Racconti del 31 ottobre

Chiamateli misteri, suggestioni, condizionamenti, eventi e fatti incomprensibili o come volete: sempre di un viaggio si tratta, anche se soltanto con la fantasia.

Questo giorno è perfetto per raccontare fatti misteriosi, magari riuniti attorno al fuoco di un camino di un B&B o semplicemente seduti al proprio pc.
Per la verità mi sono lasciata ispirare da un tweet dei blogger di @Viaggiaescopri: quando ho visto l’immagine allegata la mia mente si è fiondata ad una ventina di anni fa (forse anche di più…) quando fui vittima di fatti davvero inspiegabili.

La location era Villa Adriana, una splendida ed immensa area archeologica sita a Tivoli (Rm).
Villa Adriana fu la residenza imperiale dell’omonimo imperatore romano. Insomma un complesso di bellissimi edifici, piscine, terme, giardini, simbolo dell’architettura romana più sontuosa. Assolutamente da vedere!
Ma veniamo i fatti.
Eravamo un discreto gruppo in gita fuoriporta, l’itinerario comprendeva anche Villa d’Este, altra meraviglia rinascimentale.
Per una sorta di percorso storico/cronologico decidiamo di fare la prima tappa a Villa Adriana. E lì siamo rimasti!!
Sono  passati tanti anni ed i fatti, i particolari, le successioni temporali non li ricordo con precisione: quello che mi è rimasto è una sorta di segno, di impressione sopita che si è risvegliata alla vista di quella foto.
Ma più di ogni altra cosa ricordo una figura, il suo volto bianco scavato ed il suo “outfit” decisamente bizzarro.

Visitando le diverse aree di Villa Adriana, ci trovammo a passare nei pressi di quello che era uno scavo archeologico aperto, in corso. Operai e archeologi intenti a scavare piegati a terra con i pennellini d’ordinanza ed una figura in piedi, di spalle. Se qualcuno di voi, negli anni passati ha visitato Villa Adriana, e ha visto/riconosciuto questa persona, mi scriva pure così possiamo confrontare le nostre “suggestioni”.
L’uomo era altissimo, almeno uno e novanta/due metri di altezza.
Di una magrezza impressionante e, ancora più impressionante il suo abito.
Un lungo mantello nero, bastone (nero ovviamente) e cappello a cilindro.
Aveva tutta l’aria di dirigere gli scavi, si comportava come uno di quegli archeologi inglesi del diciottesimo secolo.
Ci chiedemmo se ci fosse qualche rappresentazione o rievocazione storica che giustificasse il suo abito proto-steampunck ma, all’epoca, ste cose non esistevano. Il tizio all’improvviso si gira e si mostra in tutto il suo pallore.
Il viso era bianchissimo, scavato e spigoloso, le labbra sottili e rosse, l’espressione quasi cattiva.
Nel momento stesso in cui si gira, aggancia il mio sguardo (solo il mio, checculo!) e svengo! In tutta la mia vita solo due volte sono svenuta: questa e successivamente ad una brutta caduta da cavallo.
Ebbene quello che accadde immediatamente dopo, ancora oggi non me lo spiego. Quando mi riebbi mi trovai distante dal luogo dello scavo e sola: del mio gruppo nessuna traccia.
Mi svegliai seduta ai piedi di un pino, con la testa dolorante appoggiata sul suo tronco.
Ero praticamente in un ampio prato circondato dagli alberi, poco distante da me una famiglia mi guardava incuriosita mentre consumava un panino sull’erba. Ricordo che ero completamente stordita ed intontita.
Sapete? E’ vero, è proprio come accade nei film: la prima domanda che ti viene è “dove sono, che ci faccio qui?”
Mi guardai rapidamente intorno e mi resi conto di dove fossi. Nello zaino avevo la brochure di Villa Adriana con la piantina, così l’afferrai con le mani tremanti e mi misi in cerca dei miei amici.
Li ritrovai, preoccupatissimi e agitatissimi, in quella parte del complesso archeologico che viene chiamata Teatro Marittimo.

Erano tutti intorno al bimbo più piccolo che viaggiava con noi: lo abbracciavano e lo stringevano. Azz, non erano preoccupati per me allora?!
Quel giorno di maggio c’erano pochissimi turisti e nel Teatro Marittimo eravamo praticamente soli.
Mi avvicinai a loro un po confusa ed anche un po’ incazzata perché i miei “amici” non erano venuti a cercarmi.
Prima che aprissi bocca per rimproverarli, notai immediatamente gli evidentissimi segni sul collo del piccolo!
Segni innegabili delle maglie di una catena!
Il Teatro Marittimo è una parte di Villa Adriana assai singolare. Un bellissimo portico con al centro un isolotto artificiale separato dal resto da un canale largo qualche metro.
Nessuna passatoia, nessun ponte per raggiungere l’isola.
Non so se ci siano ancora oggi ma, tutt’intorno al canale artificiale, c’erano delle protezioni fatte con le catene (le antenate delle transenne).
Preciso che le catene erano tutte integre, ben tese e ciascuna con le estremità fissate ai relativi pilastrini.
I miei amici mi raccontarono che il bimbo si era avvicinato ad una di esse sporgendosi per vedere l’acqua e che, all’improvviso, lo videro letteralmente contorcersi!!!!
E’ contro ogni legge della fisica che una di quelle catene si fosse attorcigliata intorno all’esile collo del bambino.
Eppure io ho visto i segni! Che per fortuna rimasero “solo segni”.

In quel momento mi venne in mente il volto scavato del tizio in nero.
Fatto che avevo completamente rimosso. “Ohh!” -faccio ai miei compagni- “Ma prima io sono svenuta, sono scomparsa e voi non vi siete nemmeno preoccupati di venirmi a cercare?”
Mi guardarono stupiti e interdetti, non capendo nulla di cosa stessi dicendo.
“Ma come? Tu ti sei allontanata mentre noi guardavamo gli scavi!”- mi sentii rispondere da uno di loro.
L’interdetta in quel momento fui io. In realtà non dettero retta ai miei vaneggiamenti più di tanto, presi com’erano da quello che era successo al cucciolo della comitiva, così
decisero di terminare la visita e di cercare qualche ristorantino accogliente nella zona.
Io rimasi silenziosa e pensierosa per tutto il tempo. Non vidi più quell’uomo e mai seppi chi fosse.
E in verità, in tutti questi anni, neanche me lo sono mai chiesta chi fosse, questa strana e inquietante figura alta, scavata e magra. Mai fino ad oggi.

Oh è tutto vero eh!

E a voi? E’ mai capitato un evento insolito o inspiegabile durante un vostro viaggio? Valgono anche gli episodi che accadono “in casa” (sparizioni di cose, rumori di passi o avvistamenti di strane figure come quelle di casa mia)! Se siete blogger raccontatelo sul vostro blog e taggatelo con #raccontidel31ottobre oppure scrivetemi nei commenti!

b434a0fd16852e81a2092ce3527ed11d

19 pensieri su “Racconti del 31 ottobre

  1. Ok, se volevi spaventarci, direi che ci sei riuscita 😀
    Il posto sarebbe anche bellissimo da vedere, quell'isolotto è fantastico e già mi vedrei a fotografarlo. Ma non so se andrò mai dopo questa storia 😀

    Fabio

  2. Nooooo ma quale “storia” è tutto vero! Comunque tranquilli, visitate Villa Adriana che è bellissima e merita davvero! L'episodio che ha come protagonista il tizio alto e magro risale a più di 20 anni fa. Era in là con gli anni già all'epoca. A quest'ora farà compagnia ai suoi “resti” archeologici hahaha…..sempre se di essere umano si tratti! ;-D

    • No no! Lo hanno visto tutti! O_O
      Effettivamente non si capiva dal racconto, ho dimenticato di scriverlo! 😛
      Se l’avessi visto solo io mi sarei seriamente preoccupata per i decenni a venire!!! 😀 😀

    • Come dicevo ad Alessia lo abbiamo visto tutti! Lui era assolutamente reale, se ne stava sul bordo dello scavo archeologico in posa da “padrone”. Era impossibile non notarlo!
      Gli incubi no però ci ho rimurginato sù per parecchio, soprattutto sul mistero di come fossi finita svenuta in quel prato….brrrrr!

  3. Okay. Adesso ho il cagotto. No perché sono pure in casa da sola e mio marito non è ancora tornato. Se MUORO di terrore ti vengo a trovare.
    Ma sei matta??? Ma ho i brividi! Non ti chiederò se è tutto vero, perché abito di fronte al Castello di Montebello (Azzurrina), chi sarei io per non crederti, quando divido il mio spazio vitale con una bambina blu? Tra l’altro sono stata a Villa Adriana, nel 2008, in una gelida e piovosa Pasqua, ma non ho visto nulla di strano. Meno male che la visita l’ho già fatta, se non col cavolo che andrei adesso!!!
    Però voglio ricambiare col mio momento di terrore e lo farò qui, perché è breve.
    Immagina la scena.
    Isola d’If, uno scintillante agosto d14 anni fa. Scendiamo dal battello per visitare la fortezza di Montecristo.
    Lasciamo i cortili per entrare nelle prigioni e ci troviamo in lungo corridoio, buio, freddo, angusto. Ovviamente apro la fila, perché non esistono più uomini con le palle e perché dopo anni di “Signora te lo dò io il giallo Fletcher”, penso sia la cosa giusta. Se lei è ancora viva…
    Sono quasi alla fine del corridoio, quando dalla nicchia minuscola nel muro sento una voce: urlo come una folle, copro gli ultimi metri di corsa (forse pure ad occhi chiusi), fino alla prigione….
    …e, niente, era il guardiano, un ragazzone di colore che in tutto quel buio non si vedeva.
    Meditate gente, meditate…
    Claudia B.

    • Claudia certo che è tutto vero! Infatti approfitto del post per chiedere se qualche lettore avesse visto/riconosciuto quell’uomo!
      Cosa cosa? N’do abiti? O_O Ma è fantastico!
      Fantastica anche la tua storia haahah con risvolto NON Paranormal hahaha!
      Hai visitato la fortezza di Montecristo wow! Se hai scritto qualcosa in merito linkami il post che lo leggo con piacere!
      Buon fine settimana! 😉

      • Vedi come sono fortunata a vivere tra Valmarecchia e Montefeltro…sono circondata da spiriti, ‘tacci loro. Almeno pagassero la tasi.
        Comunque abito davvero nella vallata di fronte a Montebello, non è una battuta.
        Dell’isola d’If ho solo quell’articolo che ti ho lasciato su twitter 🙁
        A presto!
        Claudia B.

  4. No vabbe, film horror puro.
    A me di cose spaventose ne sono successe parecchie ma poche in viaggio. Più nella vita di tutti i giorni. Posso raccontare però questo fantastico evento che mi ha raccontato Stefano e che risale a qualche anno fa, quando usciva con la comitiva di amici in motorino, avranno avuto 17 anni più o meno.
    Il cimitero di Pomezia è un pochino defilato dal centro della città, si trova alla fine di un lungo viale appena fuori dalla città. Di notte questi baldi giovani fra cui il mio ragazzo si divertivano a radunarsi lì per provare il brivido di non so cosa. Fatto sta che una sera l’hanno provato davvero. Saranno state le due di notte ed erano tutti al parcheggio con i motorini, saranno stati in quattro, ovviamente non c’era nessuno in giro. Se non una macchina. Vuota.
    Almeno apparentemente…. I baldi giovani iniziano a fare i fari alla macchina per vedere meglio. Niente, continuano a chiacchierare. Ad un certo punto uno di loro si gira verso la macchina ancora illuminata dai fari e vedono dai sedili posteriori spuntare le teste di due bambine piccole che giocavano con i capelli di una bambola… Sono scappati più veloci della luce. Ed ancora oggi non capiscono come sia possibile che, a tarda notte, in un cimitero vuoto, due bambine fossero chiuse in una vecchia macchina a giocare con una bambola.

    Quando me lo ha raccontato mi ha fatto vedere la pelle d’oca che gli era venuta anche solo a parlarne.
    Assurdo.

    Beh, detto questo buona serata orsa! Ahahahah

    • Oddio!!
      Bambine+bambole+cimitero!!!! Ma anche qua c’è la sceneggiatura per un film horror!
      Pazzesco! quelle cose a cui non darai mai una spiegazione!
      HAahah buona serata anche a te! 😉

  5. Orsaaaaa mi ero persa anche post! Come ho potuto!!! A questo punto devo entrare nello studio della pediatra e vedere di che si tratta, così ho qualcosa di paranormal da raccontarvi anche io! Con questo racconto mi hai fatto cagare sotto, posso scriverlo vero? Tra il tuo racconto e quello di Alessia mi si prospetta una bella notte in bianco! 😉

  6. Ero convinta di aver già letto questo post, invece no, non l’avevo letto perché mi sarei ricordata di Villa Adriana. Io ci sono stata una volta ma nemmeno me la ricordo, e soprattutto niente archeologo col mantello! Che paura O_O però ora mi è venuta voglia di tornarci!

    • Mi raccomando…non staccarti dalla comitiva e soprattutto non guardare negli occhi gli archeologi vestiti di nero! 😀 😀
      Ciao Anna!

Rispondi