di Villa Borghese.
Stanca e provata dai chilometri percorsi, mi accascio esausta su una panchina per riposare.

E all’improvviso lo vedo.

Tempio di Diana Villa Borghese Roma

Ma certo, una caccia al tesoro non poteva che condurmi al cospetto del tempio di Diana, la dea della caccia!

Da lontano scorgo qualcosa che luccica. Sì, c’è un oggetto irradiato di luce, e giace sull’antica ara del tempio, al pari di un oggetto sacro!
Mi avvicino e… no, non può essere lui!
Il potente scettro del Gran Khan occultato in un innocente succedaneo affettivo?
Però ora il Ruyi è un qualcosa di apparentemente innocuo e comune, ma vuoi vedere che…

No, non credo di essere degna di impossessarmi del vero sapere.
E soprattutto non credo di avere il coraggio di “saggiarne” i poteri.

Riuscirà Orsa Jones nella sua missione, oppure il potente Ruyi finirà nelle mani (e nella bocca) dei cattivi?

Confessione n.4

E va bene, il ciuccio è veramente troppo… forse birra e toscanello insieme, era meglio evitarli.
Ho indossato sì i panni di Orsa Jones, ma ero comodamente sdraiata sul divano.
Lasciate che vi spieghi.

A Roma come ospite misterioso in hotel ci sono stata per davvero, la crociera anche l’ho vinta sul serio, e come sapete anche i viaggi a Venezia a/r in un giorno, erano verissimi.

E per dirla tutta, anche la missione di recuperare il Ruyi era reale, anche se una pura caccia al tesoro a Roma. L’intenzione era quella di giocare tra le strade della città, ma non è stato possibile.

Ricordate l’epico nubifragio che colpì Roma nel settembre del 2017? Ecco io c’ero.
Venne giù l’apocalisse. E che vuoi giocare?
L’unico tesoro a cui ho dato la caccia era un riparo.

Riparo che alla fine trovai in stazione, quando ormai ero completamente fradicia.
Così, una volta tornata a casa, ho giocato nella modalità “divano”.

Caccia al tesoro a Roma: The Ruyi di Alberto Toso Fei

Roma The Ruyi Whaiwhai

Il bel poncho blu mi è stato donato da un cingalese mosso a pietà 

Al pari di Firenze 1954, episodio in cui salvai Firenze dalla minaccia di un’invasione aliena, anche The Ruyi è una straordinaria storia interattiva capace di trasformarci tutti in provetti Indiana Jones del turismo.

The Ruyi è una caccia al tesoro a Roma che attraverso vicoli, piazze, enigmi e indizi, trasforma la Città Eterna in un enorme tabellone di gioco, dove le pedine siete voi e il dado è il vostro smartphone.

Il meccanismo di gioco è lo stesso utilizzato per tutti i volumi della collana Whaiwhai, cioè un quaderno con le pagine frammentate e mischiate che vanno ricomposte, di volta in volta, risolvendo gli enigmi disseminati in città.

Caccia al tesoro a Roma The Ruyi

Giocando mi sono spostata da una parte all’altra di Roma, scoprendo tante curiosità che non si leggono sulle comuni guide di viaggio.
Ad esempio che la Bocca della Verità non funziona più da quando è stata imbrogliata da una donna, oppure che la chiesa alle spalle della Fontana di Trevi è la chiesa delle frattaje, sotto il cui altare maggiore sono custodite le sacre budella di molti papi.

Sessanta sono i racconti da ricomporre per risolvere gli indovinelli indicati via sms.
Sessanta racconti da vivere come protagonista, per scoprire gli angoli più affascinanti e misteriosi di Roma.

A Roma The Ruy si può giocare in ogni momento e circostanza. Di giorno, di notte, da soli, in gruppo oppure in squadre con la modalità sfida.

Si possono anche impostare la durata della partita, il livello di difficoltà e la zona dalla quale iniziare a giocare.
Basta inviare il primo sms al numero indicato nel quaderno, scrivendo un messaggio come questo:

ORSA 2 AVANZATO N

dove ORSA sta per il nome del giocatore, 2 la durata della partita (ad esempio 2 ore), AVANZATO il grado di difficoltà e N Nord (il punto dal quale volete iniziare la caccia).
Tutti i luoghi sono all’aperto e pubblici, tanto che si può giocare anche da casa, magari aiutandosi con Google Street View.
Alla fine del gioco è anche possibile visualizzare un report con tutti gli spostamenti, gli enigmi risolti e gli errori… ebbene sì, anche quelli.

Game play caccia al tesoro a Roma The Ruyi

L’ho trovato un modo divertente e diverso per visitare una città.

Ah dimenticavo, ovviamente Cellini non ha mai trasformato il Ruyi in un ciucciotto (ciucciotto che spero sia stato ritrovato dal legittimo proprietario), ma in una preziosa sa… no, dovrete scoprirlo da soli!

Conoscete le guide Whaiwhai? Avete mai visitato una città in modalità caccia al tesoro?

Special thanks to Whaiwhai

12 comments

  1. Ricordo benissimo la missione sotto copertura nell’albergo di Roma, la gita di un giorno a Venezia e la crociera, e anche la missione di Firenze. Per questo per un attimo ho pensato: ma stai a vedere che l’Orsa, come in Mr. & Mrs. Smith, ora ci rivela di essere davvero una secret agent? Sarebbe la trama perfetta per una spy story!
    Non conoscevo le guide Whaiwhai e solo leggendo della tua esperienza mi sento di dire che sono un’invenzione geniale: un modo divertente per viaggiare virtualmente di questi tempi. Ho visto sul sito che tra le città c’è anche New York e sarebbe un bel modo per tornare tra le strade di Manhattan.
    Buona domenica

    1. Ah, Mr. & Mrs. Smith… mi hai fatto venire in mente lo scambio di battute “Amore, sei ancora vivo?”,”La tua mira fa schifo quanto quello che cucini” 😀
      Agente segreto, magari! Infatti più che birra&toscanello è stata la disperazione a scrivere questo post 😛 Teniamo duro, Silvia.
      I quaderni contengono una chiave numerica che può essere giocata solo due volte: ho pensato di giocarmi una vita (come nei videogiochi) da casa, e l’altra me la conservo per tempi migliori, quando finalmente sarà possibile viaggiare di nuovo. E questa volta giocherò anche sotto il diluvio! 😉
      Sì, ho letto l’introduzione della storia ambientata a NY e sembra parecchio interessante!
      Grazie e buona domenica anche a te! <3

    1. Ciao Nadia, a chi lo dici… parliamo la stessa lingua!
      La prima volta che ho giocato con una guida Whaiwhai ero a Firenze. M’intriga moltissimo anche la guida di Venezia, città notoriamente permeata da simbolismo e misteri tutti da scoprire! Per ora posso solo giocare “dal divano” 😉

  2. Sai che, leggendo, indecisa se crederti o meno, stavo pensando: ma pensa te! Sembra troppo quella caccia al tesoro che abbiamo fatto con fratelli e nipoti la scorsa estate a Milano!
    Nei commenti, glielo devo scrivere, ad Orsa, e consigliarle le guide Whaiwhai…. 🙂 🙂 🙂

    1. Elena, ormai per noi liberi viaggiatori la caccia al tesoro sembra essersi ridotta alla ricerca di un’ora d’aria lì fuori! 😛
      Anche a Milano? Che bello, mi hai incuriosita, ora vengo a sbirciare nel tuo blog 😉
      Grazie! 🙂

  3. Hai svelato la tua evra identità da, nome in codice, “000rsa”. 😉
    Spero che le tue missioni possano ricominciare il prima possibile.
    Grazie per avermi fatto scoprire questo nuovo mondo, non conoscevo le guide Whaiwha. Chissà se faranno Lisbona.

    1. Hahahahah OOOrsa mi piace assaje, te la rubo e me la rivendo 😛
      Eh purtroppo non c’è una guida ambientata a Lisbona, peccato perché una storia tra i segreti di Alfama (con un bel Fado in sottofondo) ci starebbe meravigliosamente!
      Grazie a te, Lilly! :*

  4. Presa dai miei momentanei problemi mi ero persa questo capolavoro di racconto di spionaggio. Per un attimo ho confuso il condottiero mongolo Qublay Khan con il Cobra Kai. Perdonami per la mia ignoranza, ma sappi che ho provato 5 minuti di vergogna ed imbarazzo personale. Ho invidiato tantissimo la tua esperienza in incognito al Sofitel e Venezia in un giorno mi ha aperto un mondo nei viaggi di una giornata. Ricordo di avere affermato con forza SI…PUÒ…FAREEEEE
    Della crociera la leggenda narra persino che il comandante della nave ha avuto il piacere di vedere l’orsa in abito da sera.
    La cosa più strabiliante comunque è che non sapevo fumassi il toscanello. Comunque, scherzi a parte, la tua penna è magistrale! Non conoscevo whaiwhai, mi hai aperto un interessantissimo mondo! E vedo che si può giocare anche comodamente dal divano!

    1. Hahahahahah non preoccuparti… 15 minuti di “metti la cera/togli la cera” andranno bene per espiare 😛
      Colpa di mio fratello, quando tornava dalle missioni in Medio Oriente portava dei sigari (acquistati negli spacci delle caserme internazionali) che avevano un odore buonissimo. A me piace da morire il profumo del sigaro e certe volte lo accendo come “profumatore” in casa 😉
      Grazie infinite per il complimento 🙂 i quadernetti sono una genialata pazzesca, un modo alternativo per divertirsi a fare il turista di una volta (con la cartina in mano)! Speriamo che arricchiscano la collana con altre città *__*
      Grazie ancora, Simona!

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